Il ministro Garavaglia: “essere il paese più bello non basta”

Il ministro Garavaglia: “essere il paese più bello non basta”
Di Stefano Vaccara

“Fatti non parole”, recitava un vecchio spot di una lavastoviglie e il ministro Massimo Garavaglia, quando si presenta ai giornalisti riuniti al Consolato di New York per fare il punto sulla sua missione in Usa, ci ricorda un po’ quella pubblicità, con al posto dei “fatti” la parola “numeri”. Ripete più volte che lui si concentra sui numeri del fatturato turistico, che in Italia rappresenta una delle più importanti industrie del Paese, arrivata ad incidere fino al 13% del Pil”.

A New York per partecipare ad una conferenza Onu sul turismo, Garavaglia ha incontrato la stampa italiana nella sede del Consolato generale. Tra i giornalisti presenti anche Stefano Vaccara che lo ha intervistato per “La voce di New York”.

“Voglio che si arrivi al 20% nonostante il crollo dovuto alla pandemia… Puntiamo su obiettivi ambiziosi”.

Garavaglia, classe 1968, lombardo della provincia di Milano, con una laurea in economia alla Bocconi ed esperienze nei consigli di amministrazione di diverse aziende, è sceso in politica per la Lega Nord diventando prima sindaco di Marcallo con Casone nel 1999, poi deputato al Parlamento nel 2006 e, nel 2008, senatore della Repubblica.

Dopo essere stato vice ministro dell’Economia nei governi di Conte, in quello di unità nazionale di Draghi – sempre in quota al partito di Salvini – gli è stato affidato il compito di far risorgere il turismo italiano dalle ceneri del Covid.
Garavaglia è arrivato a New York per partecipare ad una importate conferenza dell’Onu sul turismo sostenibile, ma ovviamente ha fatto il punto anche sugli Usa e come attrarre gli americani in Italia. Il mercato dei turisti americani vale infatti lo 0,7% del pil italiano e se si riuscisse a farlo salire all’1% ci sarebbe un “aumento dello 0,3% che in questi tempi è prezioso”.
“Bisogna spingere sull’acceleratore – aggiunge – il nostro obiettivo è partire prima degli altri”.

Garavaglia, in giacca, cravatta con sportivissimi jeans, aveva accanto Roberta Garibaldi, amministratore delegato dell’Enit. E stata quest’ultima a fornire i dati della ripresa dell’Italia fra i turisti americani con aumenti a tripla cifra: +1.610% in aprile, +1.290% in maggio e oltre +900% a giugno per le prenotazioni aree e alberghiere.
Rispetto al 2019 i flussi del mese di aprile risultano ancora in calo del 25,9 per cento, ma poi c’è una ripresa a maggio con un – 15,4 per cento e a giugno con un – 9,9 per cento in più.

Da dati Google sugli ultimi 30 giorni i turisti americani sono stati i più interessati alla ricerca di prenotazioni dopo i tedeschi. Le azioni promozionali Enit lavoreranno sul settore lusso, mice, wedding ed enogastronomia.
“L’occasione di partecipare a una sessione straordinaria dell’Onu sul turismo la dice lunga sulla voglia di ripartire.

Il mondo è cambiato e bisogna capire come ripartire e organizzarci di fronte a questi cambiamenti”, ha detto il Ministro mettendo in evidenza come “l’Onu ha dimostrato che c’è anche un interesse sul turismo”.

A margine della sessione straordinaria alle Nazioni Uniti Garavaglia ha avuto incontri bilaterali, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia alla missione ONU Maurizio Massari, col presidente dell’Assemblea Generale Abdulla Shahid, il Ministro del Turismo e dell’Economia Creativa dell’Indonesia Sandiaga Salahuddin Uno, il Ministro del Turismo delle Maldive, Abdulla Mausoom e il Ministro del Turismo della Spagna, Reyes Maroto.

Riguardo alla presunta rivalità con quest’ultima, Garavaglia ha precisato: “Abbiamo iniziato a ragionare sul fatto che non siamo concorrenti, ma cooperanti, perché siamo tutti parte dell’Europa”.
Un intenso confronto sul tema dell’inclusività e della sostenibilità turistica per fare il punto e dare un indirizzo uniforme al turismo mondiale. Al centro le sfide affrontate attraverso la ripresa del turismo per conciliare i potenziali compromessi tra la necessità di crescita economica e la creazione di posti di lavoro, il turismo costruito su misura per le persone, con un’enfasi sull’inclusività e l’accelerazione della trasformazione in chiave ecocompatibile.

Dai dati del rapporto Enit, frutto della collaborazione con l’Europa nell’ambito del progetto Eco Tandem, che ha intervistato un campione di oltre 3500 imprese alberghiere ed extralberghiere sul tema delle ecopratiche per sostenere la transizione ecologica., e’ emerso come tra le imprese circa il 40 per cento tende a incoraggiare il consumo di prodotti locali e a ridurre i rifiuti nonché attività ricreative sostenibili. Quasi la metà riconosce l’importanza di investire in tecnologie per la riduzione dell’inquinamento.

Garavaglia e Garibaldi hanno partecipato anche alla tavola rotonda con il “Sistema Italia”: rappresentanti di ENIT, ICE, Banca d’Italia, Camera di Commercio Italia-America e CONI si sono riuniti al Consolato Generale d’Italia ed un confronto con agenzie, tour operator e rappresentanti della comunità italo-americana.

Per Garavaglia, la pandemia ha cambiato per sempre un’industria mondiale del turismo che comunque era già in trasformazione.

“Il turista è cambiato per sempre. Il futuro non sarà più come prima, lo creano, lo scelgono e lo decidono i giovani, quindi quale occasione migliore di organizzare proprio quest’anno un congresso mondiale in Italia sul turismo giovanile per sentire la loro opinione”, ha detto il ministro riferendosi al summit a fine giugno a Sorrento.

Gli abbiamo chiesto se pensa a nuove strategie sul “turismo delle radici”, se punta ai 22 milioni di cittadini americani di origine italiana che, pur sentendo il richiamo del paese d’origine, non lo hanno ancora mai visitato.

“Sì, certamente è importante, ma non lo vediamo solo come un fatto nostalgico, così da solo non funzionerebbe. A me interessa fare azioni concrete, si deve fornire organizzazione, incentivi. Per esempio, aumentare le promozioni, come quella dei biglietti scontati nei musei, nei treni, trovarne altre. Non è tanto il concetto dello sconto, ma far passare il messaggio che mi prendo cura di te, ti tengo in considerazione.

Con la Rai diretta all’estero abbiamo concordato una programmazione più attenta alla promozione dell’Italia per questo tipo di turismo. E poi nei trasporti, incentivare il biglietto unico. Non è possibile che per andare da New York a Ischia oggi si debbano fare sei biglietti diversi”.

Il Ministro si è dimostrato molto interessato al problema del cosiddetto “turismo della seconda casa”, cioè quegli americani stranieri benestanti, che vorrebbero comprare una casa in Italia ma spesso rinunciano quando, per esempio, la sola proprietà dell’immobile non basta per poter rimanere oltre i tre mesi. “Noi per esempio avevamo rilevato un problema con i cosiddetti ‘nomadi digitali’, cioè quei lavoratori che potendo lavorare on line si trasferiscono anche per sei mesi in un altro paese. Bene, come Italia avevamo un problema perché un visto di tre mesi ci tagliava fuori da questo fenomeno.

Spagna e Croazia lo avevano già di 12 mesi. Quindi ci siamo adeguati. Sicuramente qualcosa bisogna rivedere, farò una verifica su quali sono le regole per chi vuol venire per comprarsi una casa e rimanere periodi più lunghi in Italia, d’altronde in Parlamento si fanno modifiche alle leggi per risolvere problemi”.

Quando abbiamo chiesto sulla pandemia, che sembra aver dato una tregua, ma non è terminata, la risposta è stata: “Quello che abbiamo colto anche qui all’ONU, è un cambio di mentalità nei paesi. Caso mai tornasse ce ne facciamo una ragione.

Non ci sarà un ritorno alle restrizioni, lockdown totali, non si può gestire più in questo modo. Nelle riunioni internazionali che abbiamo avuto abbiamo visto che tutti hanno lo stesso approccio”.
A chi infine chiedeva del turismo sportivo e sul come potenziarlo, Garavaglia ha spiegato: “Anche qui prima di tutto concretezza. Mi sono preso come consulente per il turismo sportivo Manuela Di Centa, che non si intende solo di medaglie, è tosta e ha ottimi rapporti nel Comitato olimpico internazionale. Con lei stiamo facendo un lavoro di procacciamento di campionati mondiali. Poi con l’ENIT stiamo promuovendo il cicloturismo e lo leghiamo al giro d’Italia. Tappa per tappa, guardiamo anche le piste che si possono utilizzare.

Puntiamo molto al cicloturismo. Come ho detto mi interessa il fatturato. Il cicloturismo in Italia vale 5 miliardi di euro. Sono tanti?

Se penso che in Germania ne vale 20 miliardi, e non me ne vogliano i tedeschi ma con il clima che hanno e il paesaggio un po’ diverso rispetto all’Italia… Quindi noi abbiamo tutta la potenzialità per far diventare quei 5 miliardi, 20 miliardi. Un punto di Pil solo con il cicloturismo! Dobbiamo far conoscere un po’ tutto di quello che già abbiamo. Infine abbiamo delle azioni mirate sulle e-bike, che io chiamo le macchine del tempo, perché mi consente a 54 anni di andare in bici come quando ne avevo venti. Una opportunità potentissima che apre nuovi mercati, ma questi li devi organizzare, facendo nuove piste, fornendo servizi, organizzando per esempio piazzole per camper perché chi viene dal nord Europa la bici se la porta col camper e se non c’è il posto per il camper, allora sceglierà di andare in Francia o in Spagna”.

Finita la conferenza stampa e la presentazione del Console Generale Fabrizio Di Michele agli esponenti della comunità italiana venuti a salutarlo, abbiamo avvicinato il Ministro e gli abbiamo fatto ulteriori domande.

D. Al turista americano che si accinge a realizzare il sogno di andare in Italia in questo momento, che cosa consiglia il ministro del Turismo:

R. “Di andarci! E di prendersi non tanto tempo ma almeno una settimana, per poter entrare nel clima. E poi di far qualcosa di diverso. Se non sei mai stato a Roma, ovviamente ci vai, però vai anche a Tivoli, anche a Viterbo, vai a Sutri, cioè uscire un po’ dai soliti percorsi…”.

D. Per visitare l’Italia, meglio viaggiare in gruppo o da soli?

R. “Da soli si può vedere benissimo. In coppia magari meglio, anche più divertente. Ma soprattutto è bello provare qualcosa di diverso. Quindi un bel treno storico per esempio. Noleggiare qualche bicicletta elettrica e fare qualche giro fuori dal normale. L’Eroica è bellissima, è questa pista di biciclette con i sassi bianchi dove si faceva il giro d’Italia agli inizi, e a chi piace la montagna vede anche posti mozzafiato in tutte le stagioni”.

D. Lei potrebbe essere chiamato il ministro del Bello: cosa si sente nel gestire un ministero che deve “vendere” ciò che molti già vogliono, il paese più bello del mondo? Quanta paura si ha di sbagliare? Non si sente come alla guida di una Ferrari che per non fallire, deve per forza arrivare prima?

R. “Io venendo dall’economia, sono abituato prima a guardare i numeri. L’Italia è il paese più bello del mondo, secondo me è un fatto indiscusso. Però negli ultimi anni ha perso quote di mercato. Quindi non basta essere il paese più bello del mondo. Serve organizzazione, serve impegno e campagne mirate, però nel frattempo qualcuno che non ha i fondamentali dell’Italia ci ha tolto quote di mercato. Quindi innanzitutto dobbiamo copiare chi fa le cose buone, la Spagna fa delle cose eccelse e bisogna imparare. Quindi è chiaro che sei hai un patrimonio enorme hai una responsabilità enorme, ne prendo atto. Però si è fatto parecchio poco in precedenza. Per esempio in Italia non c’era un ministero del Turismo, una roba da matti. Se il cosiddetto paese più bello del mondo non ha un ministero che presidia il Turismo, c’è qualcosa che non va…”.

D. Quando Mario Draghi l’ha chiamata per affidarle il ruolo di ministro di questo nuovo ministero, le ha dato un programma con degli obiettivi da centrare oppure le ha lasciato carta bianca?

R. “Ho molta carta bianca e la consapevolezza che la mia mission era allora “impossible”, fare cioè il ministro del turismo con il covid. Però proprio perché c’è il covid, una situazione veramente complicata, serve un ministero del turismo. Poi dopo di me ci sarà qualcuno molto più bravo, anzi più brava”.

D. Pensa già che non farà più il ministro quando la pandemia sparirà?

R. “Beh, almeno quest’anno ci sarò. Però quando accadrà, ho la soddisfazione che lascerò una macchina che basterà girare la chiave. Questa è la mia soddisfazione”

(aise) 

Redazione Radici

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