San Nicola di Bari, storia delle icone del santo più venerato di Russia (foto)

San Nicola di Bari, storia delle icone del santo più venerato di Russia (foto)
62a871558c111415e7796161

 

Russia Beyond (Foto: Galleria Tretjakov; Sergej Vedyashkin/Moskva agency)

Detto “San Nicola il Taumaturgo”, è tradizionalmente percepito come un “proprio” santo. Oggi non c’è una sola chiesa ortodossa che non abbia una sua icona, e la mostra delle sue immagini alla Galleria Tretjakov è davvero impressionante

San Nicola, l’arcivescovo di Myra, in Licia (nell’attuale Turchia) è senza dubbio uno dei santi cristiani più venerati, noto in Italia principalmente come “San Nicola di Bari”. Visse tra la fine del III e l’inizio del IV secolo e divenne famoso per il suo stile di vita pio, per la sua profonda conoscenza delle Sacre Scritture (per questo le icone lo raffigurano spesso con la Bibbia in mano) e per il suo grande amore e la sua compassione per il prossimo. Durante la sua vita compì molti miracoli: resuscitò i morti, guarì i malati e salvò chi stava morendo di fame. La gentilezza e la “non severità” del santo lo hanno reso straordinariamente venerato in tutte le fedi cristiane.

Nel folklore dei Paesi cattolici, San Nicola ha dato origine alla figura di Babbo Natale, mentre in Russia questo santo paleocristiano è chiamato “Nicola il Taumaturgo” (“Nikoláj Chudotvórets”) ed è amato e venerato come un santo russo. Era lui che in passato veniva pregato per ottenere aiuto nelle difficoltà della vita, per ottenere salvezza e protezione. E, a quanto pare, Nicola aiutava i sofferenti, perché la sua popolarità non fece che crescere: praticamente nessuna chiesa ortodossa è priva di una sua icona o di un affresco che lo ritrae.

“San Nicola, patrono dei mercanti russi”, affresco nella cattedrale del Monastero di Ferapontov, opera di Dionisij (e della sua bottega), 1502

 

I pittori di icone di tutta la Russia lavorano all’immagine di San Nicola fin dal XIII secolo. E per secoli, a seconda delle “mode” e dei canoni della pittura di icone, questa immagine e i suoi dettagli sono cambiati, così come lo stile della pittura. Confrontate qui sotto un’antica icona del XIV secolo e un’icona del XVIII secolo in cui è evidente l’influenza dell’arte europea occidentale e dello stile barocco.

A sinistra: “San Nicola Taumaturgo, con agiografia”, Rostov, fine del XIV secolo. A destra: “San Nicola Taumaturgo”, Mosca (Galleria Tretjakov), seconda metà del XVIII secolo

Le icone più antiche di San Nicola erano spesso accompagnate da una cornice con “bolli” con scene della sua agiografia. Pittori di icone di varie epoche e regioni potevano aggiungervi eventi diversi.

“San Nicola Taumaturgo con la sua agiografia”. I bolli risalgono al primo quarto del XVII secolo, lo “srednik” (parte centrale) circa al 1914

 

Le icone con San Nicola erano presenti nelle case di ogni credente in Russia, proprio accanto a Gesù e alla Madre di Dio. Il fatto che San Nicola fosse spesso raffigurato sulle icone insieme alla Madre di Dio, a Gesù e ad altri importanti santi, è un’altra testimonianza della speciale venerazione di cui ha sempre goduto.

“San Nicola Taumaturgo, con San Biagio di Sebaste e il monaco Nikita il Confessore”, Velikij Novgorod, 1526

L’immagine di Nicola è stata posta anche su icone a due facce, assieme alla Madre di Dio, ad esempio.

San Nicola Taumaturgo. Icona bifacciale (sul retro è raffigurata la Madonna Odigitria). Prima metà del XVI secolo

Nella tradizione russa, San Nicola Taumaturgo è stato sempre considerato un santo talmente “nostro”, “nazionale”, tanto che alcune delle sue immagini iconografiche o dei miracoli a lui collegati e venerati hanno assunto una vita propria in Russia.

Tali miracoli sono descritti nelle byliny (una forma narrativa poetica epica ed eroica tradizionale degli antichi slavi della Rus’) e nel folklore russo. Il primo evento miracoloso legato a San Nicola si verificò nella Rus’ di Kiev già alla fine dell’XI secolo. Secondo la leggenda, mentre erano in pellegrinaggio e navigavano in barca, dei pii genitori fecero cadere un bambino nel Dnepr e il piccolo annegò. La coppia, affranta dal dolore, pregò con fervore San Nicola Taumaturgo e, al mattino, i sacerdoti della Cattedrale di Santa Sofia a Kiev trovarono un bambino vivo davanti a un’icona di San Nicola. Da allora, l’immagine è diventata particolarmente venerata. Al cosiddetto “Nicola il Bagnato” (“Nikola Mokryj”) cominciarono a essere intitolate varie chiese, anche nella stessa Mosca.

Secondo un’altra leggenda, nel XIII secolo gli abitanti della città assediata di Mozhajsk pregarono ardentemente Nicola Taumaturgo di proteggerli. Improvvisamente la sua immagine apparve nel cielo; era formidabile e in una mano teneva una spada e nell’altra era come se ci fosse la città stessa. I nemici, naturalmente, si dispersero e in Russia l’immagine del “Nicola di Mozhajsk” (“Nikola Mozhajskij”) divenne celebre. Da allora è stato raffigurato come una scultura di legno con una spada e il Cremlino di Mozhajsk in mano. In Russia esiste un gran numero di statue simili. Qui di seguito ne riportiamo una.

“San Nicola Taumaturgo (San Nicola di Mozhaisk)”, Scultura in legno, Ustjuzhna, fine del XVII-inizio del XVIII secolo

Anche l’immagine di San Nicola della Velikaja (“Nikola Velikoretskij”) è ampiamente conosciuta. Secondo una leggenda, alla fine del XIV secolo un contadino scoprì un’icona di Nicola sulla riva del fiume Velikaja (vicino alla città di Vjatka, oggi Kirov), da cui emanava una luce radiosa. Si scoprì che era anche miracolosa: quando un abitante del luogo guarì toccandola, iniziò un vero e proprio pellegrinaggio da tutti i villaggi e le città vicine.

“Icona di Nicola Taumaturgo della Velikaja (Nikola Velikoretskij)” del XVI secolo (Cattedrale di San Serafino a Kirov)

Inoltre, molte città volevano avere le proprie copie delle icone e i pittori di icone vi aggiungevano sempre qualcosa di loro. La fama di San Nicola Taumaturgo raggiunse infine Ivan il Terribile, che contribuì alla diffusione di questa immagine.

“San Nicola Taumaturgo della Velikaja (Nikola Velikoretskij)”, Vologda, fine del XVI secolo

 

L’immagine di Nikola Velikoretskij è sempre raffigurata a mezzo busto, con una mano che benedice e con l’altra che tiene un Vangelo.

“San Nicola Taumaturgo della Velikaja (Nikola Velikoretskij)”, presumibilmente proveniente da Vologda, XVI secolo

La festa di San Nicola del fiume Velikaja è solennemente e ampiamente celebrata in Russia e viene ufficialmente chiamata “Giorno dell’arrivo delle reliquie nella città di Bari”. L’evento si verificò nel X secolo, quando i crociati presero la tomba contenente le reliquie miracolose di San Nicola da Myra in Licia e le trasportarono in Italia, a Bari, per salvarle dai conquistatori turchi. Numerose icone raffigurano il viaggio del sarcofago con le reliquie e l’accoglienza ricevuta a Bari.

“Trasferimento delle reliquie di San Nicola da Myra in Licia a Bari”, Palekh, 1847

Un’altra immagine del santo venerata in Russia è quella di “San Nicola di Zarajsk” (“Nikola Zarajskij”), a cui è dedicato un intero ciclo di racconti della letteratura russa antica.

62a871a15d2ba41e9420ea67

Esistono numerosi dipinti di San Nicola di Zarajsk. È raffigurato a figura intera, con il Vangelo chiuso e in un gesto di benedizione.

A sinistra: “Nicola di Zarajsk”, seconda metà del XVI secolo (Galleria Tretjakov). A destra: “Nicola di Zarajsk”, regione del Volga, XVII secolo (Collezione di icone russe con il sostegno della Fondazione Andrea Apostolo)

Le immagini di Nicola il Taumaturgo occupano un posto speciale nella collezione della Galleria Tretjakov, e non senza motivo. Una versione del Nicola di Zarajsk è strettamente legata a Pavel Tretjakov, il fondatore della galleria. Nacque in una casa accanto alla chiesa della Natività della Beata Vergine a Golutvin, dove c’era una cappella dedicata a Nicola il Taumaturgo. Là c’era un’icona unica raffigurante Nicola di Zarajsk, dipinta dal pittore di icone del Cremlino Tikhon Filatjev. Si distingue per la sottigliezza dei paesaggi bizantini sullo sfondo.

“San Nicola Taumaturgo (Nicola di Zarajsk)”, a sinistra nell’icona, e “Giovanni Battista Angelo del deserto”, icona di Tikhon Filatjev. 1691

In seguito, Pavel Tretjakov fu parrocchiano della chiesa di San Nicola a Tolmachi, proprio accanto alla quale costruì la sua galleria. Oggi la chiesa è considerata la chiesa della Galleria Tretjakov e vi sono conservate le più importanti icone ortodosse: la Santissima Trinità di Andrej Rubljov e l’Icona della Madre di Dio di Vladimir. C’è anche, naturalmente, un’icona di San Nicola Taumaturgo.

Chiesa di San Nicola a Tolmachi

La mostra “Святитель Николай Чудотворец. Иконы XIII–XX  веков”, ossia “San Nicola Taumaturgo. Icone dal XIII al XX secolo” è in corso alla Galleria Tretjakov fino al 28 agosto 2022. Qui più info 

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.