Macron vincitore per difetto, ora ha davanti una strada in salita

Macron vincitore per difetto, ora ha davanti una strada in salita
© FREDERIC PETRY / HANS LUCAS / HANS LUCAS VIA AFP

Per il presidente sarà difficile ottenere la maggioranza alle politiche di giugno. La stampa ridimensiona la vittoria su Le Pen e sottolinea il risultato “storico” della destra

All’indomani della grande festa al Campo di Marte per la rielezione di Emmanuel Macron a presidente della Repubblica, prima a ritmo di musica house (rigorosamente francese), poi sulle note della nona sinfonia di Beethoven, inno dell’Unione Europea, la Francia si è svegliata con la “gueule de bois”, come si dice qui, cioè con i postumi della sbornia.

Dai quotidiani di sinistra come Liberation a quelli più conservatori come Le Figaro, passando per Le Monde, tutta la stampa transalpina si è affrettata a ridimensionare la vittoria di Macron e il risultato “storico” di Marine Le Pen. Un risultato che sarebbe stato inimmaginabile solo una decina di anni fa.

Sì, perché ‘Marine’, come la chiamano i francesi, è la figlia di Jean-Marie, fondatore del Fronte Nazionale. Il partito “fascista”. E adesso la strada è tutta in salita per l’inquilino dell’Eliseo. A partire dalle elezioni politiche che si svolgeranno a giugno.

Ottenere la maggioranza sarà un’impresa ardua per Macron. Dall’estrema sinistra, guidata da un Melenchon che ha fatto un ottimo risultato al primo turno, raggiungendo quasi il 22% dei consensi, a Le Pen, passando per Eric Zemmour e Valerie Pecresse, tutti sono già proiettati su una campagna elettorale che sarà ancora più senza esclusione di colpi.

Macron è stato scelto “par defaut”, come viene ripetuto ad nauseam, cioè per difetto.

E’ un voto ottenuto con una buona parte di elettori di sinistra e della destra moderata disperati per mancanza di alternative all’estrema destra. Esattamente come accadde nelle presidenziali del 2002, in cui Jacquec Chirac trionfò contro Le Pen padre, qualificato per la prima volta al secondo turno. Macron, secondo i dati definitivi del ministero dell’Interno, ha raccolto il 58,54% dei voti.

Ma l’astensione non è stata mai così alta, pari al 28,01% degli aventi diritto e le schede bianche sono state 2 milioni 228 mila, pari al 6,35% dei voti espressi. Ci sono stante anche 790.946 schede annullate, pari al 2,25% dei voti espressi. Fra schede bianche e schede annullate si sfiora quindi il 9% dei voti espressi. Non è poco.

E secondo un sondaggio realizzato i queste ultime ore dall’istituto Opinionway per CNews e Europe 1, il 63% dei francesi desidera che Macron non vinca le elezioni politiche di giugno e che sia costretto ad avere un governo di un colore doverso. Il Paese è quindi più che mai lacerato.

Il vero sostegno a Macron non va oltre quel 27,85% dei consensi che ha ottenuto al primo turno. E il capo dello Stato ne è perfettamente consapevole, tanto che nel suo discorso ai circa 3.000 fan ai piedi della torre Eiffel, trasmesso da 200 televisioni di tutto il mondo, ha immediatamente affermato che intende essere “il presidente di tutti i francesi”, promettendo che il suo secondo quinquennato aprirà una “nuova era” per il Paese.


AGI

Redazione Radici

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