La voce di New York/ Intervista a Barbara Zichichi, nuovo Console Onorario in Connecticut

La voce di New York/ Intervista a Barbara Zichichi, nuovo Console Onorario in Connecticut

Barbara Zichichi è stata recentemente nominata dal Governo nuovo Console Onorario d’Italia per lo stato del Connecticut. Zichichi è nata e cresciuta a Verona, dove ha studiato al Liceo linguistico. Successivamente ha frequentato l’Istituto di Interpretariato e Traduzione di Bologna e ha lavorato come interprete e traduttrice in tutta Italia. Nel 1999 si è trasferita negli Stati Uniti e dal 2000 è stata coinvolta e ha presieduto molti comitati delle scuole dei suoi figli, ha servito per numerosi board in tutto il Connecticut e ha lavorato instancabilmente per diverse organizzazioni senza scopo di lucro che mirano a migliorare l’istruzione, aiutare la riabilitazione delle persone con precedenti dipendenze dalla droga e fornire assistenza sanitaria specializzata agli anziani. Attualmente, lei e suo marito Fabrizio vivono a Stamford e hanno 2 figli, Lorenzo e Lucrezia. Abbiamo incontrato il nuovo Console Onorario, alla quale abbiamo posto alcune domande”. Ad intervistarla è stato Alfonso Panico per “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.

D. Da Verona, bellissima città italiana piena di cultura, a New York, ci racconta come è avvenuto?
R. Verona, città simbolo dell’amore grazie alla storia di Romeo e Giulietta, amore che ha trovato anche me, nella figura di mio marito. Lui abitava già negli Stati Uniti, quindi il mio trasferimento dopo il matrimonio è stato un passo naturale.
D. Come mai ha deciso di candidarsi come console onorario?
R. Da sempre mi sono occupata di volontariato a 360 gradi, avendo avuto a che fare con diverse situazioni che hanno contribuito ad aiutare la comunità. La comunità, che è il cuore pulsante di ogni città, e per la quale ho sempre provato un irrefrenabile impulso ad esserne coinvolta per poter aiutare, assistere e magari risolvere i problemi. Il volontariato è l’unica attività lavorativa che dona due sorrisi profondi, sinceri e contemporanei: uno a chi dona, l’altro a chi riceve. Sapere di poter fare tutto questo, rappresentando ufficialmente e istituzionalmente il mio Paese, mi riempie di orgoglio e felicità.
D. Negli ultimi anni il Consolato generale di New York ha inviato ad Hartford un funzionario dell’ufficio passaporti per rinnovare i passaporti ai nostri connazionali del Connecticut, lei crede che le missioni del consolato generale continueranno o in futuro potrà farlo lei senza bisogno del funzionario del consolato di New York?
R. Il Consolato di New York invierà due dei suoi funzionari a breve, il 21 Gennaio, nella nuova sede consolare onoraria di Hartford, che, vorrei ricordare, si trova al 750 Main Street, Suite 500, per permettere ai connazionali residenti nel Connecticut di rinnovare i propri passaporti scaduti. Sono veramente lieta di poter ospitare la mia prima “missione”: i nostri connazionali, dopo anni di assenza del Consolato Onorario, potranno finalmente beneficiare dei servizi consolari.
D. Quali sono i suoi progetti e le sue proposte?
R. Sicuramente la promozione della lingua e della cultura italiana su tutto il territorio è la cosa alla quale tengo di più. Ho insegnato italiano a piccoli studenti per molti anni sotto la guida dello I.A.C.E e ho quindi toccato con mano quanto raramente ci sia stata, da parte delle vecchie generazioni, la volontà di trasmettere alle nuove generazioni le tradizioni e la meravigliosa lingua italiana. Ovviamente auspico anche una fruttuosa e amichevole collaborazione con le autorità locali, che così gentilmente mi ospitano sul loro territorio”.

Redazione Radici

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