Ucraina: alloggi e trasporti per i rifugiati in Italia

Ucraina: alloggi e trasporti per i rifugiati in Italia
 Proseguono gli arrivi in Italia di persone in fuga dal conflitto in Ucraina. Secondo i dati del Viminale, aggiornati alla data di ieri, erano 37.447 le persone giunte in Italia: 19.002 donne, 3.298 uomini e 15.147 minori.

Le principali città di destinazione dichiarate continuano ad essere Milano, Roma, Napoli e Bologna.
Oggi, il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha firmato un’ordinanza che prevede che i cittadini provenienti dall’Ucraina possano viaggiare gratuitamente sul nostro territorio, entro 5 giorni massimo dall’ingresso in Italia, per raggiungere il primo luogo di destinazione o di accoglienza.

Il provvedimento comprende la gratuità del trasporto sui treni della società Trenitalia (Gruppo FS) che effettuano servizio di Intercity, Eurocity e Regionali, sui servizi marittimi e sulla rete autostradale.
“La fattiva collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Trenitalia e Aiscat ha portato a questa importante misura che rappresenta un ulteriore tassello nel piano di accoglienza della popolazione in fuga dalla guerra”, ha commentato Curcio.

“Siamo di fronte a uno scenario delicato e complesso che il nostro Paese deve affrontare in modo sinergico”.

Nel frattempo, prosegue il censimento dei beni confiscati alle mafie da parte dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, da destinare all’accoglienza degli ucraini.

“Sono circa 283, tra immobili e alberghi, le strutture individuate da destinare all’accoglienza dei profughi. Stiamo affinando il dato in collaborazione con i nuclei di supporto delle prefetture, in ragione delle caratteristiche specifiche del bene, e contestualmente stiamo anche verificando la disponibilità di ulteriori strutture già assegnate agli enti locali ma non ancora utilizzate”, ha riferito il prefetto Bruno Corda in una intervista.

Si tratta “di strutture presenti su quasi tutto il territorio nazionale con una concentrazione significativa nella regione siciliana, dove insiste circa un terzo del totale dei beni confiscati”.

Redazione Radici

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