Russia e Ucraina: le radici storiche di un conflitto

Russia e Ucraina: le radici storiche di un conflitto

Le radici

L’impero zarista, estintosi nel 1917 e riemerso successivamente con l’Unione Sovietica ha sempre rappresentato per l’Ucraina un vicino scomodo e ingombrante. Gli ucraini, detti anche “piccoli russi”, sono da sempre considerati dalla Russia stranieri e provinciali, rilegati in quel confine periferico e marginale creatosi mediante complesse vicende storiche.
Non c’è dubbio che la Russia vanti un primato culturale ma anche politico fin dal XVI secolo ancor prima dell’assunzione del titolo di Czar da parte di Pietro I il Grande: con la conquista di Kazan e Astrakan ad opera di Ivan IV nel XVI secolo la Russia poteva essere considerata già un Impero. L’accrescimento dell’influenza politica e culturale della Russia è strettamente collegato allo spostamento di potere da Kiev a Mosca tra XIII e XIV secolo. Con l’abbandono di Kiev, quella che poi diventerà l’Ucraina sarà solamente terra periferica e quasi completamente disabitata.
Spinte indipendentiste prendono vita già nel corso dell’Età Moderna proprio a causa dell’autocrazia e dell’assolutismo politico di quella che sarà la Grande Russia. Lo spirito d’indipendenza interesserà in particolar modo l’Ucraina a partire dalla fine del XIX secolo. Il confine ucraino veniva considerato – come scrive lo slavista Vittorio Strada: “parte di una comunità etnica slavo-orientale che sembrava prescindere da specificità e da volontà di indipendenza”.

Contese e tensioni

Interessi economici e commerciali stanno sicuramente alla base delle tensioni tra Russia e Ucraina.
La ragione del Donbass è oggi assai nota insieme alla città di Donets’k sviluppatasi nel cuore della regione alla fine del XIX secolo. Donets’k si sviluppa grazie alla presenza di investitori europei per questo motivo i suoi abitanti propendevano – già in quegli anni – verso l’autonomia economica e, in generale, verso un’europeizzazione. L’Impero Russo, l’URSS e, infine, la Russia che oggi conosciamo è un sistema essenzialmente chiuso, avverso a un’identità europea. Probabilmente un’uniformità europea e continentale – sia in passato sia nel mondo contemporaneo – è impossibile da realizzare. La caduta dei grandi imperi secolari – non solo l’Impero russo, ma anche quello Ottomano – ha favorito la formazione di sistemi situati in aree frammentate; questi sistemi non possiedono un’uniformità e, secondo alcuni studiosi, un percorso omogeneo nelle relazioni internazionali è assai complesso.
All’interno di questo dibattito tralasciare il ruolo della Russia euroasiatica è impossibile, com’è impossibile anche tralasciare il ruolo non solo dell’Ucraina, ma anche della Polonia. La Polonia incarna l’identità dell’Europa cristiana fin dal X secolo e, fin dal Medioevo questo Stato si è sviluppato all’interno di una dimensione europea e, inevitabilmente, da un punto di vista culturale, rappresenta un tassello importante per la civiltà e l’identità dell’Europa cristiana. Diversamente dalla Polonia, l’Ucraina è strettamente legata alla Russia e alla sua storia. Russia e Ucraina provengono dalla stessa radice culturale, storica e religiosa che, con alterne e complesse vicende, spezzandosi, ha lasciato spazio a conflitti e a tensioni apparentemente irresolubili.

Chiara Fiaschetti

Chiara Fiaschetti