Senise, il borgo lucano dei peperoni cruschi

Senise, il borgo lucano dei peperoni cruschi

Senise è uno dei principali paesi del Parco Nazionale del Pollino, posto su un pendio in prossimità della confluenza del Serrapotamo nel fiume Sinni a dominare la valle sottostante. I resti di una villa, rinvenuta in località San Filippo, lascia intendere che Senise esistesse già in epoca romana imperiale, così come il rinvenimento degli “Ori di Senise”, oggi custoditi nel Museo Nazionale di Napoli, dimostra la presenza dei longobardi nel VII secolo. La fondazione del borgo antico, invece, risale al periodo normanno e in particolare si sviluppa intorno ad un castello del 1200 (ricostruito dagli angioini del ‘400). Oltre al castello, non lasciano indifferenti neanche i bei portali in pietra dalla elaborata lavorazione, il Museo comunale di archeologia Antiquarium, il convento e la chiesa dei Francescani (questi ultimi presenti a Senise dal 1270) e la chiesa madre dedicata a Santa Maria della Visitazione dall’imponente campanile crollato circa un secolo fa e ricostruito da maestranze locali.

Tra questi luoghi di interesse, spicca la chiesa di San Francesco edificata nel 1200, che al suo interno custodisce affreschi di età medievale, lapidi funerarie e, nel presbiterio, un polittico realizzato dal pittore Simone da Firenze nel XIV secolo. All’interno del borgo antico ci si imbatte anche in importanti palazzi nobiliari edificati tra ‘400 e ‘700, tra i quali si distinguono quello del patriota, poeta e avvocato italiano Nicola Sole (Senise 1821 – Senise 1859), ma anche Palazzo Barletta e Palazzo Fortunato, quest’ultimo sede dell’interessante Museo etnografico del Senise, che espone manufatti di artigianato e oggetti della cultura popolare della zona. O ancora Palazzo Crocco, Palazzo Guerriero, Palazzo Donnaperna e Palazzo Marcone. Menzione speciale per la diga di Monte Cotugno, costruita tra il 1970 e il 1982 nel territorio del comune lungo il corso del fiume Sinni, la quale è tra le più grandi dighe d’Europa in terra battuta, spesso scelta dalla Federazione Nazionale dei Canottieri Lucani per le proprie manifestazioni. Oggi si può dire che l’intero centro storico si è conservato pressoché intatto, in gran parte perché poco abitato e non soggetto a importanti interventi di restauro. Tuttavia, rivive una sorta di ripopolamento solamente d’estate, quando le famiglie emigrate tornano in visita ai parenti. L’inestricabile labirinto di viuzze, case antiche e vicoli è decorato da numerose collane purpuree lasciate essiccare al sole sui balconi: sono i Peperoni “Cruschi” Igp, prelibatezza lucana protagonista della rinomata sagra enogastronomica “U Strittul ru Zafaran” ad agosto. Con i peperoni di Senise si realizzano numerosi piatti della tradizione contadina: vengono consumati freschi e cotti al forno ripieni con acciughe e mollica (“źafaran chin”), oppure ridotti in polvere (“źafaran p’sat”). Altri prodotti della cucina locale sono il finocchio di Senise, il fungo carboncello e la melanzana bianca, riconosciuti prodotti agroalimentari tradizionali lucani. Tutti sapori che è facile trovare nella natura circostante, dominata da campi coltivati ad oliveti e da siti naturali ricchi di vegetazione e fauna locale. Sono piatti che racchiudono la vera essenza della Basilicata e che vale la pena provare almeno una volta nella vita.

COME ARRIVARE: L’aeroporto di riferimento è quello di Taranto, mentre la stazione ferroviaria è quella di Sibari (47 km), dalla quale si prosegue in bus. In automobile da Roma: seguire A1/E45, A30 ed E45 in direzione della SS 653 a Lauria, prendere l’uscita Lauria Nord da E45, seguire SS 653 fino a Senise.
ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Da vedere i suggestivi calanchi del Parco dei Calanchi di Aliano. Andando verso sud, inoltre, c’è tutto il Parco Nazionale del Pollino da esplorare.


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Redazione Radici

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