De Nittis, una collezione di opere da tutto il mondo a Washington D.C.

De Nittis, una collezione di opere da tutto il mondo a Washington D.C.

Presentata a Roma l’esposizione che si terrà al The Phillips Collection dal 12 novembre 2022 al 12 febbraio 2023

An Italian Impressionist in Paris: Giuseppe De Nittis

Il Presidente Emiliano: “Felici, emozionati e orgogliosi di portare negli Stati Uniti l’arte di De Nittis e di raccontare al mondo una storia, pugliese e italiana, che parla di cultura e bellezza

“Siamo felici, emozionati e orgogliosi di portare negli Stati Uniti l’arte di Giuseppe De Nittis e di raccontare al mondo una storia, pugliese e italiana, che parla di cultura e bellezza – ha detto Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia – Questa mostra rappresenta un’occasione straordinaria per creare attraverso l’arte nuovi legami e per rafforzare la nostra presenza internazionale”.

InvitoDeNittis Roma page 0001Da qui è iniziato il viaggio, in anteprima, per i giornalisti e gli esperti intervenuti alla conferenza stampa di oggi nella sede dell’Associazione della Stampa Estera a Roma alla scoperta di un pugliese, un italiano, che a Parigi ha lasciato una impronta indelebile. Paul Gauguin, riconosciuto per i suoi studi sul colore e per le sue ambientazioni tahitiane, alla fine del 1884 scriverà: “Tutti copiano De Nittis (…) De Nittis ha raggiunto la perfezione in ciò che gli impressionisti avevano iniziato”. L’evento si svolgerà a Washington D.C. dal 12 novembre 2022 al 12 febbraio 2023 in un luogo cult degli Stati Uniti: nel 1921 The Phillips Collection è stato il primo museo americano dedicato all’arte moderna. Lo stimolo nasce dal riallestimento della Pinacoteca De Nittis di Barletta ad opera del professor Renato Miracco, storico e critico d’arte, che insieme a studiosi italiani e statunitensi ha data vita ad una rilettura internazionale di De Nittis.

Dalla riscoperta della grandezza dell’artista Giuseppe De Nittis, ora, partendo da Washington D.C. può nascere anche il desiderio di un viaggio a ritroso, che riporta alla sua terra natia. “La Puglia oggi è fra le destinazioni turistiche più richieste – ha evidenziato il presidente Emiliano – . E questo risultato è fortemente connesso agli investimenti che abbiamo fatto in ambito culturale in tutti questi anni, valorizzando il patrimonio, i talenti, la creatività al massimo delle nostre possibilità. Investiamo tanto nella cultura perché è strategico per la crescita sociale, dell’economia e della formazione dei più giovani. In un dialogo sempre virtuoso tra pubblico e privato. Per la Regione Puglia è un motivo di orgoglio essere al fianco di The Phillips Collection per realizzare un progetto prestigioso come questo”.

“La mostra An Italian Impressionist in Paris: Giuseppe De Nittis, presentata nella prestigiosa sede della Phillips Collection di Washington DC, di concerto con il Comune di Barletta e la Regione Puglia rappresenta una straordinaria occasione per la promozione internazionale di uno dei protagonisti indiscussi del rinnovamento delle Arti nella seconda metà dell’800, nonché un importante momento di confronto tra istituzioni impegnate nell’ambito della diffusione della conoscenza del patrimonio artistico pugliese – ha dichiarato l’arch. Anita Guarnieri, soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province Barletta-Andria-Trani e Foggia – . Dal momento della richiesta del prestito, il MiC Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, d’intesa con la Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, ha seguito in maniera scrupolosa l’intero processo, valutando con attenzione ogni fase organizzativa, a fronte di una precisa consapevolezza della portata di tutta l’operazione. Tale lavoro si è inserito in maniera organica in una nuova attività di conoscenza, di pianificazione delle politiche territoriali e di rivalutazione dei beni culturali, avviata soprattutto nell’ultimo anno dal Ministero della Cultura Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia”.

“Giuseppe De Nittis, nell’arco temporale dell’affermazione artistica, non esitò a viaggiare – sottolinea il sindaco di Barletta Cosimo Cannito -. La sua maturità è germogliata attraverso un itinerario nazionale, consacrandosi tra Parigi e Londra, dove estro e genio del pittore barlettano distillarono una quintessenza magicamente riflessa ancora oggi in tanti capolavori apprezzati ovunque. Conoscere e farsi conoscere. Apprendere, sperimentare, condividere esperienze e tecniche sarebbe stato per lui il filo conduttore di un’ascesa perentoria. L’intuizione decisiva per il successo, per dare linfa alla sua ragione di vita”. “Questo principio lo riconosciamo identico allo spirito che anima la scelta dell’Amministrazione comunale di trasferire provvisoriamente alcune opere oltreoceano affinché, in sedi prestigiosissime, si possa ammirare la maestosa bellezza del tratto pittorico denittisiano che le ha generate – aggiunge il sindaco Cannito -. Non è la prima volta che si pianifica un prestito, rientra nelle dinamiche della cultura moderna attivare circuiti virtuosi. Barletta e il suo patrimonio di storia ed arte meritano di appartenervi stabilmente. Sostenere quest’opinione significa affermare una verità accertata e pianificare un avvenire d’avanguardia per la cultura barlettana. Dobbiamo essere orgogliosi del traguardo all’orizzonte ed esprimere gratitudine nei confronti di tutte le istituzioni coinvolte”. “Sarà una nuova occasione, infine, per visitare la Pinacoteca ospitata a Palazzo della Marra a Barletta nel periodo concomitante all’esposizione negli Stati Uniti – conclude Cannito – . Le 32 opere in partenza saranno sostituite con altrettante opere del De Nittis oggi conservate nei nostri archivi. Il patrimonio dell’impressionista barlettano donato alla città dalla moglie Léontine Gruvelle ci consentirà di riallestire la Pinacoteca in modo da dare ai visitatori di Palazzo della Marra l’’opportunità di apprezzare la grandezza artistica del pittore che seppe incantare Parigi”.

“Giuseppe De Nittis è stata una delle figure principali del periodo impressionista ma non è stata fatta conoscere ed apprezzare abbastanza negli Stati Uniti, e non guardiamo a lui come invece facciamo per Degas e Manet– dice Dorothy Kosinski, CEO e direttrice di Vradenburg – . La nostra mostra punta i riflettori sul suo ruolo influente nell’arte impressionista, che continua a coinvolgere e a deliziare il pubblico.”

“L’idea di questa monografica, la prima sul suolo americano con un catalogo in lingua inglese – ha spiegato il curatore Renato Miracco – è basata su recenti ricerche di studiosi a livello internazionale con la precisa volontà di rileggere Giuseppe De Nittis, personalità poliedrica, innovatore, ispirato da molteplici culture artistiche del momento, sconosciuto al grande pubblico, morto prematuramente, che divenne punto di riferimento per una intera generazione di pittori europei”. “Dalla Puglia De Nittis si trasferì subito con la famiglia, perdendo presto entrambi i genitori, a Napoli e poi a Parigi e Londra. Lungo il percorso ragionato di questa mostra a Washington D.C., divisa in sezioni, potremo ammirare come De Nittis affronta tutti i temi tipici della pittura dell’epoca – conclude Miracco – dalle vedute urbane alla nuova moda parigina, alle vedute del Vesuvio ed ai magici paesaggi della campagna pugliese e francese”.

Questa mostra evento del De Nittis è imponente, per l’enorme valore artistico culturale, ed anche tradotto in cifre ha ricadute importanti per la valorizzazione del turismo culturale in Puglia, regione italiana leader per arrivi nazionali e internazionali:

  • La mostra raccoglie 74 opere di cui 60 a firma De Nittis provenienti da 15 Istituzioni Museali come il Metropolitan di New York, a Parigi il Louvre, il Petit Palais ed il Museo della Storia Carnavalet, L’Art Institute di Chicago, Il Fine Art Museum di Boston accompagnate da 14 opere di collezione privata e da raffronti con opere di Edgar Degas, Edouard Manet, Gustave Caillebotte.
  • Ci sono due novità eccezionali. De Nittis è, per la prima volta, protagonista di una mostra negli USA. La seconda è che a De Nittis, per la prima volta, sarà dedicato un catalogo di oltre 250 pagine stampato in lingua inglese con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Culturale Italiano a Washington D.C.

Redazione

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