Quale alternativa?

Quale alternativa?

L’Esecutivo Meloni ”resiste”col “consenso” di un Potere Legislativo in fibrillazione. Il Primo Ministro dovrà fare i conti anche con i partiti che remano contro questa maggioranza parlamentare. Ora, ma non comprendiamo come l’Esecutivo spera in un rafforzamento di quelle posizioni proprie dei suoi alleati di Governo. Infatti, la governabilità appare ancor più complessa e, indubbiamente, macchinosa. Tutto dipenderà, ancora una volta, dal comportamento dei Partiti che s’identificano al “centro” della politica italiana. Oggi, però, è meglio non far conto su nessuno. Anche in questo 2024, i problemi ci sono sempre tutti.

Una maggioranza “atipica” ha lasciato il posto all’attuale. Ma chi contava ieri vuole contare anche oggi. E’ umano, lo comprendiamo, però non lo motiviamo. “Maggioranza” e “Opposizione” hanno, nel Nuovo Millennio, una concretezza differente da quella degli ultimi decenni del 1900. Dal 2008 a oggi, n’è passata d’acqua sotto i ponti, e la sinistra non è più quella di un tempo. Nel contesto, si muovono, anche se in modo disarticolato, le formazioni di Centro. Guidate da uomini che hanno un passato politico incerto o neppure quello. Come si può far conto su un Esecutivo, dove un regresso della parte centrista potrebbe deviare l’ago della governabilità?

Il nostro futuro prossimo sarà rappresentato da un equilibrio “instabile”? Con conseguenze preoccupanti per un’economia che ha bisogno di solidità per potersi riprendere quel tanto per non essere inglobata dai dictat di un’UE che è madre e matrigna per tutti i suoi Figli. I tempi per le supposizioni sono maturati, ma il nostro Primo Ministro non può “garantire” anche le tattiche degli altri uomini della sua squadra e della maggioranza Parlamentare che, sino ad ora, lo puntella.

Giorgio Brignola

Redazione

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