Fiocco di neve

Fiocco di neve

di Tommaso Genovese

Caro dicembre, arrivi e nel cuore spesso rimani, avvicini e allo stesso tempo allontani. Un fiocco di neve si posa sopra un tetto e così mille  altri. Lui come noi è uno dei tanti, si posa e si fa accarezzare dal vento che lo spinge. Quel fiocco di neve è come noi, fragile e intimorito da un vento burrascoso che lo spinge verso confini mai visti.  Nasce e vuole rimanere con tutti loro ma come altri è costretto a fuggire da una montagna che più non lo contiene, è un’anima ribella in un mondo troppo uniforme, un sentiero svincolato di una strada troppo dritta per essere percorsa.

Scappa, vede una casa e là decide di fermarsi, in quella casa trova il suo posto, è calda, si mette davanti ad una finestra e vede quel fuoco che tanto lo spaventava ma non capisce come una cosa così spaventosa possa raccogliere attorno a sé tante persone. Una mamma gioca con un bambino davanti a esso, un papà costruisce un castello con una bambina e lui vuole essere come quel fuoco. Decide di muoversi, si muove fin quando non arriva in un’altra casa, più bella ma più fredda dove il fuoco non sembra essere arrivato. In quella casa lui percepisce il freddo, il freddo di una famiglia rotta da sentimenti mai comunicati. In quella casa decide di fermarsi, vede una bambina piangere in un divano, una donna urlare a un uomo e sento il freddo. Sente irrigidirsi, vorrebbe diventare fuoco e illuminare quella casa.

Vorrebbe scaldare quei cuori, vorrebbe rendere quel gelo solo un ricordo ma  non può farlo. Può solo essere  un fiocco di neve destinato a muoversi. Si lascia trasportare ancora e per ogni casa illuminata ce ne sono mille fredde, case di bambini che piangono, case di emozioni mai esplose, case più fredde di ogni inverno. Sembra rassegnarsi, capisce che il fuoco è destinato solo ad alcune persone, capisce che è inerte a una realtà troppo forte, una realtà che strappa vite e gela.  Capisce che il suo viaggio è sofferenza e che purtroppo non può fare niente e decide di arrendersi, si lascia cadere e come lui altri tremila fiocchi di neve, frammenti di una vita mai pienamente soddisfatta, tracce di un futuro mai scoperto. Di una sofferenza troppo grande per essere raccontata. La neve aumenta e lui non è altro che uno dei tanti pezzi di un puzzle mai finito.Poi improvvisamente una bambina. Una bambina con il suo sorriso un po affievolito dal freddo circostante si avvicina.

Troppo piccola per pensare ma abbastanza grande per giocare. Una delle migliori giocatrici, troppo felice per poter aspettare di mettere il cappello e la sciarpa. Rincorsa da una mamma stressata ma innamorata della sua bambina, quella bambina esce e quel frammento che prima era sceso, ora faceva una piccola massa di neve che più di tutto rendeva felice quella bambina. Quel fiocco di neve per venti minuti era diventato un fuoco così immenso per il cuore di quella bambina che nulla avrebbe mai potuto colmare quell’emozione così immensa. Quel fiocco di neve aveva trovato il suo posto a modo suo, era diventato fuoco come voleva lui, era riuscito a regalare un’emozione a quel cuore così piccolo e fragile.

Tu quest’inverno chi sei?

Sei un piccolo fiocco di neve oppure sei quel gelo che spaventa il cuore. Beh se ancora non lo sai allora puoi diventare ciò che vuoi, ma ricorda, non c’è emozione più grande che riscaldare il cuore di qualcuno. Qualcuno che non per forza devi conoscere, qualcuno che probabilmente è meno fortunato di te. Siamo in un mondo difficile che non sempre regala gioia e se lui non ci riesce ci puoi riuscire tu. Non girare le spalle perché come tu le giri a qualcuno le potrebbero girare a te, quindi ora crea frammenti di quella fortezza che riecheggia per le persone di questo mondo. Uniti per un unico amore, abbracciati per riscaldatrici dove il fuoco non riesce ad arrivare.

Redazione

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