Fare Cinema premia quattro giovani registi venezuelani

Fare Cinema premia quattro giovani registi venezuelani

Con questa cerimonia dedicata a promuovere il lavoro dell’industria cinematografica nazionale, si sono svolte le attività commemorative per il 76° anniversario della Repubblica Italiana.
Il Concorso, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, viene organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Venezuela, dal Consolato Generale d’Italia a Caracas, dal Consolato d’Italia a Maracaibo, dall’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, dal Comitato degli Italiani all’Estero, dall’Italian Trade Agency (ITA), dalla Camera di Commercio Venezuelano – Italiana (Cavenit), dalla Società Dante Alighieri di Maracay e dal centro Trasnocho Cultural di Caracas.

Creato nel 2020, Fare Cinema è un concorso che mira a celebrare la memoria degli italiani in Venezuela e a diffondere i valori della cultura italiana nonché l’importanza dell’eredità dei primi immigrati e il loro ruolo sullo sviluppo del Paese. L’obbiettivo del concorso di quest’anno era quello di valorizzare la “cultura italiana nella realtà venezuelana: arte, cucina e scienza”, riuscendoci con ben 32 produzioni inedite provenienti da 14 Stati del Paese.
All’apertura della cerimonia di premiazione, l’Incaricato d’Affari italiano a Caracas, l’ambasciatore Placido Vigo, ha ricordato che lo scopo di “Fare Cinema” consiste nello stimolare la creazione artistica, affinché ogni persona che abbia una storia conservata “nel cuore, possa mostrarla sul grande schermo e farla viaggiare in tutto il mondo”.

“Sono commosso dal fatto che le persone continuino ad interessarsi e a partecipare all’evento”, ha detto. “Credo che questo sia il modo migliore per apprezzare i tanti italiani che amano il Venezuela e lo considerano il loro Paese”.
La cerimonia di premiazione del Concorso cinematografico ha segnato la fine delle attività in occasione della Festa della Repubblica italiana, che ogni 2 giugno ricorda lo storico referendum con cui i cittadini italiani, in seguito alla caduta del fascismo, si recarono alle urne e scelsero una nuova forma di organizzazione statale per il loro Paese. Durante i festeggiamenti in Venezuela, il 2 giugno si è tenuto un concerto con i membri del Sistema Nazionale di Orchestre e Cori Giovanili e Infantili del Venezuela.

VINCITORI
La giuria qualificata della III edizione del Concorso di cortometraggi “Fare Cinema – L’immigrato italiano” era composta da membri del “Sistema Paese” in Venezuela, registi e critici cinematografici, che hanno esaminato meticolosamente le 32 produzioni iscritte per selezionare i creatori che si sono aggiudicati i tre primi posti e il vincitore della categoria Giovani Talenti (14-18 anni), oltre a concordare l’assegnazione di tre menzioni speciali.
Il premio al miglior cortometraggio “L’immigrato italiano” è andato a Joseth Emmanuel Amarista Mora, per il film La Cruz del Cacao.

Secondo il verdetto della giuria, questa opera cinematografica è riuscita a “trasmettere al pubblico la straordinaria personalità della maestra cioccolataia Maria Fernanda Di Giacobbe, testimone di una vera e propria fusione tra l’italiano e il venezuelano che attraverso la sua storia personale, abilmente narrata e ripresa, trasmette l’emozione, la passione, l’allegria e la malizia che la caratterizza, il tutto in un’eccellente esposizione fotografica e di montaggio“.
Visibilmente commosso durante la consegna del premio di 3.000 dollari, assegnato dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, Amarista Mora ha affermato che il suo film “parla di amore per il Paese, di rispetto per il lavoro, di affetto e di entusiasmo. Quando ci siamo proposti di realizzare questo cortometraggio, mi son dovuto fare molta forza, poiché venendo da Puerto Ordaz non era facile poter incontrare una persona come Maria Fernanda Di Giacobbe, persona di successo e molto impegnata. Se non fosse stata per la sua disponibilità non c’è l’avrei mai fatta”.

Al secondo posto si è qualificato Israel Pérez Araque, autore di Sangre, un’opera che descrive “il rapporto tra un nonno italiano e il nipote venezuelano che non ha mai conosciuto a cui trasmette le proprie esperienze, attraverso un sensibile e personale racconto poetico-filmico affascinante per via della sua originalità“, ha affermato Pérez Araque.
Cavenit e Comites hanno sponsorizzato questo premio da 2.000 dollari per il giovane regista proveniente da Maracay che, con voce tremante per l’emozione, ha ribadito che ci sono ancora “tante storie da raccontare e che serve trovare un modo. Vi sono molto grato”.

La Cavenit e la Società Dante Alighieri di Maracay hanno invece premiato Luis Abraham Suárez Castillo, per il suo cortometraggio Semblanzas de Campilongo. La giuria ha ritenuto che questo documentario, girato nello stato di Guárico, meritasse il terzo posto “alla luce della sua capacità di esibire sul grande schermo, attraverso l‘uso di immagini del presente e del passato, lo sviluppo di una città e delle zone circostanti, frutto del lavoro e l’azione dei cittadini italiani nonché della loro capacità di integrarsi armoniosamente nel nuovo ambiente venezuelano”.
Suárez Castillo, ha ricevuto un premio pari a 1.000 dollari, festeggiando così il debutto sul grande schermo della sua appena fondata casa di produzione – creata proprio con lo scopo di raccontare le storie del “llano” venezuelano – con questo omaggio alla comunità italiana di Calabozo.

PROMESSA GIOVANILE
In questa terza edizione di Fare Cinema,la giuria ha assegnato il premio nella categoria “Giovani talenti” al diciottenne Eros Zinatelli, studente del quinto anno della Scuola Simón Bolívar e Giuseppe Garibaldi di Caracas, per il cortometraggio Los amores de mi Nonna (Gli amori di mia nonna). Al documentario è stato conferito questo riconoscimento “per via della freschezza della storia e l’ottimo uso degli istrumenti cinematografici“, riuscendo a trasmettere agli spettatori il carattere della nonna e le proprie emozioni.

Il Consolato Generale d’Italia a Caracas ha sponsorizzato il premio da 1.000 dollari assegnato al giovane che ha partecipato alla cerimonia in compagnia della nonna Filomena, di 91 anni, e che ha entusiasmato il pubblico con un’interpretazione originale di un brano italiano. Eros Zinatelli ha ringraziato la sua scuola per il sostegno alla produzione e la pazienza di sua nonna nel partecipare al cortometraggio.
“È stato difficile riassumere 91 anni di vita in 8 minuti, ma ne è valsa la pena. Questo è un bellissimo ricordo che avrò di mia nonna il giorno in cui non sarà più con noi. Grazie“, ha detto il vincitore della categoria “Giovani Talenti”.

MENZIONI SPECIALI
La giuria ha deciso di assegnare tre menzioni speciali. Il primo a Método y Fe, del regista e giornalista Jonathan Reverón, che ha presentato una “eccellente sintesi dei valori fondamentali di un venezuelano di origine italiana“, il maestro José Antonio Abreu Anselmi, fondatore del Sistema Nazionale di Orchestre, un’opera sociale che ha “lasciato tracce profonde nel nostro Paese e nel mondo“.
Un’altra menzione speciale è andata al cortometraggio Italianófilo, del regista Rodrigo Michelangeli, che con eccellenza artistica “ritrae con acutezza e sensibilità” parte del lavoro fotografico di José Ignacio Briceño, che ha catturato con un alto “senso estetico l’idiosincrasia e il modo di vivere urbano degli italiani, accompagnato da un testo che trasmette una profonda comprensione del Paese europeo e della sua cultura”.
Infine, Gonzalo Maduro Álvarez, regista di Las aguas vuelven, ha ottenuto un diploma d’onore per il suo cortometraggio che, con “armonia e profondità“, ha messo proiettato sul grande schermo il valore universale della famiglia “nell’andirivieni delle migrazioni passate e presenti e nei sentimenti che risveglia nei migranti”.

DA GUARDARE
Sebbene l’anteprima dei film premiati fosse prevista durante la cerimonia, un’imprevista interruzione della corrente elettrica ha impedito la proiezione. Tuttavia, l’Ambasciatore Placido Vigo ha invitato il pubblico a visitare il sito web www.farecinemavenezuela.com, dove è possibile visionare i 102 cortometraggi partecipanti alle tre edizioni del concorso.
Le produzioni sono disponibili sul portale in base a ciascuna edizione del concorso, ordinate per genere (documentario, animazione o fiction) e premi ricevuti. Tra i cortometraggi disponibili, il Capo della Rappresentanza Diplomatica italiana ha evidenziato il cortometraggio di fiction Trámite de Admisión, di Tulio Cavalli, e l’audiovisivo Me llamaban Pietro, del regista Pedro Mercado, vincitori della prima edizione, che sono stati riconosciuti anche al Do Ut Des Film Festival 2021, che si tiene in Toscana.

UN FESTIVAL IN CRESCITA
Fare Cinema tornerà con una nuova edizione nel 2023. Il Console Generale d’Italia a Caracas, Nicola Occhipinti, prevede che il numero di partecipanti aumenterà l’anno prossimo: “Quest’anno abbiamo ottenuto cinque produzioni nella categoria “Giovani talenti”. Abbiamo visitato molte scuole per promuovere il Concorso e invitare i giovani. L’anno prossimo speriamo di avere ancora più produzioni”.

Mariano Palazzo, presidente della Società Dante Alighieri di Maracay, ha sottolineato la proiezione su scala nazionale di questo Concorso, che ha già visto la partecipazione di opere provenienti da 18 Stati del Venezuela, il che ha permesso di premiare registi provenienti da diverse regioni del Paese. “Ma la cosa più importante di questa promozione del concorso sul territorio nazionale è che ha salvato dall’anonimato le storie della nostra comunità italiana, raccontando come si è insediata con successo e armonia in Venezuela“, ha affermato Palazzo.

Contemporaneamente, il presidente di Comites, Carlos Villino, ha ribadito che il Concorso è riuscito a valorizzare il patrimonio storico degli italiani che “sono venuti in Venezuela con la loro valigia di cartone e un mondo di sogni”, aiutando a comprendere il loro passato, il motivo per cui sono emigrati, ciò che hanno dovuto fare: “il motivo per cui siamo ciò che siamo ora e perché portiamo l’identità e l’italianità come valore molto presente nel Paese“.
La presidentessa di Cavenit, Lidia Bruttini, ha sottolineato l’importanza del Concorso per i giovani che, attraverso la creazione di audiovisivi, si collegano ai loro antenati e alle loro tradizioni. Questa iniziativa “apre il futuro“ anche alle nuove generazioni dell’industria cinematografica.

“Le storie di Fare Cinema sono tutte meravigliose, riescono a commuovere. Sono storie di resistenza, di lotta, di abbandono di un Paese per iniziare una vita in un altro“. È anche commovente che con un semplice telefono dotato di una fotocamera si possano salvare queste storie. Anche se la tecnica può non essere la più appropriata, il messaggio va indubbiamente oltre. È esattamente quello che vogliamo”, ha dichiarato José Pisano, direttore generale di Trasnocho Cultural, critico e direttore generale di Cinematografica Blancica.

Fare Cinema è possibile grazie al sostegno di istituzioni come l’Italian Trade Agency (ITA), un alleato impegnato nel Paese non solo in ambito commerciale ma anche culturale e di benessere della comunità, deciso a sostenere con il suo patrocinio iniziative come questa manifestazione.

 

Redazione

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