Ma davvero possiamo rinunciare al carbone?

Ma davvero possiamo rinunciare al carbone?

di Paolo Pagliaro

Ferruccio de Bortoli scrive sul Corriere della Sera che i giovani non vanno ingannati con la promessa che entro il 2030 si possa fare già a meno dei combustibili fossili. Non è affatto un inganno, replica su “Scienza in Rete” Stefano Nespor, direttore della Rivista Giuridica dell’Ambiente: sembrava un sogno che le carrozze trainate da cavalli potessero essere sostituite da tram elettrici, o che si potessero collegare paesi distanti senza cavi sottomarini ma con un telegrafo senza fili. Invece è accaduto. E così accadrà che con le conoscenze tecnologiche attualmente esistenti riusciremo presto a catturare energia solare ed energia eolica in quantità ampiamente superiore al fabbisogno mondiale di energia.
De Bortoli ricorda gli enormi costi della transizione energetica , e parla dei 130 miliardi di sussidi per le rinnovabili.

Risponde il suo interlocutore che i costi del non fare saranno superiori. De Bortoli sostiene che la rivoluzione green farà molte vittime dal punto di vista economico e sociale, l’altro obietta che il cambiamento climatico ne farà molte di più. In questo scambio di opinioni ci sono molti degli argomenti che alimentano il dibattito pubblico sul tema della transizione ecologica, che con il governo Draghi è diventato anche il nuovo nome del ministero dell’ambiente. All’appuntamento con gli obblighi previsti dagli accordi internazionali e dal piano di ripresa e resilienza, l’Italia arriva con un bilancio contraddittorio, con settori di eccellenza e altrettanti record negativi. Se ne discute da martedì 26 e per quattro giorni a Rimini, dove si tiene la rassegna Ecomondo, il principale appuntamento europeo sul tema della transizione ecologica e dei nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa.

Redazione

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