La Grande Bellezza: Le incantevoli e misteriose Grotte costiere della Puglia

La Grande Bellezza: Le incantevoli e misteriose Grotte costiere della Puglia

Di Giacomo Marcario

Il Salento è una terra meravigliosa.

Non solo per le sue spiagge ed il suo mare, paesaggi che ci ricordano paradisi esotici lontani verso i quali, in verità, non abbiamo proprio nulla da invidiare.

La particolarità del suo territorio in gran parte di natura carsica, la posizione geografica, le condizioni climatiche che si sono succedute nel corso dei millenni della sua storia. lo straordinario patrimonio paesaggistico, artistico, architettonico e monumentale fanno del Salento, anche una terra ricca di Gotte costiere.

Le coste della penisola salentina custodiscono un patrimonio di conoscenza la cui esplorazione ha permesso di riscrivere un’importante pagina della nostra preistoria.

Molte di queste grotte sono diventate un’attrazione turistica nazionale ed internazionale (in particolare tedeschi, inglesi ed americani) come la Zinzulusa, la Grotta della Poesia e le Grotte di Leuca.

I siti più importanti invece dal punto di vista archeologico sono in parte fruibili ed in parte chiusi al pubblico in attesa di campagne di scavo, già da tempo programmate,  che ne possano portate alla luce ulteriori segreti.

La costa più a nord del Salento, quella che si affaccia sull’Adriatico, custodisce delle autentiche meraviglie, capolavori della natura frutto di millenni e millenni di erosioni.

Siamo nei pressi delle marine di Melendugno, con le splendide grotte di Roca Vecchia ed i monumenti naturali di Torre dell’Orso, S. Andrea e la Grotta della Poesia. Quest’ultima è stata definita la grotta naturale più bella del mondo. Tutto ebbe inizio con la scoperta della Grotta Romanelli a Castro (avvenuta nel 1900) e con le successive ricerche, grazie alle quali si arrivò ad importanti scoperte che fecero conoscere il Salento a tutti gli studiosi ed appassionati dell’epoca. Grotta Romanelli ha restituito uno dei più importanti ritrovamenti per gli studi della nostra preistoria.

Nelle terre rosse, tra i sedimenti rinvenuti, furono trovati strumenti in pietra, tre scheletri umani, incisioni che permisero di appurare la presenza in Salento, dell’uomo del Paleolitico medio e superiore finale italiano. Oggi l’ingresso dal mare è protetto da una grata in ferro.

Sempre sul versante adriatico, sulla costa a sud di Otranto a pochi passi dalla spiaggetta di Porto Badisco un’altra importante scoperta fu quella della Grotta dei Cervi, la cappella Sistina del Neolitico, un sistema di grotte e corridoi interamente decorate in guano e ocra rossa.

Una sorta di tempio all’interno del quale probabilmente avvenivano riti di iniziazione per le comunità che frequentavano questi luoghi.

Oggi questo patrimonio non è visitabile per evitare di compromettere l’ecosistema marino ed ambientale che per millenni lo ha custodito.

E’ possibile visitarlo virtualmente presso le sale del Castello di Otranto, all’uopo allestite. Nei pressi di Otranto si trovano anche altre incantevoli e caleidoscopiche grotte costiere come la Grotta Palombara, quella del Vento e delle Streghe, la Grotta della Monaca, un anfratto semisommerso ed accessibile solo dal mare e durante la bassa marea. La singolare Grotta de Lu lampiune, invece.

Presenta ben quattro ingressi di cui tre sottomarini, tra gli 11 e i 23 metri sotto il livello del mare. Sempre sul versante Adriatico nei pressi di Santa Cesarea Terme si trovano le cavità naturali di Gattulla e di Solfatara, di Fetida che si apre sul mare come una spaccatura, di Solfurea nel cui interno sgorga una sorgente termale di acqua salso-bromo-iodica-sulfurea. Sempre a Castro si trova la grotta più amata dsi turisti la  Grotta della Zinzulusa.

La grotta deve il nome ai caratteristici  Zinzuli (stracci), come venivano chiamate in dialetto locale le stalattiti e le stalagmiti dagli abitanti del luogo. Vi si accede tramite un maestoso ingresso che si affaccia sul mare ed è possibile visitarla sia d’inverno che in estate.

La parte esplorata della grotta ed oggi visitabile è composta da tre ambienti molto suggestivi: subito dopo l’ingresso si scende nella Conca, un ambiente che porta verso il Corridoio delle Meraviglie, tempestato da stalattiti e stalagmiti che si specchiano nel laghetto di acqua sorgiva, mista a quella marina, denominato il Trabocchetto.

Il corridoio conduce al Duomo o Cripta, una immensa stanza alta circa 25 metri le cui pareti risalirebbero al Cretacico. Per secoli gli anfratti di questa grotta buia sono stati il rifugio di migliaia di pipistrelli. Negli anni cinquanta furono avviati i primi interventi di pulitura della grotta dalle enormi quantità di guano accumulatosi nel tempo; furono realizzati i camminamenti per creare un accesso direttamente dalla terra, gli stessi passaggi sono utilizzati oggi per le visite turistiche.

La parte terminale dell’anfratto, il cosiddetto Cocito, è un bacino d’acqua chiuso dove si è sviluppato un raro ecosistema ipogeo subacqueo dove vivono rare specie di crostacei. Recenti studi hanno dimostrato l’esistenza di altri corridoi da esplorare con altri segreti da scoprire .

Dagli scavi condotti sono emersi resti di animali, lame, grattatoi del Paleolitoco, ceramiche e manufatti. Scendendo verso sud, nella marina di Andrano, vale la pena vistare un altro gioiello della costa salentina. Si tratta della suggestiva Grotta Verde, raggiungibile dalla litoranea per Tricase seguendo le indicazioni per località Botte.

Da qui in poi si percorre un tratto roccioso della scogliera e si scende in acqua dove si trova l’accesso alla grotta: lo spettacolo al suo interno è indescrivibile ed emozionante. I giochi di luce ed i riflessi smeraldo ne fanno uno degli spettacoli naturali più belli del Salento e tra i più belli al mondo.

Il capo di Leuca è sicuramente la parte di costa salentina più conosciuta in quanto le sue grotte sono visitate ogni anno da migliaia di turisti. La visita alle grotte di Leuca avviene solo per mare ed è una tappa imperdibile per chi è in vacanza nel Salento. Le escursioni partono dal porto turistico di Leuca oppure dal porto di Torre Vado, possono avere come oggetto la visita alle grotte di Ponente o quelle di Levante.

Il fascino di questi monumenti sospesi tra il cielo ed il mare è arricchito dai nomi e dalle numerose leggende legate ai luoghi che per secoli hanno ospitato gli albori della nostra civiltà. L’intera costa di Leuca è una vera meraviglia, le più belle grotte, quelle che suscitano un incredibile mix di emozioni, sono la Grotta Morigio (o “degli innamorati”), la Grotta del Presepe, la Grotta delle Tre Porte con le sue splendide arcate sul mare, la Grotta del Bambino, la Grotta dei Giganti, la Grotta del Drago, la Grotta del Diavolo.

I nomi che le distinguono, l’acqua limpida e cristallina, il colore che assumono in base al tipo di roccia, le sonorità all’interno, ne fanno luoghi dell’anima assolutamente da non perdere. Le sacche d’aria, camere interne alla roccia scavate dall’opera paziente della natura, regalano stalattiti, stalagmiti e tutti quei gioielli naturali che formano uno spettacolo di Grande Bellezza.

Alle porte di Leuca, ai piedi di Punta Ristola, protetta da una grata in ferro, ci accoglie un altro tempio del passato, la Grotta Porcinara sulle cui pareti gli antichi viaggiatori del mare hanno lasciato le loro preghiere; al suo interno sono emerse iscrizioni messapiche e greche.

Sulla costa ionica le grotte presenti nel territorio di Nardò sono quelle più significative  dal punto di vista paleontologico, storico e archeologico.

Si tratta di grotte e siti importantissimi che hanno restituito reperti preziosi riguardanti la preistoria, gli animali e gli uomini che vi si sono avvicendati.

Nella Grotta del Cavallo sono stati ritrovati i resti dell’uomo sapiens più antico d’Europa. Per questo le grotte della Baia di Uluzzo sono diventate un punto di riferimento per lo studio della preistoria a livello mondiale. L’intero territorio nel quale si trovano le grotte e quindi anche la Baia di Uluzzo, ricade nell’area di tutela del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

Un’area naturalistica tra le più belle di tutta la Puglia ed ammirata ogni anno da decine di migliaia di turisti. La costa del Gargano, in particolar il tratto che va da Vieste a Mattinata è uno dei paesaggi più suggestivi della Puglia: alte falesie bianche a strapiombo sul mare, con pini, ginestre e cisti che si protendono sulle acque azzurre si alternano a piccole insenature e spiaggette di ghiaia bianchissima raggiungibili solo via mare.

Tra le calette e le piccole oasi verdeggianti, regno dei gabbiani reali e di falchetti, troviamo una lunga sequenza di grotte marine: ampie cavità in cui si insinua il mare e custodite dal vento, sempre presente in questi anfratti ancestrali.  In queste gallerie dalle forme particolari, grazie alla luce filtrante e ai suoi riflessi tra rocce e macchia mediterranea, l’acqua acquista incantevoli toni di colore regalandoci spettacoli, sublimali.  

Secoli dopo secoli, millenni dopo millenni con metodica lentezza, le onde del mare hanno eroso anche la costa calcarea del Gargano modellando scenari naturali, di cui neanche la mano del più grande scultore di tutti i tempi  sarebbe stata capace, aprendo squarci, fenditure e gallerie.

Ci pensa il sole con i mirabolanti riflessi sull’acqua a completare lo stupore. Le grotte marine sono circa una ventina , la scoperta da parte di due pescatori (i fratelli Trimigno) c’è stata nel 1954, anno in cui il turismo di massa non aveva ancora scoperto le meraviglie del Gargano.

Dopo pochi anni nel 1963 a Pugnochiuso, su incarico dell’ing. Enrico Mattei, inizia la costruzione del più famoso centro vacanze di Vieste, che darà una svolta decisiva all’economia del paese da agricola-pastorale a turistica . Le Grotte Marine di Vieste e del Gargano per la loro bellezza e la loro forma hanno ispirato i vecchi pescatori con i nomi più singolari e curiosi : la Grotta Campana Grande che ha la forma di una maestosa campana alta 70 metri e ricoperta di muschio vellutato; .la Grotta dei Contrabbandieri con doppia uscita che, una volta, agevolava la fuga dei contrabbandieri; la Grotta delle Rondini al cui interno nidificano i simpatici pennuti; la Grotta Sfondata è come un antico castello di cui il tempo ha demolito la parte superiore da dove i pini d’Aleppo si specchiano nelle acque color smeraldo; .la Grotta due Occhi caratterizzata da due piccole aperture scavate dalle onde del mare; la Grotta Smeralda in cui il mare e la luce si riflettono sulle pareti creando suggestivi effetti di colore; la Grotta dei Pomodori sulle cui pareti vi sono molluschi rossi a forma di pomodoro, la Grotta delle Sirene dove secondo la leggenda un tempo dimoravano le sirene. Il suo appellativo ci riporta alla mente gli antichi miti greci che cantavano la straordinaria bellezza, associata ad una natura incantevole ed insidiosa, delle fantastiche sirene.

Essa ci racconta una storia leggendaria che ci svela come al suo interno abbiano dimorato delle sirene che, divorate dalla gelosia, tennero in prigionia una fanciulla, legandola agli scogli circostanti.

Se  segretamente si coltiva il sogno  di incontrare almeno una volta nella vita  una sirena, è fondamentale visitare la grotta e attendere il tuo momento

Fai attenzione però al suo canto ammaliante, delle sue conseguenze sin d’ora  noi ci tiriamo fuori, a conferma della sua natura misteriosa, la Grotta delle Sirene è raggiungibile solo via mare da Pugnochiuso. 

Nella stagione estiva viene organizzato il tour delle grotte in motobarca con partenza dal porto di Vieste sia di mattina che di pomeriggio,  in corso dell’escursione si potranno  ammirare dal mare anche la baia di San Felice col famoso “Architiello”, la baia di Campi, i faraglioni di baia delle Zagare e le spiagge di Porto GrecoVignanotica e Pugnochiuso (qui ormai da decenni insiste una pregevole  struttura alberghiera in grado di offrire all’ospite ogni tipo di confort.

Situata a strapiombo su un mare limpido e azzurro Pugnochiuso dispone di calette con grotte  riservate agli ospiti esigenti, alle calette si può giungere solo via mare con una imbarcazione o direttamente dall’Albergo che si è dotato di moderni ascensori che in pochi minuti  portano nell’area attrezzata per trascorrere in piena tranquillità  momenti di autentico  relax. Posto strategico dal quale si possono ammirare i tramonti dolcissimi ed i tramonti infuocati.

Nell’area metropolitana di Bari il tratto di costa che presenta il maggior numero di Grotte marine è quello di Polignano a Mare, qui sono state censite ben ottanta grotte tutte raggiungibili solo via mare grazie a al servizio di imbarcazioni private o di motonavi che organizzano le escursioni.

Nel corso delle stesse si potranno visitare le più importanti ed incantevoli  grotte marine della costa polignanese, come Cala Ponte, Grotta Palazzese  ( tra le più conosciute e che abbina turismo e gastronomia grazie alla presenza in superficie, proprio sulla grotta, di un caratteristico ristorante nel quale si possono degustare (ovviamente vista mare) le prelibatezze  della cucina tipica pugliese e polignanese, tra l’altro tutta a base di pesce locale con varianti a sorpresa.

E poi ancora Grotta Santa Caterina, Grotta Chiari di Luna, Grotta delle Rondinelle, Cala Paura / Grottone, Grotta Azzurra, Grotta Piana, Lama Monachile, Grotta Arcivescovado, Grotta Favale, Grotta S. Pietro e Paolo, Grotta Ardito, Grotta delle monache, Grotta San Gennaro, Grotta della Colonna, Scoglio dell’eremita, Caverna dei Colombi, Grotta cappella di Cristo e Grotta di Sella. Dall’imbarcazione volendo ci si può tuffare per visitare ancora più da vicino le grotte e provare emozioni veramente uniche.

L’elenco delle Grotte costiere della Puglia non va considerato completo ed esaustivo, accanto a quelle riportate andranno inserite le decine di Grotte di cui sono in corso ispezioni e verifiche per una loro precisa mappatura oltre che per verificare l’esistenza delle condizioni necessarie ed ottimali per poter essere visitate in tutta sicurezza dalle migliaia di visitatori che ogni hanno ne prenotano le escursioni.

Ma di grotte marine ve ne sono  ancora tante da scoprire, la difficoltà è rappresentata dal fatto che la ricerca e la ricognizione non possono essere effettuate da terra ferma ma bisogna organizzarsi e farla via mare per mare. Ma per ora godiamoci quelle di cui ne conosciamo la disponibilità.

Ed allora a questo punto  si parte, basta noleggiare una barca con il marinaio istruito (i fidanzati e gli innamorati sono soliti  in genere scegliere questa soluzione che è ovviamente più romantica ed intimistica) oppure prenotare su una delle motonavi, con tanto di guida turistica e servizi compresi (a bordo a seconda della soluzione che si sceglie si può fare un’ottima colazione rigorosamente a base di pesce)  e via: la Grande Bellezza ci aspetta!

 Giacomo Marcario 

Redazione Radici

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