l rapporto “uomo-uomo” e “uomo-natura è guasto?

l rapporto “uomo-uomo” e “uomo-natura è guasto?
L’Umanità ha sempre mutuato dal benessere della Natura la propria sopravvivenza. Ma da alcuni secoli, grazie a l’arricchimento della presunta  “conoscenza“, ha incominciato ad abusare, ritagliandosi un tipo di benessere che al pianeta costa devastazione e avvelenamento. E che ricambia mettendo a rischio il benessere e persino la vita dell’intera comunità mondiale.
Davanti a questa immagine, con l’intestazione, “Il pianeta è anche loro non solo nostro”, ti viene il sospetto che l’autore sia un tantino impedito, a spacciare una ovvietà da asilo nido, come l’ultima grande scoperta de l’Umanità. Ma è proprio l’esatto contrario. Per la cultura attuale, questo concetto è più ostico che ovvio.
Nel disperato e fallito tentativo di rendere pacificamente produttivi i rapporti fra individui e fra popoli, costantemente insanguinati dalle guerre, gli scienziati si sono scordati di rendere tali anche i rapporti fra gli uomini e il resto degli esseri viventi, e peggio, fra noi umani e il pianeta che ci ospita.
Tanto è bastato a fare degli uomini, la più feroce razza predatrice del Mondo, così superficiale, ottusa, ingorda e spietata, da diventare devastante per la biodiversità, per la buona salute del pianeta e per la pace mondiale.
Con una scienza così approssimativa e autolesionista, da illudersi di poter adattare il pianeta a l’uomo, anziché l’uomo al pianeta, non siamo più in grado di sapere se la distruttività umana ha raggiunto o superato il punto di non ritorno.
Io non ho la più pallida idea se sia scientificamente possibile una “inversione ad U” della cultura umana genocida, per ripensare e ricostruire il rapporto uomo-pianeta e uomo-uomo, se non umano almeno compatibile.
Somerset Maugham diceva che “gli uomini hanno un’idea incredibilmente sbagliata della loro posizione nella natura; e questo errore è inestirpabile”.
Ci sentiamo padroni del mondo e forse siamo solo inquilini morosi di un immenso condominio, tanto complesso e imponderabile per la nostra mini intelligenza, che il grande Claude Lévi Strass, ritenne giusto ipotizzare che “Il mondo è cominciato senza l’uomo e finirà senza di lui”.
Come dire, siamo l’unica razza animale, che pur aspirando da millenni a crescere e moltiplicarci in pace; da qualche secolo, grazie a l’intensiva istruzione di massa, ci siamo in-voluti in specie culturalmente modificata,    tanto ottusa, rapace e devastante, da rischiare  l’autosfratto dal condominio Terra.
Franco Luceri

Redazione

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