IILA-Letteratura: il premio Nobel Vargas Llosa a Roma consegna i riconoscimenti

IILA-Letteratura: il premio Nobel Vargas Llosa a Roma consegna i riconoscimenti

In occasione della Fiera della piccola e media editoria – Più libri più liberi, l’Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana – IILA, ha avuto l’onore di ospitare il Premio Nobel per la letteratura, Mario Vargas Llosa, che, in qualità di Presidente della Giuria del Premio IILA Letteratura, ha consegnato l’importante riconoscimento alle due vincitrici: Samanta Schweblin, scrittrice argentina, miglior opera con “Kentuki” (Edizioni SUR, Roma, 2019) e Laura Scarabelli, premio alla miglior traduzione per “Manodopera” della scrittrice cilena Diamela Eltit (Alessandro Polidoro Editore, Napoli, 2020).
La cerimonia si è svolta presso la Sala Cometa del polo fieristico della Nuvola alla presenza di un folto e qualificato pubblico, dei membri della Giuria, composta da esponenti del mondo accademico italiano specializzato nello studio e nella critica della letteratura latinoamericana – Gabriele Bizzarri (Università di Padova); Martha Canfield (Università di Firenze); Camilla Cattarulla (Università degli Studi Roma Tre); Augusto Guarino (Università di Napoli “L’Orientale”); Stefano Tedeschi (Sapienza Università di Roma); Roberto Vecchi (Università di Bologna, referente per la letteratura brasiliana) – nonché degli Ambasciatori di Argentina, Roberto Manuel Carlés, della Repubblica Dominicana,Tony Raful Tejada e del Perù Edoardo Martinetti.


“Siamo profondamente grati al Maestro Mario Vargas Llosa per la sua prestigiosa collaborazione e per l’eccellente lavoro svolto assieme ai colleghi giurati, e siamo ugualmente riconoscenti alle case editrici che hanno creduto nel nostro Premio IILA-Letteratura, rilanciato dopo 25 anni”, così la Segretario Generale Cavallari ha salutato i presenti, ricordando che IILA ha voluto con questo Premio contribuire alla diffusione e valorizzazione in Italia della produzione letteraria contemporanea latinoamericana, con particolare attenzione ai giovani talenti. Cavallari ha sottolineato poi che “sono state 15 le case editrici italiane partecipanti al Premio, con 22 opere di autori provenienti da 9 Paesi latinoamericani: numeri che ci incoraggiano a proseguire con il nostro Premio, già attribuito in passato a molti degli autori latinoamericani che sono diventati tra i più amati dal pubblico italiano. Il maestro Vargas Llosa è stato uno di questi, vincendo la VI edizione del Premio IILA (biennio 1980-1981) con La zia Julia e lo scribacchino, e per noi è un grande onore oggi averlo qui”. Altro motivo di orgoglio per l’Organizzazione Internazionale Italo-latino americana, il fatto che per la prima volta nella storia del Premio IILA-Letteratura i vincitori delle due categorie, opera e traduzione siano due donne. Come sottolineato dalla stessa Schweblin: “oggi siamo qui per festeggiare non solo il ritorno del Premio IILA, ma anche il fatto che siano state due donne a vincerlo: in passato sono sati premiati molti dei miei maestri, tra cui Vargas Llosa, ma mai nessuna delle mie maestre latinoamericane.

Oggi sono qui per dire al pubblico che noi scrittrici ci siamo e ci siamo sempre state”.Ringraziando tutti i presenti e complimentandosi con le due vincitrici per l’altissimo livello dei loro lavori, evidenziando in particolare l’originalità dei contenuti e l’eleganza della prosa della giovane Schweblin, Mario Vargas Llosa ha elogiato “la riattivazione di questo Premio, importantissimo perché avvicina moltissimi lettori italiani alla letteratura latinoamericana e permette loro di conoscere le voci più brillanti e originali della regione”. A seguire il Premio Nobel, ispirandosi al filo conduttore di questa edizione della Fiera, “La libertà”, Vargas Llosa ha dialogato con Tony Raful Tejada, Ambasciatore della Repubblica Dominicana in Italia, storico e intellettuale. Al centro del dialogo, le vicissitudini personali che hanno portato i due a stringere un rapporto di stima e amicizia e a dare al Maestro l’ispirazione per il suo ultimo romanzo “Tiempos recios”, storia di dittatura e libertà basata su fatti veri e inediti, magistralmente raccontati dal grande scrittore. 

Redazione Radici

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