Il lavoro degli educatori

Il lavoro degli educatori

Riceviamo e pubblichiamo

Buongiorno, sono Daniela, educatrice da anni oramai… volevo parlare della nostra condizione, del nostro duro lavoro e di quanto, la nostra fatica, sia, delusamente, sia sfruttata, sottopagata, nonché minimizzata possa essere deludente, se la basassimovistimo, solo su alcuni stereotipi. Noi come dei badanti.

Il ruolo dell’educazione richiede: titoli, anche se la letteratura ci “insegna”, che quello che accade sul campo non èquello che studiamo e prendiamo voti. Lo storico di ogni singolo individuo va oltre dei libri, va oltre anni di studi… noi dobbiamo avventurarsi nella vita, a volte, disperata di ogni ragazzo, che niente ha a che fare con i libri, niente a che fare con un voto o una tesi, seppur capillarmente ricercata. Mi ribello, si alla mia età mi ribello! Da madre, ex musicista, da laureata, trovo ingiusto tutto questo.

Sono grande,(inteso come età)oggi mi rendo conto che la vita che faccio, per quattro soldi è avvilente, ma non per il denaro, solo per la considerazione… mi sveglio alle 5.00 del mattino, esco di casa alle 6.20 per andare a prendere il treno, due ore di viaggio, puntualizzo per 1.450 € al mese, senza alcun rimboerso, ma devo è Voglio essere puntuale per sostituire la mia collega, che come me, dopo 24h e più, di lavoro, sicuro vuole scappare, tornare a casa… tante altre cose che sono inammissibili, per chi fa il mio lavoro. Mi dispiacio, perché nessuno si muove, vedo i colleghi alienati, vedo l’annullamento del nostro lavoro e del nostro GRANDE IMPEGNO, nessuno che si ribella, punta i piedi, no!…va sempre tutto bene… Fare l’educatore è difficile, a giorni devastante, a giorni ti sublima, ma il resoconto?

L’assoluta indifferenza, le parole dette: ti paghiamo per quello che fai… rido! Sapete quanto prende un educatore? Una persona come me che si sveglia alle 5.00, che prende la macchina, arriva in stazione e poi dopo 1h10 di viaggio deve prendere metropolitane, bus ecc. Per non mancare, per dare la possibilità alla collega, che dopo oltre 24h di lavoro ha solo voglia di scappare per tornare a casa, anche dopo ore di viaggio?… No, nessuno SA, la vita di un educatore, mi ripeto, non considerato e sottopagato, chi ci dà lavoro le pretese sono tante, esuberanti, esondanti, fin troppo… siamo pagati w il sacrificio deve essere primario, perch quattro lire possono valutare il Nostro lavoro? Per necessità si fa questo è altro. Io da italiana, orgogliosa, sapendo di altre nazioni, la situazione è diversa molto diversa, gli educatori sono SACRI… ma io dove vivo? Altro potrei dire, molto altro… sono una scrittrice, sono una mamma, sarei stata una violinista, ma la vita è strana, quindi non commento. Ho scritto di getto, certa di aver sbagliato tale importante scrittura, ma non sarà un errore che voi vedrete, dopo 3ggg di servizio sono stanca, ma ne non mi interessa rileggere, sono certa di aver a che fare con menti pensanti ed intelligenti, l’unica cosa che vorrei è quella di essere ascoltata e di sollecitare chi dormiente aceta questa situazione.

Sono arrabbiata, delusa e schifata. Chiedo solo a voi un aiuto per far capire chi siamo, per far capire quanto siamo sottovalutati, per far capire il duro lavoro che c’è dietro un educatore. Il mio sarebbe solo uno sfogo, non mi sento di assecondare le ammebe, coloro che per quattro soldi si abbassano, come faccio io, io vorrei dei combattenti… il mio sarebbe solo un mettere in evidenza ciò che io vedo aberrante.

Chiedo solo a voi voce e chiedo scusa, da scrittrice per gli errori, comprendete, dopo tantissime ore di lavoro e viaggio, l’unica cosa è stare, oggi, con i miei figli, qualche ora spensierata, ma questo no accade, l’educatore, al di là del turno, deve essere essere sempre presente, noi abbiamo a che fare con ESSERI UMANI, MINORI NON ACCOMPAGNATI… conclusioni, chiedendo sempre scusa per gli errori, ma guardare solo il lato umano e la dedizione, solo un piccolo spazio.

Ripeto, nessuno capisce il ruolo dell’educatore, tanto meno il valore che abbiamo. Un grazie per aver letto le mie parole. Spero in un vostro riscontro… grazie e visto che sono appena rientrata, oggi, primo dell’anno, un grande augurio per un buon 2024.

Daniel Atzei

foto Tuttoscuola

Redazione

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