Il nuovo gioiello di casa Treccani

Il nuovo gioiello di casa Treccani

di Paolo Pagliaro

Un’impresa editoriale ardita forse addirittura temeraria, e finora, a livello internazionale, senza precedenti. Così il curatore Vincenzo Trione presenta l’ Enciclopedia dell’arte contemporanea edita con il marchio Treccani. Sono quattro volumi di 800 pagine ciascuno, con 3.600 voci e 4 mila illustrazioni, frutto di cinque anni di lavoro e della collaborazione di 435 autori. Non è un catalogo solo degli artisti ma anche dei critici e dei teorici dell’arte, dei curatori, dei galleristi e dei mercanti, degli architetti, dei designer, degli stilisti; e infine anche dei poeti e degli scrittori che hanno avuto un dialogo con l’arte. L’impresa è stata ideata da Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, ed è un’impresa da far tremare i polsi considerato che «fare una enciclopedia significa distribuire l’immortalità», come confessò Giovanni Gentile, il filosofo primo direttore scientifico della Treccani. Il rischio aumenta quando, come in questo caso, l’Enciclopedia si occupa di contemporanei.
La nuova opera vede la luce nel momento in cui, a causa della pandemia, il rapporto tra il pubblico e le arti è entrato in crisi.
In un libro uscito in questi giorni – “Pubblici in esilio”, curato da Federico Boni per l’editore Mimésis – scienziati sociali, storici dell’arte, direttori di museo si confrontano sulla cultura al tempo dell’emergenza sanitaria e sulla difficoltà dell’essere spettatori. Ridotta alla dimensione digitale è prevalsa quella che Massimiliano Panarari chiama “la società della stanchezza”, e dunque è urgente che le persone tornino a vedere i quadri, partecipino alle performance, ascoltino le conferenze, intervengano nei dibattiti, si rechino nelle librerie o nelle biblioteche, dove ora le attende anche il nuovo gioiello con cui la Treccani sfida Wikipedia.

Redazione Radici

Redazione Radici