Alla scoperta del Cilento:l’oasi dell’Alento

Alla scoperta del Cilento:l’oasi dell’Alento


Anna Loreto

Il Cilento è un territorio che comprende la parte meridionale della provincia di Salerno da Capaccio Paestum sulla costa e da alcuni comuni montani degli Alburni come Albanella, Roccadaspide a scendere fino ad arrivare al Golfo di Policastro; in realtà, Cilento significa “al di qua del fiume Alento” ma il fiume stesso non delimita più da molto tempo tutto il territorio, che nella sua zona alta è piuttosto caratterizzato dal confine con il fiume Sele. Dal 1991 è stato istituito il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che comprende ottanta comuni cilentani e un’area naturalistica protetta di più di 181.000 ettari.


L’ Alento nasce a 900 m di quota presso il comune cilentano di Stio, attraversa le montagne scendendo verso il Comune di Prignano Cilento dietro la città di costiera di Agropoli; infine, dopo essere stato interrotto proprio in quei pressi dall’invaso artificiale della diga dell’Alento, realizzata nei decenni ’80-’90 del Novecento per facilitare l’agricoltura nella zona, scende nella piana di Casal velino, unendosi da sinistra all’ affluente Palistro, e di qui sfocia a mare. Questo fiume costituiva un tempo il confine naturale del territorio dell’antica città di Elea, anche se la linea di costa era assai arretrata rispetto a quella attuale, essendo all’epoca la collina di Velia un promontorio e l’attuale piana di Casalvelino tutta sommersa dal mare.


Ora, quando si pensa al Cilento immediatamente si pensa ad una vacanza al mare, specie nelle località balneari più rinomate, come Paestum, Palinuro e Camerota o Sapri; i più esigenti magari si dirigeranno al turismo di carattere culturale a Capaccio Paestum o alla Certosa di Padula; nel Parco nazionale del Cilento, invece, a parte mare, cultura ed enogastronomia(con varie sagre come occasioni per gustare i prodotti e la cucina del territorio), si può scoprire la natura…
L’oasi naturalistica della diga dell’Alento è nata nel 2007 per tutelare la biodiversità venutasi a creare con il lago artificiale della diga. È sito di interesse comunitario (S.I.C.), e comprende oltre 3000 ettari di terreno, mentre il grande bacino ha una capienza di oltre ventisei milioni di metri cubi d’acqua.

È stata inaugurata ed aperta al pubblico alcuni anni dopo, e si può raggiungere da nord con l’autostrada A2 Salerno Reggio Calabria, uscita Eboli, percorrendo poi la statale 18 ed immettendosi da Agropoli nella variante o superstrada del Cilento, uscita diga Alento(dalla superstrada si gode il verde del fianco della diga senza soluzione di continuità con il panorama montuoso circostante) . Inoltre, è strategicamente situata quasi a mezza strada tra il Parco archeologico di Paestum e quello di Velia.


Ho avuto modo di visitarla per la prima volta poco dopo l’apertura al pubblico, e ho potuto constatare quanto coloro che portano avanti tale attività, siano cilentani residenti o solo originari, siano entusiasti: la ragazza( una biologa) che mi introdusse alla visita dell’Oasi e della diga (visitabile dall’interno, mediante cunicoli al di sotto del livello del lago artificiale) mi raccontò di essersi trasferita in Cilento da Roma per una sua scelta di vita, preferendo vivere in mezzo alla natura e non nel caos della Capitale.


L’oasi, però, cattura gli occhi e il cuore con la varietà di specie vegetali ed animali che la contraddistinguono: a seconda del corso del fiume, si può godere della macchia mediterranea o del bosco di latifoglie, e si possono incontrare volpi così come varie specie di uccelli, tra cui l’usignolo di fiume, il martin pescatore, l’airone cinerino…L’oasi è, così, un luogo ideale per visite e laboratori didattici, ma anche per praticare sport immergendosi totalmente nella natura: infatti, man mano negli anni le attività di relax e sportive per famiglie, ragazzi e gruppi si sono arricchite: dalle cavalcate in pony per i bambini e dall’area attrezzata per picnic e barbecue si è poi passati alle visite guidate in battello, al canottaggio, al trekking e al birdwatching, e dalla possibilità di affittare una bicicletta si sono affiancati la possibilità di scendere lungo il corso dell’Alento in mountain bike, il canottaggio…Ed anche un piccolo hotel con annesso ristorante.

Vi si svolgono eventi anche organizzati da associazioni esterne al Parco nazionale del Cilento, come il raduno degli Aeromodellisti salernitani, cui ho avuto modo di assistere più volte, anche due all’anno, nel periodo precedente alla pandemia. Un raduno aeromodellistico, con esibizione di voli di modellini aerei dinamici e di modellini di barche e yacht, è una vera e propria festa per gli occhi e per l’immaginazione…

E, durante la pausa pomeridiana, tutti al ristorante dell’oasi, che da quest’anno propone piatti del territorio con prodotti dell’orto botanico stesso, oppure…Picnic in camper sulla spiaggia del lago!!! Decisamente, un vero e proprio “locus amoenus”, adatto anche a chi è poco sportivo come me!


Anna Loreto

Redazione Radici

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