Bondone, il borgo trentino dei carbonai

Bondone, il borgo trentino dei carbonai

Il carbonaio era un lavoro duro per una lunga serie di motivi: lo sforzo fisico richiesto nel tagliare la legna e accatastarla, la necessità di sorvegliare giorno e notte la carbonaia, per assicurarsi che il processo di combustione lenta non si fermi, né si velocizzi troppo e, più di tutte, la necessità di abbandonare la propria casa per trasferirsi all’interno dei monti nel periodo primaverile, trascorrendo più di metà dell’anno lontani dal paese d’origine, solitamente portando con sé le loro famiglie, lasciando quindi le case abbandonate per mesi. I carbonai erano ovviamente presenti in ogni parte d’Italia, specialmente nelle zone montane, ma in Trentino vi è un paese di nome Bondone che detiene un particolare primato: Per secoli, è stato abitato esclusivamente da carbonai, e veniva quindi completamente abbandonato per circa otto mesi ogni anno, durante i quali gli abitanti scendevano nelle foreste sottostanti, fino a raggiungere il lago di Idro o addirittura raggiungendo le zone del bresciano.

Con l’avvento delle nuove tecnologie, questa figura è diventata sempre meno richiesta, e non è più stato necessario agli abitanti lasciare disabitato il paese per così tanto tempo. Passeggiando per il borgo è possibile apprezzare gli affreschi sacri dipinti sulle mura delle case delle famiglie sopravvissute alla peste del 1630. Le vie offrono anche la possibilità di godere degli antichi archi, mentre nei lati più esterni della città è possibile godere di un panorama mozzafiato sul lago sottostante, dal momento che Bondone è situata a 720 metri di altitudine. La visuale migliore si ha dal Castel San Giovanni, costruito su uno sperone roccioso che domina tutto il territorio, al quale si accede da un ponte levatoio; la fortificazione è stata oggetto di una serie di interventi di restauro, che hanno permesso di ricostruirne le antiche fattezze.

Da visitare è anche la chiesa dedicata alla natività di Maria, la quale si pensa sia sorta intorno al 1300 e al cui interno sono armoniosamente presenti elementi risalenti a diverse epoche storiche. Il borgo diventa particolarmente vivo dal 7 al 9 settembre, giorni in cui si ricordano i carbonai che, ritornando nelle case, ripopolavano il paese.


COME ARRIVARE: Partendo da Trento, in auto, il tragitto è di circa 1 ora e mezza. Bisogna percorrere la SS45bis fino ad arrivare alla SS237, percorrendola tutta fino a raggiungere il borgo.


ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Gli appassionati di natura più coraggiosi potranno percorrere la ferrata Sasse sul lago d’Idro, un percorso a pelo d’acqua che collega il porto del battello della vicina Baitoni, nella provincia di Trento, a quello di Vesta, in provincia di Brescia.


https://www.comune.bondone.tn.it/9Colonne

Redazione Radici

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