Senza cultura la politica è come un mobile Ikea smontato

Senza cultura la politica è come un mobile Ikea smontato

Di Franco Luceri

La storia lo ha certificato fuori da ogni dubbio. Chi, credendo fermamente nella abolizione della proprietà privata e nella cooperazione, sì aggrappò alla ciambella di salvataggio comunista, finì annegato.Ma ora, chi vede capacità salvifiche nel liberismo mondiale competitivo, e giura che l’economia nazionale a cui lavora, produce e contribuisce ha funzione sociale, è quantomeno fuso. Persino più di quel tale che avendo urgente bisogno di una trasfusione di sangue andò a chiederla ad una famiglia di vampiri.

Insomma, se un popolo teoricamente super acculturato si dimostra incapace di competere onestamente in un sistema liberale; altrettanto incapace resta in uno comunista, dove la carenza di buona cultura e vera moralità, può vanificare o sabotare qualsiasi forma di cooperazione, fino ad impedire che la ricchezza privata si converta in pubblica utilità.
Senza istruzione e informazione capaci di maturare negli Individui e nei popoli una sana coscienza collettiva, che li induca a cercare il giusto equilibrio fra competizione e cooperazione, qualunque politica finisce per avere la stessa capacità legante e costruttiva de l’impasto cementizio senza cemento.
Ora voi mi chiederete di giustificare questa pesante accusa. E io ci provo.

Per caso, sapreste indicarmi uno Stato Democratico tra i 5 più grandi produttori di ricchezza del mondo che abbia usato l’immenso potere finanziario “pre-covid” per ridurre il numero dei poveri e aumentare quello dei ricchi?
Non angustiatevi, non esiste. In ogni angolo del pianeta, America compresa, esportatrice di democrazia a cannonate, (e Cina a “untorate?”), la politica è asservita alla Finanza. 
Allarga la platea dei poveri e concentra la ricchezza per restringere quella dei Ricchi. 
Voi, in questo genere di politica, ci trovate qualcosa di veramente comunista o veramente liberale? Se si, Complimenti! io no.

Ma quel che è peggio, in Italia non sono i comunisti che hanno arruolato i liberali da salvatori di poveri; ma i liberali rapaci della finanza e del mercato travestiti da comunisti come fossimo in un perenne carnevale, che hanno appaltato ai comunisti, decomunistizzati, la “tratta degli schiavi” nazionali e d’importazione.

I finti Liberali rapinano la borsa e la vita a laboratori e mini imprenditori inermi come ebrei da sterminare con quattro mosse vincenti.
Erogano servizi pubblici da terzo mondo, giustizia a babbo morto, e arraffano tassì e tasse rapina.

Pronunciare ancora la parola democrazia in Italia è una bestemmia. In nessun angolo del pianeta è mai esistita una democrazia senza la sinistra che si oppone alla destra o la destra alla sinistra. Parola di Norberto Bobbio.
I nostri governi “ambidestri” (ieri occulti, ora palesi) sono la prova provata che in Italia, chi ha voglia di opposizione, può solo opporsi a se stesso o cercasi in giro per il mondo qualcosa che non puzzi di cannibalismo “democratico”.


Franco Luceri

Redazione Radici

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