Italia in crisi

Italia in crisi

Di Giorgio Brignola

Il 2021 è iniziato con una percentuale di disoccupazione ancora elevata e una pandemia virale che, pur a vaccinazione iniziata, ci condiziona la vita. Ora, esaminando la realtà di casa nostra, solo il 21% dei disoccupati dichiara di svolgere qualche lavoro occasionale. Non abbiamo difficoltà a crederci. Il Bel Paese resta in fibrillazione sul fronte occupazionale. La questione, quindi, appare sempre complessa e variegata. Per una tortuosa serie di motivi, i conti non tornano. Ora l’Esecutivo Draghi dovrebbe dissipare le perplessità di molti italiani ed è un banco di prova per i partiti che lo supportano. Si mostrano, però, poche scelte per ridare vitalità a un’economia vittima anche di una speculazione che, forse, poteva essere evitata. L’aliquota dei disoccupati, e quella dei giovani alla ricerca di una prima occupazione, è a quota “28”. Come a scrivere che chi non trova lavoro, sopra la soglia dei ventotto anni potrebbe restare disoccupato “a tempo indeterminato”. Nel resto dell’UE questa quota è, mediamente, a “35”. Senza essere degli economisti, appare evidente che quando il Prodotto Interno Lordo (PIL) è, in sostanza, lo stesso dello scorso anno. Resta, quindi, impossibile negare la presenza di un processo economico inadeguato. Secondo il nostro modo di vedere, anche quest’anno sarà caratterizzato da una contrazione dei consumi e, probabilmente, con un fronte governativo in “crisi” molto complesso. Parecchio dipenderà anche dal nostro profilo a livello UE. Le premesse, purtroppo, non sono confortanti. Del resto, i politici nazionali hanno ancora molto da addottrinarsi per evitare altre figuracce. Viviamo, infatti, in un Paese in forte crisi d’identità sociale. Neppure possiamo, almeno per ora, azzardare delle comparazioni tra questo Governo e i due precedenti. Essere in “crisi” socio/economica, infatti, ha assunto un ben scoraggiante primato.

Giorgio Brignola

Redazione

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