Momkong: amo la mia Italia, terra di grandi big e di grandi scoperte artistiche

Momkong: amo la mia Italia, terra di grandi big e di grandi scoperte artistiche

Possedere un buon ritmo, elevate nozioni e competenze in materia artistica e musicale sono dei requisiti fondamentali per diventare un eccellente cantante e musicista. Il talento non è nulla senza la disciplina. Con disciplina, studio e costanza si riescono a risolvere tante piccole o grandi lacune ed a migliorarsi costantemente, giorno dopo giorno. Con la pazienza, d’altronde, si ottiene tutto, dicevano gli antichi. La pazienza è la virtù degli artisti, mentre la perseveranza è la madre del trionfo. Lo si può amare o lo si può odiare, ma è impossibile ignorare la presenza di Momkong in questa ultima decade internazionale. In un’intervista rilasciata, oggi, ai nostri microfoni, l’artista Momkong, ha risposto ad ogni genere di domande riguardanti la sua carriera. La giornalista Ilaria Solazzo ha orchestrato le domande in modo impeccabile. Nonostante il calibro della sua figura, Momkong non nasconde chi ha ispirato la sua concezione di Rap. Un Rap che sposta la sua attenzione alla ricerca del perfetto baricentro tra le bars più crude e il cantato più soft.

«In un’era dove conta l’apparenza, penso che dobbiamo tornare a dare ragione alla musica», Momkong.

 

INTERVISTA

ILARIA – Ciao Momkong, come stai?
MOMKONG – Ciao Ilaria, bene bene, anche se ieri sera forse ho festeggiato un po’ troppo (ride). Sono contento perché sto scrivendo un sacco di cose belle, quindi sono a mille.

ILARIA – Cosa ti porta a scrivere una canzone?
MOMKONG – Il bisogno di parlare con me stesso.

ILARIA – Fare rap è come parlare su una base ?
MOMKONG – Fare rap è una cosa intima. Tutte le volte che scrivo un pezzo e lo riascolto, mi rendo conto di aver raccontato agli altri una parte della mia vita.

ILARIA – Due parole che ti definiscono?
MOMKONG – Umile ed puntiglioso. Senza queste due cose non avrei mai fatto nulla. La prima mi ha insegnato a rimanere sempre con i piedi per terra, la seconda a non arrendermi mai.

ILARIA – Hai tanta voglia di fare e dimostrare a gli altri il tuo valore?
MOMKONG – Sì… è il mio carattere, voglio dimostrare, (a me stesso in primis), di essere in grado di muovermi nel campo della musica. Si tratta di una sfida per migliorarsi e fare cose sempre più mature.

ILARIA – Cerchi di distinguerti in qualche modo con il look ricercato?
MOMKONG – Non starai mai bene con te stesso se non trovi una tua identità nella vita ed in questa società attuale. Essere un’identità identica ad un’altra non ha senso e non porterà mai niente, a parer mio. Sono affascinato da mondi antichi come quello degli antichi egizi, degli arabi e degli orientali… trovo molta ispirazione, grazia a loro, per fare le mie canzoni in modo originale e mai banale. A volte rischio di essere etichettato dalla società come “strano”, ma alla fine quello che conta è stare bene con se stessi.

ILARIA – Concordo con il tuo pensiero di impatrare ad essere sempre se stessi. Come ti senti in questa società estraneo o ne fai parte?
MOMKONG – Ne faccio parte, ma sono un alieno e quindi devo adattarmi. Ho pensieri diversi da tanti coetanei. Da come la vedo io… al mondo non dovrebbero contare solo i soldi che fanno dividere le persone. I rapporti umani non sono all’altezza della situazione e l’amore non si dimostra facendo solo regali.

ILARIA – Sei sconfortato dall’idea di futuro che si prospetta per i ragazzi della tua età?
MOMKONG – Non sono sconfortato dall’idea di futuro che si prospetta, non si può mai sapere cosa succede. Posso dire di aver fiducia nei miei coetanei, porteremo avanti dei grandi cambiamenti.
Chi tende a farci credere che non vi sarà un futuro non va ascoltato. nessuno e createlo da solo. Il futuro è fatto di tante scelte che momento per momento si fanno.

ILARIA – Sei giovanissimo ma hai già una notevole capacità di scrittura e tante esperienze da raccontare. Hai una vita particolarmente intensa?
MOMKONG – Grazie mille, lo apprezzo molto. Diciamo che non sono mai stato un ragazzo a cui piace seguire le regole. Non me la sento di dire che ho una vita di questo tipo, perché c’è sicuramente chi vive delle esperienze maggiori rispetto a me e inoltre i parametri in questi argomenti sono sempre molto soggettivi. Ma posso dire che la mia sensibilità agli stati d’animo è molto intensa, assorbo davvero le vibrazioni da tutto ciò che mi circonda.

ILARIA – Secondo te c’è un modo per estraniarsi e non venire influenzati troppo dagli altri? Sia nella vita personale che nella musica, dove troppe volte vediamo dischi che sono la copia della copia della copia…?
MOMKONG – Quello che hai appena detto è giustissimo. Noi siamo in un’era dove conta molto l’apparenza, io penso che dobbiamo tornare a dare ragione alla Musica e non a tutte queste cazzate che ci mettono in testa inerenti i social ed il numero dei like. Sono contento che vi sia una tecnologia che aiuta a spingere la nostra “roba”, da Spotify fino allo stesso TikTok per carità, ma se dobbiamo muoverci soltanto attraverso delle cose meccaniche, si perde, a mio avviso, la bellezza di fare buona musica; per questo io sono fiero di me: mi son divertito nel fare la musica che mi piace, senza pensare esclusivamente a quanti like totalizzare in poche ore.

ILARIA – Il tuo stile è un interessante mix di rap, elettronica ed alternative. Come ti consideri all’interno della scena rap?
MOMKONG – Personalmente e caratterialmente non mi sento parte di qualcosa, preferisco piuttosto ritagliarmi uno spazio mio all’interno della scena artistico-musicale. Ogni mia canzone ha un proprio significato, ma voglio lasciare libera interpretazione all’ascoltatore… Ho visto che ognuno ci vede qualcosa di proprio, ed è molto interessante scoprire questi vari punti di vista.

ILARIA – Che cosa pensi del mondo della trap e del suo pubblico?
MOMKONG – È una scena in continuo movimento, senza punti di riferimento fissi o dogmi da seguire, questa è una cosa bellissima. Purtroppo essendoci così tanti prodotti in Italia, non sempre sono di qualità. Ormai il pubblico interagisce molto di più con l’artista e questa è un’arma a doppio taglio, poiché non sempre il pubblico riesce a filtrare ciò che è vero da ciò che fa solo parte dello show.

ILARIA – Come si svilupperanno, secondo te, i generi rap e trap in Italia tra alcuni anni? Quali artisti, a tuo parere, sono destinati a lasciare il segno?
MOMKONG – Credo che si distingueranno in tantissimi micro-generi. Difficile sapere chi lascerà il segno, perché ci sono artisti e prodotti nuovi ogni giorno.

ILARIA – Parli spesso durante le interviste del rischio di perdere l’identità di fronte al successo, cosa pensi di questo aspetto?
MOMKONG – Penso sia facile perdere la propria identità di fronte al successo, ho notato che molti artisti si sono “trasformati” diventando persone completamente diverse, ciò nonostante non tutti sono così suggestionabili e continuano a dimostrarsi per ciò che realmente sono.

ILARIA – Raccontaci qualcosa sulla scrittura dei tuoi brani, ti lasci influenzare da esperienze vissute in prima persona?
MOMKONG – Per quasi tutti i miei brani prendo sempre spunto da qualcosa che ho vissuto personalmente, penso che dare un po’ di veridicità al brano ti aiuta poi a interpretarlo meglio.

ILARIA – Hai avuto un passato “burrascoso”, la musica ti ha aiutato a rialzarti in questo percorso?
MOMKONG – Quando non hai nulla è facile seguire la via più semplice, ma grazie alla musica ho capito ciò che sono e ciò che voglio fare nella vita e della mia vita.

ILARIA – Quali sono i tuoi principali riferimenti musicali?
MOMKONG – Nel corso della vita ho ascoltato di tutto per farmi un minimo di cultura. Non si smette mai di imparare. Sei d’accordo?

ILARIA – Ti ritieni soddisfatto dei tuoi progetti realizzati fino ad oggi? Cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
MOMKONG – Si. Questo è solamente l’inizio perché continuerò a fare musica finché la mia voce me lo permetterà. A breve usciranno nuovi progetti quindi rimanete connessi!

ILARIA – Dalle canzoni che scrivi sembri una persona innamorata. E’ cosi’?
MOMKONG – Ho sempre amato le canzoni d’amore. Io, ad esempio, mi rendo conto quando una canzone è sentita o è fatta con il solo scopo di vendere. Sono innamorato della vita, dei sorrisi della persona che amo e dei miei fans. Queste due cose mi portano a dare il meglio di me. La mia famiglia mi ha aiutato tanto in questo. Mi hanno insegnato i valori della vita.

ILARIA – Cosa provi quando sei su un palco?
MOMKONG – Un tempo salire sul palco era come un esame… avevo le gambe che mi tremavano, e sfogavo tutta la rabbia che avevo. Oggi sono cresciuto, ho trasformato quella rabbia in amore, e quando mi esibisco, mi interessa solamente donare delle emozioni, catturare l’attenzione di chi sta sotto. Scendere da quel palco sapendo di aver dato il cuore.

ILARIA – Cosa vuoi dire ad un giovane che vuole avvicinarsi alla musica?
MOMKONG – Di credere in se stesso, perche’ gli altri lo faranno solo quando fara’ comodo a loro.

ILARIA – Vuoi dire qualcosa ai tuoi ascoltatori e a chi ci segue?
MOMKONG – A chi mi segue voglio dire grazie mille per il supporto! A chi non mi conosce consiglio di ascoltare qualcosa di mio. Ascoltate, seguitemi e ditemi che ne pensate! Mi trovate su FB, su Instagram, ovunque!
Per qualsiasi curiosità sulla mia musica sono a disposizione.

2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dall’Artista Momkong alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo per Radici http://www.progetto-radici.it. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

Redazione Radici

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