Un ‘gay museum’ per Bologna, Lepore: “Ci lavoriamo”

Un ‘gay museum’ per Bologna, Lepore: “Ci lavoriamo”

A riproporre l’idea è lo storico leader della comunità gay di Bologna Franco Grillini, che in campagna elettorale aveva incassato un sì da Lepore

Di Andrea San Germano

Un museo a Bologna dedicato alla storia e alle battaglie del movimento Lgbt sotto le Due torri e in Italia. E’ un vecchio pallino di Franco Grillini, ex parlamentare e storico leader della comunità omosessuale bolognese e nazionale, che oggi rilancia con forza la sua idea in vista dei 40 anni (l’anno prossimo) dell’inaugurazione del celebre circolo Arcigay ‘Il Cassero’ nel capoluogo emiliano e sull’onda del docufilm realizzato sulla sua storia politica e personale. Grillini chiama in causa il nuovo sindaco di Bologna, Matteo Lepore, da cui in campagna elettorale ha ricevuto una promessa.

I PRECEDENTI DI BERLINO, LONDRA, PARIGI E SAN FRANCISCO

“È una mia vecchia idea- spiega Grillini, oggi in Comune a margine della presentazione del film- fare a Bologna un ‘Gay museum’ sulla scorta di quello che hanno fatto a Berlino, Londra, Parigi e San Francisco. L’attuale sindaco aveva detto di sì anche in campagna elettorale a questa proposta e adesso lo dobbiamo realizzare: un bel museo con tutte le iniziative, gli archivi e i filmati. È una quantità di materiale gigantesca”.
Lepore, dal canto suo, prima abbozza. “Ci dobbiamo lavorare, non ne abbiamo ancora parlato”, risponde in conferenza stampa. Poi però non si tira indietro, spiegando che insieme all’ex sindaco Virginio Merola, nel suo ruolo odierno di presidente dell’Istituto Parri, “stiamo lavorando a un progetto sulla memoria di Bologna. In Giunta abbiamo anche una delega dedicata a questo, affidata all’assessore all’Urbanistica Raffaele Laudani, con l’idea di fare a Bologna uno spazio di racconto della sua storia in diversi luoghi. Fra questi sicuramente ci può essere spazio anche a un luogo dedicato alla storia del movimento Lgbt e al ruolo che Bologna ha avuto nel ‘900″.

ALLA BOLOGNINA UN LUOGO CHE RACCONTI LA STORIA DI BOLOGNA

L’intenzione, spiega ancora Lepore, è “individuare alla Bolognina, dove già c’è il museo di Ustica, la stazione 2 agosto e alcuni poli industriali storici, il luogo dove realizzare questo progetto sulla memoria. Abbiamo tutti gli strumenti per lavorare anche a questo, per raccontare la storia di Bologna e che cosa ha rappresentato nel ‘900. Su questo coinvolgeremo le istituzioni culturali della città, anche quelle del movimento Lgbt”. Ma per Grillini, oltre al museo, Bologna può fare ancora qualcosa per il mondo Lgbt anche su un fronte più concreto.

“Ci sono persone Lgbt povere e in difficoltà- ricorda l’ex parlamentare- anche a Bologna, al Cassero, ogni tanto si presenta qualcuno che ha bisogno di aiuto. Quindi c’è un problema di welfare serio. La buona notizia è che finalmente a livello nazionale sono stati stanziati dei fondi per costruire i centri di accoglienza, cioè luoghi dove è possibile vivere per qualche tempo finché la situazione personale non migliora. Quella dell’assistenza alla persona è il grande problema che abbiamo avuto anche in questi 40 anni, perché ci vogliono tante risorse. A livello locale, riuscire a fare iniziative di questo tipo, è fondamentale”, manda a dire Grillini.

a.sangermano@agenziadire.com

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