Mercanteinfiera: quando il collezionismo d’arte non si impone confini

Mercanteinfiera: quando il collezionismo d’arte non si impone confini

Un mix di stili e di epoche, memorabilia e pezzi rari. Come la poltrona usata nel film “Eyes Wide Shut”, di Stanley Kubrick, prestata dal conte Augusti, Gran Maestro di Loggia Massonica e proprietario di un altro oggetto prezioso, il libro “Addio alle armi”, con dedica autografa di Ernest Hemingway del ’56, conosciuto in guerra quando era generale di cavalleria. E ancora una quindicina di clessidre antiche – tra cui spicca una italiana del ‘600 in avorio ed ebano con sabbia nera – maschere da scherma ottocentesche e mobili che spaziano dall’Antiquariato all’ Industrial chic passando dall’Art Decò degli anni 40, firmati tra gli altri da Osvaldo Borsani.


Partecipare a Mercanteinfiera, la mostra di antiquariato, design storico, modernariato e collezionismo vintage, che dal 2 al 10 ottobre occupa quattro padiglioni, su una superficie di 40mila a Fiere di Parma, è una rara occasione per vedere oggetti preziosi, curiosità e opere d’arte esposte da circa 1.000 espositori. E per poter mettere in relazione opere d’arte e oggetti provenienti da diverse epoche e movimenti, nella prospettiva del cross-collecting (o cross-buying), la tendenza del momento: un modo di collezionare eclettico, che ignora le classificazioni a favore di un accostamento inedito e audace tra opere ed oggetti.


Una prassi che affonda le sue radici nel passato, in particolare nel Rinascimento e che oggi è vista anche come una forma di investimento più sicuro, perché non circostanziato a un solo periodo storico, passibile di mode.


E non passano di moda i due soggetti protagonisti delle mostre collaterali dell’edizione 2021.
La prima è “La spina dorsale di un uomo. Storia della cravatta” che racconta con disegni, bozzetti, messe in carta jacquart, fustelle e 40 cravatte (tante quanti gli anni di Mercanteinfiera), capo mannish per eccellenza. Che poi solo maschile non è. La prima idea di cravatta femminile risale infatti all’epoca di Luigi XIV, il Re Sole – uno dei più appassionati cultori di questa moda, basti pensare che istituì nella corte la carica del “cravattaio”, che doveva andargli alla perfezione la cravatta scelta da un vassoio ogni mattina. Ma anche l’amante del sovrano, Louise de la Vallière, indossò l’accessorio, che in una forma simile continua a portare il suo nome, la cravatta lavallière.

Un indumento che continua ad essere very stylish anche oggi se a indossarlo è Victoria del gruppo del momento, i Måneskin. La mostra è realizzata in collaborazione con Paolo Aquilini Direttore del Museo della Seta di Como, Fondazione Setificio, Associazione ex Allievi Setificio, Confartigianato Como, Associazione Italiana Disegnatori Tessili e Confindustria Como.


Non è solo per nerd la mostra “Back to the games”, che racconta la storia dei videogame dagli anni ’70 ai 2000, e insieme ad essi la tecnologia e i cambiamenti della società di quegli anni, i primi a vederci davanti a console e schermi di computer. Realizzata in collaborazione con Archivio Videoludico della Fondazione Cineteca di Bologna e l’Associazione Bologna Nerd, permette ai visitatori anche di provare e giocare con i videogame di quegli anni: dagli Space Invaders conl’Atari 2600, o SuperMario con il Commodore 64, e ancora con i giochi delle PlayStation e del Xbox. Infine, vedere il raro Virtual Boy della Nintendo, un flop di fine millennio, perché era la console “meno portatile” di sempre, oggi ricercatissimo dagli appassionati.


Tra le novità dell’edizione la collaborazione con Museimpresa come conferma Ilaria Dazzi, brand manager di Mercanteinfiera: “la presenza di Museimpresa a Mercanteinfiera è una grande opportunità per dare spazio ad una realtà che rappresenta perfettamente la sintesi del nostro appuntamento. Da un lato agevolare il business dei nostri espositori cui mettiamo a disposizione ogni anno un network internazionale di circa 10 mila buyer, dall’altro l’aspetto artistico, quello che ci porta ad approfondire la nostra storia e la nostra tradizione culturale cui contribuisce ampiamente anche il patrimonio privato. Sarebbe bellissimo che le aziende aderenti all’Associazione potessero continuare a collaborare a mostre collaterali dentro Mercanteinfiera supportandoci così in questa operazione di sviluppo culturale largamente inteso”.


Una posizione condivisa da Antonio Calabrò Presidente di Museimpresa. “Il racconto delle imprese italiane e dei loro protagonisti passa anche attraverso oggetti, documenti, immagini, fotografie, filmati: un patrimonio unico, espressione di cultura, creatività e saper fare. Documenti tecnici, libretti di lavoro, materiali iconografici, prodotti e macchinari conservati e valorizzati all’interno degli archivi e dei musei d’impresa sono i segni materiali che documentano la straordinaria evoluzione di tante manifatture italiane dal secolo scorso ai nostri giorni, espressione delle valenze etiche ed estetiche dell’impresa e della capacità di innovazione, che dal passato si trasmette al presente. La forza di Museimpresa è rappresentata dalla presenza sui territori di tante realtà più meno connesse che hanno espresso una qualità produttiva senza paragoni che merita conservazione, valorizzazione e diffusione”.


Un dialogo che unisce anche i territori e le loro qualità, nella tavola rotonda del 2 ottobre, alle ore 10, in Sala Toscanini, Pad.4, dal titolo: “Eccellenze del made in Italy e ripartenza dei territori”, che vede come protagoniste Parma Città Creativa UNESCO per la Gastronomia e Como Candidata 2021 a Città Creativa UNESCO per l’artigianato.


Saranno presenti, in rappresentanza delle città, l’Assessore Livia Cioffi di Como e l’Assessore Cristiano Casa di Parma, Paolo Aquilini e Maurizio Moscatelli del Museo della Seta di Como, Giancarlo Gonizzi Direttore dei Musei del Cibo di Parma, Lucia Mantero dell’azienda storica Mantero 1902, Nicola Bertinelli Presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Davide Gobetti per Confartigianato Como e lo chef Enrico Bergonzi del Parma Quality Restaurants. Ad intervenire anche Antonio Calabrò, Presidente Museimpresa.


Una novità, infine, nella logistica: l’area restauro migra dal Pad. 3 al Pad. 4, che quest’ultimo cambia nome e diventa Padiglione Culturale e Turistico.aise

Redazione

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