Premiato il ‘Portinaio 2.0’ di quartiere nato alla Polveriera di Reggio Emilia

Premiato il ‘Portinaio 2.0’ di quartiere nato alla Polveriera di Reggio Emilia

Capitale umano e digitale fanno squadra per diventare il valore aggiunto di un quartiere, e rispondere ai bisogni del vicinato

REGGIO EMILIA – Una “portineria moderna” composta sia da un presidio fisico che da una piattaforma online che mette in rete le informazioni su servizi pubblici, artigiani, professionisti, volontari e negozi di prossimità in un determinato quartiere per riqualificarlo e rafforzarne la coesione sociale. E’ l’esperienza di “Portina.io” realizzata a Reggio Emilia nella zona dell’ex Polveriera, promossa da Cna, Consorzio di cooperative sociali Oscar Romero, la società “La Polveriera” ed “Elaboro.io” (associazione di liberi professionisti di Guastalla tra cui esperti in digitale).

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Reggio e finanziata da Iren ha ricevuto dalla Regione un premio nell’ambito della settima edizione del concorso per gli “Innovatori Responsabili”.

Ma “l’innovazione non è solo rappresentata dal digitale. Al centro del nostro servizio ci sono le persone, direttamente dove vivono o lavorano, perché abbiamo voluto ridare importanza al capitale umano e permettere che le competenze e le esperienze del singolo possano diventare un valore aggiunto per la comunità di quartiere”, spiega Andrea Chiericati, innovation manager di Guastalla.

“Il digitale è quindi strumentale, rappresenta un acceleratore e facilitatore di questo processo”. Nello specifico, prosegue Chiericati, “siamo partiti dalla necessità di supportare le categorie più fragili e la terza età. Abbiamo però progettato la soluzione per rispondere a tutti bisogni e desideri di un quartiere, dai più giovani, ai lavoratori fuori di casa 12 ore al giorno, fino agli anziani”. La pandemia, conclude il manager, “ci ha costretto a riscoprire il valore della casa e del vicinato. Vogliamo fornire uno strumento per coltivare questo valore con più facilità e partecipazione”.

Redazione Radici

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