La strage in Texas sulle pagine di tutto il mondo

La strage in Texas sulle pagine di tutto il mondo
© YASIN OZTURK / ANADOLU AGENCY / ANADOLU AGENCY VIA AFP -

I giornali britannici puntano i fari su Boris Johnson e il partygate, feste in cui non sono mancati ubriachezza e risse

La strage di bambini in una scuola del Texas ha turbato gli Usa e domina ancora oggi le prime pagine dei quotidiani americani, e ha ampio spazio anche sulla stampa europea. Con qualche significativa eccezione, come il Financial Times che valorizza il rallentamento dell’economia cinese e l’appello del premier Li Keqiang a favorire la ripresa della produzione per centrare l’obiettivo del +5,5% del Pil quest’anno, o come la Frankfurter Allgemeine Zeitung che approfondisce la possibilità del dispiegamento di armi nucleari sul fianco orientale della Nato con la nuova architettura di sicurezza europea che sarà approvata a giugno.

Washington Post

Quasi interamente dedicata al massacro di bambini nell’elementare di Uvalde, la prima pagina del Washington Post offre ai suoi lettori servizi di cronaca con una dettagliata ricostruzione della “furia nauseante” con cui il diciottenne assassino ha ucciso 19 studenti e due insegnanti prima di essere a sua volta abbattuto, e racconta le storie delle vittime. Attenzione anche ai contraccolpi politici, con il governatore repubblicano del Texas, Greg Abbot, noto sostenitore delle armi, che in una conferenza stampa con qualche imbarazzo ha cercato rassicurare la cittadinanza sul fatto che la sua amministrazione sta facendo tutto il possibile per la sicurezza e ha provato a difendersi dalle accuse di non aver fatto abbastanza per proteggere gli studenti. Abbott “ha cercato di minimizzare”, scrive il Post, affermando che in Texas da oltre 60 i residenti che abbiano compiuto 18 anni possono acquistare armi d’assalto: “Durante quel periodo… non abbiamo avuto episodi come questo. Perché nella maggior parte di questi 60 anni non abbiamo avuto sparatorie nelle scuole e perché le abbiamo adesso? Non ho davvero la risposta a questa domanda”, è stata l’autodifesa del governatore, e ha ricordato di aver incentivato i servizi di salute mentale e adottato un piano in 40 punti incentrato sul “rafforzamento” dei campus scolastici e sull’identificazione delle minacce, proprio per prevenire simili massacri. Ma, rileva il giornale, il piano, che risale al 2019, “non è stato ampiamente attuato” e di recente lo Stato del Texas ulteriormente allentato le restrizioni sulle armi, autorizzando i residenti a portare armi senza licenza o addestramento alcuno. La strage di Uvalde lascia spazio solo ad altri due titoli: uno per la vittoria nelle primarie repubblicane della Georgia del segretario di Stato Brad Raffensperger, che nel 2020 respinse le richieste di Trump di ribaltare la vittoria elettorale di Joe Biden, e che, contro ogni pronostico, ha stracciato l’avversario trumpiano Jody Hice,  superandolo di bem 19 punti; l’altro per i ritardi della Fda – l’autorità di farmacovigilanza – nell’indagare sulle carenze igieniche in un impianto di produzione di latte artificiale della casa farmaceutica Abbott. La Fda si attivò solo quattro mesi dopo che era stata presentata una denuncia, e nel frattempo un neonato che aveva consumato quel latte artificiale era morto e altri due erano finiti in ospedale in gravi condizioni. La fabbrica, a Sturgis, in Michigan, adesso è stata chiusa.

New York Times

Le fotografie delle vittime dell’eccidio nella scuola elementare di Uvalde campeggiano sulla prima pagina del New York Times: sono 17, quelle di 15 bambini e di due insegnanti, perché le autorità non hanno ancora reso noti i nomi degli altri quattro bimbi uccisi. Lunghi servizi sono dedicate alle brevi vite di questi studenti, spezzate da un assassino appena più grande di loro, il diciottenne Salvador Ramos, e alla ricostruzione della strage, una sequenza agghiacciante che si è dipanata per oltre un’ora con il killer asserragliato prima di essere abbattuto dalla polizia. Il giornale fa anche un paragone tra la lassista legislazione americana in materia di armi da fuoco e quelle di Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Norvegia, “che pure avevano una cultura legata al porto di armi ma che hanno deciso una stretta in qualche forma”. Un altro servizio è per il dibattito politico riapertosi dopo il massacro: i democratici sembrano per ora non voler forzare la mano per far passare una legge restrittiva, nella speranza di raggiungere un accordo con i repubblicani e dare alla normativa una connotazione bipartisan. Trovano posto in prima pagina solo altri due titoli, uno per l’offensiva russa nel Donbass e l’altro per l’indagine del Dipartimento di Giustizia sulla creazione di liste alternative di elettori pro-Trump per cercare di ribaltare la vittoria di Biden alle presidenziali del 2020.

Wall Street Journal

Salvador Ramos, il diciottenne autore del massacro nella scuola elementare di Uvalde, aveva parlato dei suoi piani in messaggi scambiati su Facebook ed è riuscito a eludere un vigilante per fare irruzione nell’istituto: sono i dettagli su cui punta il titolo del Wall Street Journal, che apre sulla strage del Texas. Economia e finanza, temi d’elezione del quotidiano, scivolano a centro pagina. Qui si legge un servizio sulla contrazione delle attività delle società di credito ipotecario a causa dell’aumento dei tassi di interesse sui muti, che ha colpito una delle loro attività più lucrose, quella di rifinanziamento, tanto che giganti del settore, come Wells Fargo e Rocket, stanno riducendo il personale. A fianco è impaginata la notizia che la Sec, l’autorità di vigilanza sulla Borsa, Il Sec ha deciso di presentare due proposte che mirano da un lato a fornire agli investitori maggiori informazioni su fondi comuni di investimento, fondi negoziati in borsa e strumenti finanziari, e dall’altro a porre restrizioni sui nomi che le società danno a questi fondi, nomi spesso evocativi di ambiti e contesti totalmente estranei alla natura dei fondi stessi. Spazio anche a un approfondimento sul patriarca ortodosso russo Kirill, “potente alleato” di Putin, che aiuta la propaganda del Cremlino sulla guerra in Ucraina, “presentandola a milioni di fedeli come una lotta santa contro l’Occidente”.

Financial Times

Una foto, che è peraltro circolata moltissimo sul web, in cui Boris Johnson gesticola con un bicchiere pieno in mano, davanti a un tavolo ingombro di bottiglie di vino negli uffici di Downing Street: così il Financial Times richiama in prima pagina l’attenzione sul rapporto governativo che mette nuovamente in imbarazzo il premier per le feste con i suoi collaboratori durante il lockdown anti Covid. Il giornale della City si uniforma così alla scelta di tutti i quotidiani britannici che danno risalto alla netta attribuzione di responsabilità posta sulle spalle del primo ministro da Sue Gray, l’alta funzionaria incaricata dell’inchiesta interna sul ‘partygate’. A centro pagina, in evidenza il rallentamento dell’economia cinese, la seconda del mondo: lo ha ammesso il premier Li Keqiang, in un discorso rivolto in videoconferenza a migliaia di quadri governativi. La Cina avrà difficoltà a mantenere il Pil in crescita questo trimestre, ha detto Li, ed è la prima volta che Pechino parla in questi termini della frenata della crescita. Il premier ha esortato tutti a facilitare la ripresa della produzione post Covid, e Ft ricorda che l’ultima volta che quella cinese era entrata in territorio negativo, con un calo del 7%, risale agli inizi della pandemia, nel 2020, quando si era interrotta una serie positiva che durava ininterrottamente da più di 30 anni. In basso, il monito della Pfizer sulle “continue ondate” di Covid favorite dall’ormai diffusa noncuranza rispetto ai vaccini.

The Times

Boris Johnson, di nuovo in difficoltà per il ‘partygate’, sostiene che il rapporto di Sue Gray gli “rende giustizia”, titola il Times in apertura, e sottolinea che si tratta di un’autodifesa “in contrasto con un rapporto accusatorio, che mette a nudo la cultura della violazione delle regole a Downing Street”. Il giornale osserva che secondo l’alta funzionaria che ha condotto l’inchiesta interna, durante il lockdown “il premier e i suoi collaboratori durante il lockdown si sono occupati di organizzate feste in cui si sono verificati ubriachezza, scazzottate, karaoke, e vomito”. A centro pagina, in risalto anche il tema del caro bollette, con anticipazioni sul piano di aiuti alle famiglie in difficoltà, che il ministro delle Finanze, Rishi Sunak, annuncerà oggi. Tra le misure, che potrebbero ammontare a 10 miliardi di sterline, uno sconto fino a 400 sterline. Spazio anche alla strage nella scuola di Uvalde, con la fotografia di una bambina di 10 anni, uccisa nel massacro, che sorride esibendo il premio vinto proprio quella mattina.

Le Monde

E “l’impotenza davanti alle armi da fuoco” il dato su cui Le Monde centra il suo titolo sulla strage di Uvalde. “Dieci anni dopo Sandy Hook, un blocco sistematico ritarda una legge sulle armi da fuoco”, scrive il giornale, che punta il dito contro i repubblicani: “In effetti, l’America si sta uccidendo e il Partito Repubblicano guarda altrove, complice dell’ideologia nelle tragedie che si susseguono. Decenni di lavaggio del cervello hanno fatto sì che i suoi eletti non avessero più nemmeno bisogno del bastone della principale lobby delle armi, la National Rifle Association, paralizzata dalle crisi, per opporsi alla minima legislazione che regoli in alcun modo questo mercato, particolarmente succoso. La difesa del Secondo Emendamento relativo al diritto di portare un’arma, inteso nella sua accezione più assolutistica, è diventato un dovere quasi sacro che ormai sfugge a ogni interrogazione. Le famiglie delle vittime devono accontentarsi delle preghiere degli eletti, che non ne sono avari”, scrive il quotidiano nel suo editoriale. Restano in primo le elezioni legislative di giugno, con un titolo sul Macron, “presidente camaleonte” che prima ha pescato nel bacino elettorale della destra e ora parla di ecologia e temi sociali. Un reportage da Busca racconta la ricerca di prove di crimini di guerra condotta da investigatori francesi.

Le Figaro

Il tribunale amministrativo di Grenoble, su ricorso del prefetto, ha bloccato la decisione del Comune di autorizzare l’uso del burkini nelle piscine municipali. Con questa notizia apre Le Figaro, molto appassionato alla vicenda del pudico costume da bagno delle donne islamiche e soprattutto al significato politico che vi legge, quello di un simbolo delle concessioni fatte all’Islam radicale “utili idioti della sinistra” in nome del multiculturalismo. La questione della “vittoria del burqa sul bikini”, per Le Figaro, “tutt’altro che marginale”, perché “se l’abbigliamento non fa l’islamista, trasmette suo malgrado un rapporto con il mondo, un’arte di vivere, un modo di essere. L’Islam, nella sua versione politica e conquistatrice, è una religione dei minimi dettagli”, e aprendo su questi si apre, secondo il giornale, alla “islamizzazione della vita quotidiana”.

El Pais

Sanchez presenterà una riforma dei servizi segreti per rafforzare i controlli sulle attività di intelligence. Ed è su questa mossa “di enorme rilevanze politica” che El Pais apre, anticipando l’annuncio ufficiale del premier, atteso oggi in Parlamento. E’ una decisione con cui si dà risposta a quello che sulla stampa spagnola è noto come “caso Pegasus”, iniziato con le rivelazioni sulle intercettazioni operate dai servizi con questo software di produzione israeliana ai danni di dirigenti separatisti della Catalagna, e culminato con la scoperta che tra gli intercettati c’erano anche Sanchez e la ministra della Difesa, Margarita Robles, e la successiva destituzione della capa dei servizi. La legge che disciplina il CNI (Centro nazionale di intelligence) risale a 20 anni fa e adesso il governo vuole modificarla per introdurre meccanismi più rigorosi di controllo interno, e una maggiore trasparenza, che passerà anche con la pubblicità delle richieste di intercettazione presentate dalla magistratura, e attualmente coperte da segreto. Molto spazio, nel resto della prima pagina, alla strage di Uvalde.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

“Armi atomiche sul fianco orientale?” si chiede la Faz in un articolo dedicato alla nuova architettura di sicurezza della Nato la cui bozza è stata già esaminata dai ministri degli Esteri e “cambierà più volte prima che i capi di Stato e di governo si incontrino a fine giugno”. Ma “una cosa è chiara: dovrà descrivere una situazione di sicurezza radicalmente cambiata, soprattutto per quanto riguarda la Russia”. E ciò, nota la Faz, “solleva una domanda, piuttosto spinosa: cosa significa questo per la deterrenza nucleare?” Il giornale ricorda che già nel 2021 il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg aveva messo in guardia la nascente coalizione semaforo che sostiene il governo Scholz “di non mettere in discussione lo stazionamento di queste armi in Germania”, o altrimenti “potrebbero essere riposizionate in altri Paesi europei, anche a Est della Germania”. Una significativa anticipazione, che ora torna d’attualità. La Faz osserva che il governo federale non ne vuole parlare e anche Biden è estremamente cauto sulle questioni nucleari, “tuttavia Putin ha messo l’alleanza in una posizione difficile con le sue minacce nucleari all’inizio della guerra” tanto che all’inizio di aprile, il governo polacco ha “manifestamente aperto alle armi nucleari americane”. Dunque, “se Putin continua a rilanciare, sarà difficile costringere questo genio a tornare nella bottiglia”.

China Daily

L’economia cinese rallenta: lo ha riconosciuto il premier Li Keqiang in un discorso ai funzionari governativi che il China Daily mette in evidenza con un titolo, però, piuttosto fiacco: “Sollecitati maggiori sforzi per sostenere la crescita”. Nell’articolo, comunque, si legge che “Li ha affermato che l’economia cinese, per alcuni aspetti, ora deve affrontare difficoltà anche maggiori rispetto all’inizio del 2020, quando la nazione è stata duramente colpita dal Covid-19”, e che il trimestre in corso sarà importante per definire la crescita di quest’anno. I dati non sono buoni, con un calo del 2,9% della produzione industriale ad aprile e dell’11,1% delle vendite al dettaglio, il tasso di disoccupazione si è posizionato al 6,1% mentre il governo aveva fissato come obiettivo il 5,5%. Li ha pertanto fatto appello a “incrementare gli sforzi per sostenere la crescita, che rimane un fattore chiave alla base di tutte le soluzioni ai problemi affrontati dalla nazione”. In evidenza anche il colloquio in collegamento video tra Xi Jinping e l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, giunta in Cina, a Guangzhou, per una missione che la porterà anche nello Xinjiang, regione dove vive la minoranza etnica Uiguri, oggetto di una dura repressione. “Durante il colloquio, Xi ha informato Bachelet sullo sviluppo dei diritti umani in Cina e ha riaffermato l’impegno del Partito Comunista Cinese e del governo cinese a difendere e proteggere i diritti umani in tutte le aree”, e ha detto di considerare “il diritto a vivere una vita felice il più importante diritto umano”, riferisce il quotidiano.

Quotidiano del Popolo

Il rallentamento dell’economia cinese è tra le notizie presenti sul People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, che non vi sofferma particolarmente mentre pubblica commenti sulla strage di Uvalde e sulla riunione quadrilaterale presieduta da Biden a Tokyo con Giappone, India e Australia, il così detto Quad dell’indo-pacifico. L’eccidio nella scuola texana, secondo il giornale, mostra “l’incapacità degli Usa di difendere i più deboli”: “Quando i dibattiti sulle armi deviano sempre dal tema del diritto alla vita alla difesa della libertà di possedere armi da fuoco e quando gli sforzi per il controllo delle armi continuano a chiudersi in un vicolo cieco partigiano (liberal-conservatore), gli Stati Uniti non saranno mai completamente in grado di salvare i suoi più vulnerabili da inutili spargimenti di sangue. Di conseguenza, la violenza legata alle armi negli Stati Uniti rischia di diventare una tragedia eterna”, scrive il giornale. Quanto al Quad, secondo il quotidiano, “ha lo scopo di emarginare la Cina in catene industriali e di approvvigionamento globali cruciali, il che danneggerà gli interessi delle loro stesse aziende”, perché “la Cina è il mercato più grande del mondo per i semiconduttori e anche la sua capacità di produzione di chip sta crescendo, il che la rende una parte molto importante nella catena industriale globale dei semiconduttori che nessuna azienda può ignorare”.

AGI

Redazione Radici

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