Con il bonus vince lo Stato

Con il bonus vince lo Stato

di Paolo Pagliaro

Introdotte nel 1998 con l’obiettivo di far emergere il lavoro nero, nel corso degli anni le agevolazioni fiscali nel settore delle costruzioni hanno avuto le motivazioni più varie. Sono servite a incentivare, di volta in volta, il risparmio energetico, l’adeguamento antisismico, il decoro degli edifici, il rilancio dell’economia. Lo Stato ha speso molti soldi ma una ricerca presentata oggi dal servizio studi della Camera e dal Cresme dimostra che ne è valsa la pena.
Quest’anno gli italiani investiranno nella riqualificazione edilizia dei loro immobili quasi 100 miliardi, 30 in più rispetto al 2020. Oltre la metà di questa spesa, 51 miliardi, nasce dagli incentivi fiscali noti come bonus e superbonus. L’ultimo è particolarmente generoso, visto che prevede una detrazione del 110%. 
Dice il documento presentato alla commissione ambiente di Montecitorio che il primo impatto immediatamente osservabile è quello sull’occupazione: tra lavoratori dell’edilizia, produttori di impianti, fornitori di materiali, in questo momento sono al lavoro 765 mila persone, 340 mila in più della media degli anni precedenti. Un secondo obiettivo a portata di mano è l’efficientamento energetico, che si misura in tonnellate di petrolio risparmiate. Una terzo risultato sarò la migliore qualità del nostro patrimonio immobiliare e in definitiva della nostra salute. 
Fino a oggi le agevolazioni sono state utilizzate in oltre 23 milioni di interventi sugli immobili e il costo per lo Stato è stato di 200 miliardi. Ne hanno beneficiato soprattutto il ceto medio e i redditi più elevati. Ma gli investimenti dei privati e il lavoro creato hanno prodotto anche gettito fiscale e contributivo, generato nuovi introiti catastali, e avranno significative ricadute sociali,. Alla fine, il saldo per le casse dello Stato e il sistema Paese sarà positivo.

Redazione

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