Il fronte Macron in allerta per l’ascesa nei sondaggi di Marine Le Pen

Il fronte Macron in allerta per l’ascesa nei sondaggi di Marine Le Pen
© PHILIPPE WOJAZER / POOL / AFP - Il presidente francese Emmanuel Macron e Marine Le Pen

La candidata del Rassemblement National è data a soli sei punti dal presidente candidato che raccoglie il 27% delle intenzioni di voto

Per il momento non è ancora un’allerta, ma un brivido che corre dietro la schiena dei macronisti: l’ascesa repentina di Marine Le Pen nei sondaggi, a soli sei punti dal presidente candidato.

Le intenzioni di voto lo danno ancora come favorito, sia al primo che al secondo turno delle prossime elezioni presidenziali, ma Emmanuel Macron, durante una visita a Fouras dove ha parlato di clima, ha invitato a non abbassare la guardia contro l’estrema destra e a “non banalizzare Marine Le Pen e Eric Zemmour”.

Secondo l’ultima rilevazione di BVA per Orange e RTL il capo dello Stato raccoglie il 27% delle intenzioni di voto (-1 punto in una settimana), mentre la candidata di Rn ( Rassemblement National) il 21% (+2 punti), ancora avanti rispetto a Jean-Luc Melenchon (15,5%, +1 punto).

Al secondo turno Emmanuel Macron vincerebbe con il 54,5% delle intenzioni di voto (45,5% per Marine Le Pen), in calo di 1,5 punti in una settimana. Cifre che iniziano a preoccupare l’entourage del presidente che mette in conto anche l’inquietante possibilità di un’ ‘alleanza’ di estremi, Le Pen e Zemmour.

“Un tandem che avanza” come l’ha definita ha detto lo stesso presidente. D’altro canto che i francesi negli ultimi anni stiamo voltando lo sguardo a destra è un dato di fatto anche se ancora non eplicito: “Ora non c’è più la stessa percezione. Le persone hanno distolto lo sguardo, dicono che l’estrema destra è più simpatica, la banalizzano. Io no, ho sempre rispettato le opinioni degli elettori ma ho sempre combattuto con forza le soluzioni del Fronte nazionale”, ha continuato Macron.

A difesa della candidata di Rassemblement National c’è però un altro elemento, che i macronisti non possono aver ignorato: dal 2017 Marine ha decisamente cambiato passo.

La leader di Rn ha infatti ripulito ancora di più il suo programma per ottenere un immagine più gentile e accogliente, ormai lontana mille miglia dalle asperità del padre.

E Zemmour in questo potrebbe aver giocato un ruolo: la sua immagine di una destra più tradizionale e rigorosa, ma soprattutto elitaria, non ha fatto altro che portare acqua al mulino della candidata di una ‘droite’ più morbida e ‘populista’.

Secondo il barometro mensile di Elabe per ‘Les Echos’ e Radio Classique, Marine è diventata la seconda personalità preferita dai francesi.

Mentre l’ultimo sondaggio Ipsos-Sopra Steria, la sfidante, insieme a Macron, sarebbero le figure più in grado di rafforzare il potere d’acquisto dei francesi. Il presidente della Repubblica non è il solo ad avvertire il pericolo dell’avanzata dei populisti di destra, l’ex Primo ministro francese Edouard Philippe, ora sindaco di Havre, ha messo in guardia contro “una possibile vittoria” di Le Pen.

“Sicuramente può vincere – ha detto in un’intervista a Le Parisien -. Dal 2017 – ha proseguito Philippe – ha fatto finta di tornare su molte cose che inquietavano parte dell’elettorato che non si era ancora unito a lei”.

“D’altro canto – ha aggiunto – la grande aggressività di Eric Zemmour, la natura spesso scandalosa delle sue osservazioni, la addolciscono al confronto. Se vincesse, le cose sarebbero, credetemi, seriamente diverse per il Paese. E non meglio. Il suo programma è pericoloso”.

Sui media francesi sono riecheggiate anche le parole del portavoce di Macron Gabriel Attal: “Una elezione non casca dal cielo – ha detto – bisogna andarsela a cercare e andare a convincere i francesi”, ha detto.

Intanto Marine, che terrà il suo comizio di fine campagna a Perpignan il 7 aprile, affila le armi e oggi, a margine di una visita al mercato di Haguenau (nel Basso Reno) ha dichiarato: “C’è un grande dinamismo, sento che una speranza si sta sollevando in questa fine campagna. La rielezione obbligatoria di Macron non è che una fake news. È perfettamente possibile batterlo e cambiare radicalmente la politica del Paese”.

Macron quindi serra le fila e punta sul suo comizio di domani all’Arena de La Defense: il suo team sta facendo una campagna incessante per riempire una sala da 40 mila posti.

Il partito En Marche ha addirittura lanciato una sfida: un concorso a premi di firme a sostegno, vincerà chi riuscirà a portare con se più sostenitori.

AGI

Redazione Radici

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