Europee giugno 2024, scontri sul nuovo funzionamento della par condicio

Europee giugno 2024, scontri sul nuovo funzionamento della par condicio

Alice Ceccarelli

“Per la prima volta da quando è stato varato il regolamento nel 1993, la par condicio non garantisce più il corretto svolgimento della campagna elettorale nella Tv pubblica”. Queste le parole di Sandro Ruotolo, responsabile Informazione del Partito Democratico, all’indomani del voto in Commissione di vigilanza Rai per la rettifica delle norme volte a gestire la comunicazione politica in vista delle prossime elezioni europee, previste per giugno.

Martedì 9 maggio la maggioranza ha approvato un emendamento proposto da Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati per modificare il funzionamento della par condicio, il criterio che garantisce ai diversi soggetti politici la parità di accesso ai mezzi di informazione. Con la nuova delibera, contestata unanimemente dall’opposizione, viene consentito alle diverse cariche istituzionali di eludere i vincoli di tempo stabiliti per “i programmi di approfondimento informativo, qualora in essi assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politico-elettorali” al fine di “garantire ai cittadini una puntuale informazione sulle attività istituzionali e governative”. In sostanza, ai politici candidati alle prossime elezioni europee sarà garantito maggior spazio nei talk show, purché nei loro interventi “intervengano su materie inerenti all’esclusivo esercizio delle funzioni istituzionali svolte”, dunque parlino della loro attività istituzionale.

“C’è stata la volontà di far esondare il governo durante la campagna elettorale eliminando il motivo stesso per cui esiste la par condicio. Cioè si vuole comprimere la voce dell’opposizione”, commentano i parlamentari PD della Commissione di vigilanza, organo che ha lo scopo di sorvegliare l’attività della televisione pubblica. “La sinistra vorrebbe, nell’imminente campagna elettorale, imbavagliare l’intero esecutivo, consegnandolo a un inspiegabile e quanto mai inusuale silenzio, impedendogli così di informare i cittadini sulle sue iniziative e sui suoi provvedimenti”, risponde Maurizio Lupi di Noi Moderati alle accuse dell’opposizione, criticando la sinistra di star facendo disinformazione. Ferma è la risposta di UsigRai, il sindacato dei giornalisti Rai, che si dice pronto a mobilitarsi “per garantire a voi [cittadini] un’informazione indipendente, equilibrata e plurale”.

L’emendamento, passato in Commissione di vigilanza, sarebbe stato poi oggi respinto dall’AgCom, l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che quindi non applicherà la nuova par condicio alle emittenti private.

Alice Ceccarelli

 

Redazione Radici

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