Cielo azzurro

Cielo azzurro

Aprile
Prova anche tu,
una volta che ti senti solo
o infelice o triste,
a guardare fuori dalla soffitta
quando il tempo è così bello.

Non le case o i tetti, ma il cielo.

Finché potrai guardare
il cielo senza timori,
sarai sicuro
di essere puro dentro
e tornerai
ad essere felice.

Di Daniela Piesco vice Direttore Radici 

La piccola Annelies Marie Frank, nel 1943,a soli quattordici anni, dalla claustrofobica soffitta in cui era rinchiusa scrisse questi pochi semplici versi che ancora oggi ci consegnano un messaggio di speranza ma soprattutto stanno lì a ricordarci ,se ancora ce ne fosse il bisogno l’importanza delle narrazioni .

Eppure ,oggi restiamo increduli, e quasi analfabeti nel trattare quello che sta succedendo:la guerra totale all’Ucraina da parte della Russia ha spiazzato quasi tutti.

Ritorna l’incubo di Auschwitz

I russi hanno trasformato Mariupol in Auschwitz,sono migliaia i civili morti e bruciati nei forni crematori

A Mariupol i soldati russi hanno allestito crematori mobili per bruciare i corpi degli abitanti uccisi e coprire le tracce dei crimini contro i civili. Lo riferisce il Comune di Mariupol su Telegram, citato da Unian. Testimoni oculari hanno detto che l’esercito di Mosca ha reclutato “terroristi locali” e di Donetsk in forze speciali per raccogliere e bruciare i corpi, cioè lasciando il lavoro sporco ai “collaboratori”.

“I russi hanno trasformato Mariupol in un campo di sterminio. L’analogia sta guadagnando terreno. Questa non è più la Cecenia o Aleppo: è la nuova Auschwitz”.

“Decine di migliaia di civili di Mariupol potrebbero essere stati uccisi dall’esercito russo, motivo per cui Mosca non ha fretta di dare il via libera alla missione della Turchia e ad altre iniziative per salvare ed evacuare completamente Mariupol attraverso i campi di filtraggio”, afferma la dichiarazione del Comune della città.

“La truppa russa ha ripetutamente tentato di prendere il potere, ma alla fine è riuscita solo a diventare il direttore del crematorio Mariupol”, aggiunge il consiglio comunale.

Il Minicipio di Mariupol nei giorni scorsi ha pubblicato l’elenco dei “traditori”, coloro che hanno aiutato i russi a paralizzare rapidamente la città e creare una catastrofe umanitaria. Gli stessi che adesso starebbero coprendo le tracce delle uccisioni di civili bruciando i loro corpi.

Ammetto che mi mancano le parole,a differenza della piccola Anna,per raccontare quello che accade . Mi è difficile trovarne di adeguate e vere e di rintracciare una lingua adatta a esprimerlo.

Uno spiraglio di cielo azzurro

Uno spiraglio di cielo azzurro era tutto quanto Anna Frank potesse vedere del mondo esterno dal famoso “nascondiglio segreto” situato al numero 263 della via Prinsengracht di Amsterdam.

Uno scorcio d’azzurro associato alla speranza nell’avvenire.

Anna guarda fuori dalla sua finestra e si accorge, all’improvviso, che l’inverno è finito: la primavera è tornata a illuminare le strade di Amsterdam.

Che gioia, che sollievo, pure per lei che non poteva correre nei prati e coglierne i fiori né andare in bicicletta sentendo il piacere della nuova brezza tiepida sulle spalle.

Aprile con il suo azzurro tiepido e carico di promesse porta una speranza rinnovata nella vita di Anna Frank, nel suo cuore giovane che si rianimava con il ritorno della primavera.

Lei, che viveva in quello sciagurato periodo storico, la speranza l’aveva e la teneva stretta come un amuleto, mentre noi talvolta sembriamo averla perduta.

Abbiamo parlato troppo la lingua dell’economia, dobbiamo ritrovare quella dell’umanità

Ci sono situazioni in cui parlare la stessa lingua non aiuta a superare gli scontri ei conflitti. Questo è il punto dove abbiamo bisogno di più di una capacità linguistica per raggiungere la mente e il cuore dei nostri simili. A tal proposito afferma Mawlana Jalal al-Din “È meglio parlare la stessa lingua del cuore che parlare la stessa lingua”. I pensieri significativi, espressi attraverso la lingua, hanno senso quando raggiungono non solo le menti ma anche i cuori dei nostri interlocutori. Essi hanno un effetto sulle nostre anime e sulle loro menti quando vengono comunicate attraverso la lingua del cuore.

Le parole pronunciate attraverso la lingua del cuore possono essere sentite solo quando provengono da un altro cuore. Ciò significa che dobbiamo allenare i nostri cuori per parlare con gli altri cuori. Rumi ritiene che tutti gli esseri umani siano dotati della capacità di parlare questa lingua.

La mente e il cuore non sono nemici di se stessi. Al contrario, compongono e completano il sé umano. Senza uno di loro, la persona umana diventa incompiuta e ruvida. La mente o la ragione da sole non possono trasmettere tutti i nostri pensieri e sentimenti perché siamo più che semplici “macchine pensanti”. Siamo anche esseri umani che si sentono per gli altri, che pregano, che gridano, che godono di belle cose, che pensano al significato della nostra esistenza in questo mondo transitorio.

Non si può essere tristi di fronte a un cielo azzurro, sembra dire Anna, basta guardare quella vastità infinita, limpida come il mare al mattino, per sentir svanire ogni angoscia o timore.

I versi di Anna esprimono un tenace attaccamento alla vita e anche un vorace desiderio di futuro.

Quando afferma che guardando il cielo “tornerai a essere puro dentro” sembra fare riferimento a un mondo che finalmente si ripulisce dalla proprie colpe, si smacchia dal sangue provocato dalla violenza e dall’orrore.

Anna la purezza del cielo però l’aveva augurata anche a loro, ai nazisti, auspicando una possibilità di redenzione portata dal vento leggero d’aprile e da quell’azzurro così carico di promesse che sembra avvolgere ogni cosa, come una coltre di gommapiuma

Il racconto della pandemia, che vedeva come nemico un virus sconosciuto, ha lasciato il posto al racconto di una guerra vera, in cui la metafora non c’è più

Passare da hostis (nemico) a hospes (colui che accoglie o che viene accolto), dal tu nemico al tu che è principio della conoscenza di sé concordano tutti, è il discrimine fondamentale tra la guerra e l’amore. E nulla è ancora perduto, perché in fondo questi tu sono entrambi in atto, visto che c’è chi ordina i bombardamenti e chi si prodiga per accogliere i profughi.

Nel contesto di queste riflessioni, tra passato e futuro, suonano oggi fortissimi i versi di Tarasl
Shevchenko (1814-1861), il poeta padre della lingua ucraina, servo affrancato perseguitato dai russi, non solo processato e condannato, ma anche obbligato a non scrivere e non dipingere.

«Seppellitemi, insorgete,/ le catene spezzate,/ con l’inimico sangue/ libertà spruzzate,/ e nella grande famiglia/ nuova, liberata/ricordatevi di me/ con parola grata».

E se la guerra attraversa la storia umana fin dall’antichità, ha senso passare attraverso altri conflitti per conoscerli e capirli, in modo che il
passato non si ripeta.

Il conflitto in Ucraina sta calamitando inevitabilmente l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale, anche per il pericolo di arrivare a un confronto tra la Nato e la Russia che potrebbe assumere tratti apocalittici, prospettiva su cui riflette.Ma l’eredità dell’Unione Sovietica, disciolta nel 1991, ha lasciato altre ferite difficili da rimarginare.

Purtroppo, se la dissoluzione dell’Urss avvenne con uno spargimento di sangue molto limitato grazie all’opera riformatrice e moderatrice di Mikhail Gorbaciov, con il tempo e con i mezzi derivanti dalle risorse energetiche del suo ricchissimo sottosuolo, la Russia ha ripreso a nutrire ambizioni imperiali sugli Stati ex sovietici divenuti nel frattempo indipendenti, alcuni dei quali guardano apertamente verso l’Europa e l’Occidente.

La cultura di uomini come Putin, un ex ufficiale dei servizi segreti (Kgb), resta quella forgiata negli anni del totalitarismo comunista, sia pure riverniciata in chiave neozarista, con tutte le funeste conseguenze che ricadono in primo luogo sul suo popolo. Eppure, nota Manlio Graziano su «la Lettura», puntare sulle conquiste territoriali non è un buon affare, soprattutto in tempi di globalizzazione. Conta molto di più controllare i mercati. La Russia, sotto l’effetto delle sanzioni occidentali e impantanata sul campo di battaglia, sta già pagando molto cara l’avventura sanguinosa voluta dal Cremlino.

Daniela Piesco 

Redazione Radici 

Ph Fernando Oliva 

https://www.facebook.com/fernando.oliva.1029

Daniela Piesco

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