Dire Grazie?

Dire Grazie?

Di Rita Amabili

Usiamo facilmente l’espressione « incontrare un buon samaritano » ma ci è forse difficile approfondire il significato di queste parole familiari …
Tutto comincia con un fatterello simile a centinaia d’altri.
Un uomo incrocia sulla strada dei ladri. Quando lo vedono, lo attaccano, gli prendono le sue cose personali, lo caricano di botte e lo lasciano contuso, mezzo morto.
Passano alcune ore e arriva vicino alla vittima una persona devota e ritualista. Quando lo scorge, si allontana impaurita. Non vuole sentirsi obbligata a fermarglisi accanto.
Più tardi qualcun altro cammina sulla stessa strada. Si tratta di una persona in vista, che fa parte di una comunità conosciuta. Se si stupisce della presenza di un ferito per terra sulla strada, si affretta a nasconderlo. Vuole evitare di dover curare qualcuno che non appartiene alla sua stessa società.
Il tempo passa e il ferito indebolito si sente morire, rabbrividisce.
Voi camminate di buon passo e avete in testa i mille e un dettaglio della vita quotidiana. Il raffreddore del figlio minore, i compiti scolastici del maggiore, vostra suocera che si annoia e il vostro coniuge che lavora troppo. Accelerate, sapendo tutte le cose da fare che vi aspettano dopo una giornata di lavoro.
Inciampate quasi sul grande corpo abbandonato davanti a voi. Sorpreso, fate vivamente un passo indietro. In questo ambiente multiculturale, questo ambiente altrettanto estremamente ricco che impoverito, non potete identificare subito l’essere malmenato davanti a voi. Si tratta di un musulmano o di un cristiano; di un quebecchese, un italiano o di un africano; di un omosessuale? Di un assassino? Di un pazzo? Da dove viene? Chi era prima di diventare colui che adesso vedete?
Vi chinate verso di lui e siete attirato da una luce nei suoi occhi. Di sicuro, questa scintilla era ancora più forte prima del suo sfortunato incontro. Questo vi fa subito decidere.
Con grandi sforzi riuscite a farlo salire sulla vostra auto dell’anno. Ci mettete del tempo, dei soldi, ma soprattutto della dedizione prima di vederlo finalmente rivivere.
Sapevate che quella bontà esisteva da qualche parte in voi. Soltanto non avevate mai avuto l’occasione di farla sorgere in modo autentico.
Non avete dimenticato il vostro figlio minore, né il maggiore, né vostra suocera e ancor meno il vostro coniuge.
Avete fatto tutto. Non vi resta che ringraziare per quanto c’è in voi.
Come un sentimento nuovo, un fiume.

Redazione Radici

 

 

Redazione Radici

Redazione Radici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.