Il futuro dell’arte sostenibile tra Italia e Kenya

Il futuro dell’arte sostenibile tra Italia e Kenya

Di Freddie del Curatolo

“La Giornata dell’Arte Contemporanea si celebra ogni anno nel mondo, ma posso dire che quest’anno a Nairobi non si tratta di una semplice ricorrenza, perché siamo qui anche a testimoniare qualcosa di ancora più importante che lega l’impegno di Italia e Kenya per la cultura, l’innovazione e la sostenibilità”. Nelle parole della Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi, Elena Gallenca, c’è tutto lo spirito e l’orgoglio di aver organizzato, martedì 7 dicembre alla Kenyatta University una giornata veramente speciale che ha abbinato il tema di quest’anno promosso dall’Associazione Musei d’Arte Contemporanea e dal Ministero degli Affari Esteri italiano (la performance nell’arte) a temi di stretta attualità come la sostenibilità”.


“Questo è stato fatto in concomitanza con la presentazione di due protocolli d’intesa firmati dal più importante ateneo del Kenya con due realtà italiane: l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il Documentary Institute in Eastern Africa (DIEA).”
La giornata è stata strutturata con un seminario sui collegamenti tra performance, tecnologia, impatto sociale, ambiente e sostenibilità.Con Elena Gallenca sono intervenuti il professor Isaiah Oyugi, del dipartimento di musica e danza, il direttore della Scuola di Arte Creativa, Cinematografia e media John Mugubi, il titolare della cattedra di Fashion Design e Marketing, Gladwell Mbugua e quello di Belle Arti e Design Adonijah Ombura, oltre a Simone Grassi, fondatore di DIEA e, in collegamento telematico dall’Italia, il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, Claudio Rocca e la prof. Angela Nocentini, ideatrice del progetto SCART, iniziativa che ha dato la possibilità agli studenti italiani di creare moda, oggettistica ed artigianato da materiale di riciclo.


Durante il seminario, l’artista keniano ed ex alunno della Kenyatta University Evans Ngure, conosciuto per le sue sculture ed installazioni create utilizzando ciò che viene trovato nelle discariche della capitale dai cosiddetti “Waste Pickers”, ha realizzato una sua visione della torre pendente di Pisa, con parti di automobili, antenne satellitari ed altro materiale di scarto riciclato.Un esempio con cui l’Istituto Italiano di Cultura ha voluto ricordare che sostenibilità non è solo tutela dell’ambiente ma anche di tutte le categorie di persone, dalle più umili e diseredate come I ragazzi “fantasma” delle immense discariche degli slum di Nairobi agli artisti e talenti che credono nell’arte in quanto portatrice di significati e di risposte all’incertezza del futuro.
In questo senso il progetto SCART dell’accademia toscana, realizzato con l’aiuto di industrie ed aziende italiane, potrebbe essere applicabile anche in Kenya e le domande degli studenti a tal proposito sono state indicative dell’interesse dei giovani di Nairobi ad iniziative di questo genere.


Così come l’attenzione al documentario e allo storytelling come forma di amplificazione di argomenti e problematiche poco frequentate da istituzioni e mondo mediatico o come attivismo e denuncia sociale.
“Immaginate il tema del vostro documentario in poche parole, fate più ricerche possibili sul campo e online – è il consiglio di Simone Grassi – poi iniziate a identificare scene, luoghi e protagonisti delle vostre storie. Il documentario è un genere che può abbracciare tutti gli aspetti del presente e fungere da archivio contemporaneo che un giorno verrà considerato storico. Da questo punto di vista il Kenya ha tantissime cose da preservare, in questo ricorda l’esperienza di registi e critici del secondo dopoguerra italiano”.


La soddisfazione di incontri come quello favorito dalla Giornata dell’Arte Contemporanea 2021 è vedere docenti, addetti ai lavori, studenti ed artisti fermarsi a discutere di temi che in poco tempo si trasformeranno in azioni concrete e collaborazioni tra I due paesi, esattamente come da materiale di scarto vengono realizzate vere opere d’arte moderna e concettuale”.

Redazione

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