Salvate il soldato Alban e il caporale Alaimo dal pirata BarbaPetta

Primo piano

Tutto pensavo di leggere nella vita, tranne un comunicato incendiario delle Acli Svizzera in difesa di un buon soldatino (Luciano Alban) e delle tanto rispettate e caporalesche istituzioni (il console di Zurigo Giulio Alaimo), tutti in balia dell’esuberante terribile BarbaPetta.

Vedere le ACLI fare di Alban il martire che non è, lascia attoniti. Vedere le Acli Svizzera scrivere in caratteri cubitali BASTA! e con leggerezza rendere edotti di minacce e intimidazioni non circostanziate, sorprende. Sorprende perché la storia e la reputazione delle ACLI non meritano di essere macchiate da toni sguaiati e da considerazioni non provate. Ma soprattutto firmate da un’intangibile Presidenza Acli Svizzera; senza facce, senza nomi, senza cognomi.

Molti volti noti, che si ammantano di sigle nobili, siano Comites o Acli, hanno trascorso anni a non affrontare degnamente i problemi della comunità, e mai che una manina anonima scrivesse a lettere cubitali i BASTA che ora vengono sprecati per attaccare un consigliere, reo di aver criticato il potere e i suoi scarni contraltari.

Gerardo Petta è un uomo che di primo acchito risveglia i peggiori istinti, che lascia  l’amaro in testa, che infastidisce per un linguaggio diretto, duro al limite della provocazione; sempre satiresco, esagerato, focoso, mai minaccioso. Petta è un uomo che non piace e può non piacere a prima vista, a seconda vista e per interi decenni. Ma è una voce critica sana; l’unica nel panorama dell’emigrazione italiana in Svizzera, e in quanto tale destabilizzante. Destabilizza i colonnelli, i generali, lo scomodo BarbaPetta, figurarsi un buon soldato come Alban o un elegante caporale come Alaimo.

In questa faccenda, a stupire è soprattutto la goffaggine con cui la presidenza delle Acli Svizzera è entrata in scena, una scena che non le appartiene: perché mai se si critica l’operato del Console Alaimo e del presidente del Comites Alban, si sente punta la presidenza delle ACLI Svizzera? BarbaPetta non criticava l’operato del segretario ACLI Alban, bensì l’operato di Alban in quanto presidente Comites.

Le ACLI, Luciano Alban, il console Giulio Alaimo, anziché perdere tempo con chi punta il dito, dovrebbero occuparsi della luna: la vendita alquanto frettolosa della Casa d’Italia di Lucerna. 

La comunità esige risposte a domande ben precise, urlare BASTA contro BarbaPetta non ci distoglie dal punto di questa polemica: perché tanta fretta nella vendita della Casa d’Italia di Lucerna? Come recuperare? Il soldatino Alban e il caporale Alaimo diano risposte a queste domande. 

Per concludere: Gerardo Petta, che piaccia o meno, il suo nome alla fine dei suoi articoli lo mette sempre. Ora, la presidenza Acli Svizzera o chi per essa, è pregata di circostanziare: se Petta ha minacciato, è giusto che paghi. Ma se Petta non ha minacciato, è giusto che la presidenza Acli Svizzera sveli facce e nomi che alacremente vergano comunicati di tale portata.

Maurizio Raviola – Svizzera


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *