Le tradizioni contadine della Basilicata

Le tradizioni contadine della Basilicata

Il borgo lucano di Filiano potrebbe derivare il suo nome dalla parola latina “filius”, oppure potrebbe ricordare la filatura della lana, un’attività importante in una zona dove le greggi sono sempre state una risorsa fondamentale. Quel che è certo, è che la prima presenza umana è documentata già a partire dal Paleolitico, come testimoniato dalla presenza dell’industria litica nella frazione di Inforchia, e dal Mesolitico (circa 12mila anni fa) in località Tuppo dei Sassi, luogo nel quale furono scoperte dall’archeologo Francesco Ranaldi nel 1965 delle pitture rupestri, prime tracce artistiche dell’uomo in Basilicata ora custodite nel Riparo Ranaldi. Sorge in un territorio argilloso, nella Valle di Vitalba a ridosso del Monte Caruso, che ha favorito la nascita di insediamenti contadini e pastorali.

Un territorio che vede nel “Taxodium distichum”, il cipresso calvo, l’albero protagonista dei boschi circostanti. Sino all’Alto Medioevo il territorio circostante registrava la presenza di numerosi centri abitati, identificati come feudi. Sulla spinta di una innovativa politica di mercato nel ‘500, si diede il via a una gigantesca opera di disboscamento e dissodamento, tanto imponente da rendere un territorio fitto di boschi un luogo produttivo e redditizio. Fu così che migliaia di contadini provenienti da Avigliano iniziarono a prendere in fitto terreni per il pascolo.

I territori di Filiano furono anche terra di brigantaggio: nella masseria di Iscalunga si riunivano le bande di Carmine Donatelli Crocco, mentre Ponte Cerasale fu teatro di diverse imboscate dei briganti durante l’Ottocento. Nel borgo, sono numerosi i luoghi di interesse storico: dal sito medievale di Altomonte nella riserva naturale-antropologica “Agromonte Spacciaboschi”, dove si trovano le rovine medievali di Acermontis, alla Riserva Naturale Antropologica “I Pisconi”, passando per la Chiesa di Santa Maria del Rosario, l’ottocentesca Chiesa di San Giuseppe e l’ottocentesco Palazzo Corbo in località Iscalunga, appartenuto all’omonima famiglia. Infine, elemento caratteristico di Filiano sono i tratturi, per molto tempo unica via di comunicazione, sulle quali avvenivano gli spostamenti della transumanza. I tratturi di questo territorio, nello specifico, sono più stretti rispetto a quelli, ben più larghi, dell’Abruzzo e della Puglia.

Al passato contadino sono legate anche le radici culturali locali, alcune delle quali hanno ereditato alcuni elementi dei rituali pagani del passato. Tra le feste locali, spiccano il carnevale, nel quale si ricordano le maschere conosciute come “tintle”, la processione dedicata alla Madonna di Lourdes dell’11 febbraio e l’uccisione del maiale, tradizione in disuso che riuniva la comunità nel periodo natalizio. Menzione speciale per “Lu Muzz’c”, evento del 17 agosto che prevede un percorso enogastronomico per le vie del borgo, un’occasione unica per gustare i sapori tipici locali. Sapori che è possibile ritrovare nei piatti tradizionali: pecorino di Filiano (tra i formaggi più apprezzati della Basilicata), “Lu cantariedd” (pane bagnato con vino e cipolla), “La luata ‘r secch” o “ciambotta” (patate, zucchine, verdure, e altro ancora), “Lu prime muzz’c” (un pezzo di pecorino, pane e uovo sodo), “Lu ‘dinn” (pasta di casa con sugo di salsiccia), “La murenn’a” (frittata), “La calata ‘r lu sole” (biscotto e un bicchiere di vino). Si tratta di radici culturali, quelle festive ed enogastronomiche, che sapranno stupire ogni viaggiatore.


COME ARRIVARE: Gli aeroporti di riferimento sono a Napoli e Bari. A Filiano è presente una stazione minore raggiungibile da Melfi (21 km) o Potenza (22 km). In automobile da Roma: prendere A90/E80, poi A1/E45 e A16/E842 in direzione di E841 a Manocalzati, uscita Avellino Est da A16/E842, prendere SS7 e SP 219 in direzione di Filiano.


ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Da vedere le bellissime Cascate di San Fele. Inoltre, è imperdibile la visita al borgo di Pietragalla e al suo Parco Urbano dei Palmenti.

https://www.comune.filiano.pz.it/filiano/zf/index.php/storia-comune

Redazione Radici

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