Che pubblico vogliamo essere?

Che pubblico vogliamo essere?

Da qualche giorno è uscito il trailer del nuovo film di Francis Ford Coppola ovvero Megalopolis che è stato proiettato a Cannes di recente, il film dovrebbe uscire nel 2024.     

 La pellicola non ha avuto l’accoglienza che si sperava anzi qualcuno lo ha definito un’esperienza cinematografica unica ma non un film riuscito, ma non è questo che mi ha lasciato interdetto perché un’opera d’arte può piacere o no e i parametri di valutazione possono essere oggettivi o soggettivi quindi lungi da me recensire questo film basandomi sull’opinione della critica specializzata, il fattore che mi sorprende quindi è da ricercarsi altrove, ovvero nella produzione.                           

Sembra che nel 2024 un regista che è stato uno dei fondatori della new Hollywood che ci ha regalato opere come il Padrino e  Apocalypse Now  abbia dovuto vendere alcuni beni personali per finanziarsi la pellicola.                                                                                                                              

 Esatto, un gigante del cinema del calibro di Coppola ha venduto parte del suo vigneto in California per potersi permettere di girare quest’ultima opera, a questo punto non possiamo fare altro che chiederci che cosa sia diventato il cinema oggi.        

Negli ultimi decenni sembra che la parola industria abbia in qualche modo inglobato il cinema a tal punto da sopprimere le pellicole più autoriali per sacrificare la visionarietà di un’opera sull’altare dell’incasso e questo potrebbe avere dei risvolti potenzialmente disastrosi, basti pensare a Cronenberg altro pilastro del cinema contemporaneo che per girare Crimes of the Future è stato costretto ad andare in Grecia per realizzare le location per mancanza di soldi, i più grandi registi contemporanei stanno realizzando film a basso budget o addirittura costretti ad autofinanziarsi per vedere le loro opere realizzate.                        

Non è mia intenzione sminuire nessuna espressione del cinema dalla commedia al demenziale, ma la direzione che le grandi produzioni stanno percorrendo mi sembra a dir poco preoccupante: attualmente è sufficiente un solo flop per fare andare alla deriva la carriera di un regista mentre nei decenni passati l’opera non era così legata a doppio filo alla parte economica e certo l’incasso era importante ma era un’equazione molto più bilanciata.             

Se ci fermiamo a riflettere quante opere non sono andate bene come incassi ma poi si sono rivelate di valore inestimabile cinematograficamente parlando? Due esempi recenti: Fight Club e Donnie Darko film che non sono di immediata lettura ma che hanno bisogno di tempo per essere metabolizzati dal grande pubblico che non è abituato a delle visioni così autoriali e stratificate, se l’industria continua in questa direzione avremo un inevitabile impoverimento di queste pellicole e conseguentemente un impoverimento della visione autoriale e più ricercata.                   

Temo che uno dei fattori principali sia senza dubbio da ricercare nel pubblico che gioca un ruolo fondamentale nell’orientare gli investimenti delle produzioni; anche se come ho già detto non è giusto criticare nessun settore cinematografico poiché giudicare un’opera solo dal genere di appartenenza è senza dubbio prematuro ad esempio se giudicassi negativamente tutti i cinecomics dovremmo inserire nella lista anche Logan e la trilogia dei batman di Nolan; detto questo però non possiamo fare a meno di notare come gran parte di questo genere sia costituito da film dalla scrittura superficiale e imbottiti di fun service e sebbene tutto quello che porta le persone in sala è da considerarsi positivo forse non tenevamo conto delle conseguenze indirette che un cinema di puro intrattenimento poteva avere: ovvero creare un industria così fortemente radicata all’incasso e conseguentemente all’immediata e non impegnata fruizione di un opera da plasmare l’intero settore con un conseguente appiattimento delle pellicole fino a creare il contesto cinematografico che conosciamo oggi dove Avengers End Game è il secondo film con più incassi di sempre e Francis Ford Coppola deve vendere i propri beni per autofinanziarsi i film.                                     

Redazione

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