Avventure all’autovelox

Avventure all’autovelox

di Michele Santulli

Riporto, riferitemi dai malcapitati, due esperienze meritevoli di attenzione e anche di feroce biasimo, aventi come riferimento l’italico ridicolo uso dell’autovelox. Ridicolo anzi grottesco: chi mai installa una trappola micidiale e poi informa la povera volpe o l’inerme coniglio  con tabelle e tabelloni, di fare attenzione al pericolo?

Non esiste, anzi esiste solo nel nostro beneamato Paese, tale realtà: il risultato non è certamente quello di ottenere il rispetto dei limiti e della educazione, anzi il contrario! Anche al d là delle Alpi i limiti di velocità vanno rispettati e, se del caso, sanzionati anche a mezzo dei congegni elettronici  ma in modo produttivo: corretta la tabella o le tabelle  di avvertimento della presenza dei meccanismi di controllo  ma se riferiti, ecco la sostanza,  a un percorso di cento, duecento, 400 Km e non di dieci metri come le trappole nostrane! Infatti l’automobilista sa che se non rispetta le regole lungo tutto il tragitto vedrà recapitarsi la relativa sanzione o addirittura seduta stante  anche dal vigile acquattato da qualche parte che blocca la vettura in colpa, mostra la macchinetta portatile con i km segnati e invita l’automobilista a seguirlo! In questo caso non ci sono verbali: o paghi o ti sequestrano la macchina!

E multe ragionevoli!!

La SS 1 Aurelia è una superstrada principale a due carreggiate e quattro corsie nei due sensi, a  tratti alternata col vecchio percorso a una carreggiata, quindi una mezza superstrada; ha due peculiarità: è in realtà per circa quattrocento Km da Civitavecchia a Livorno un doppione dell’autostrada ma gratis e seconda peculiarità, a tratti evidenzia  -oggi un pò di meno-  un fondo strada talmente disastrato che ricorda una pista della savana e, in aggiunta,  tempestato di continue tabelle di avvertimento di controlli elettronici! Evidente, si direbbe, la volontà di castigare l’automobilista che ha scelto la gratuita quasi superstrada e non la comoda autostrada, a pagamento! Ma il sempre furbo italico giustiziere è andato oltre e  ha proceduto ultimamente ad una innovazione non so quanto legittima e cioè alcuni tratti di una diecina di Km  ciascuno della superstrada sono stati, come per miracolo,  trasformati in autostrada e quindi completati di casello per il pedaggio!

Si legge che il Comune di Grosseto grazie al suo autovelox qui installato, incamera ogni anno oltre quattro milioni di Euro!!! Quale pacchia! E il Comune o chi per esso, per i pochi metri di efficacia dell’autovelox ha imposto un limite di 70 Km orari senza ragione apparente, se non quella del bene dell’automobilista!!! Infatti immediatamente prima il limite è di 110 Kmh e immediatamente dopo di 90! L’autovelox, inoltre, è imboscato in una stazione di servizio, il che cozza chiaramente con le disposizioni del Codice della Strada che ben altri requisiti impone e ordina ai fini della massima visibilità, cosa impossibile in una stazione di servizio! Altro che bene dell’automobilista! Ci si chiede  gli organi di controllo o almeno le associazioni di categoria dove siano e se vivi.

Oltre a quanto fin qui ricordato, l’automobilista incappato nell’italico autovelox di Grosseto, ha avuto due altre esperienze che lasciamo valutare al lettore: la raccomandata della multa è stata spedita dalla Polizia Urbana in epoca Covid nel periodo esatto in cui un decreto ministeriale espressamente vietava di spedire raccomandate per multe! La Polizia Urbana? Fai ricorso! Il sindaco? Zero risposta!

Quindi ricorso al Giudice di Pace di Grosseto: spese, tempo, distanza, assistenza legale in quanto la multa lievitata a oltre mille Euro! Al momento della udienza, qualche settimana fa, l’automobilista, dopo un viaggio  di non poche centinaia di Km con la moglie (circa 170 anni in due), appena entra nell’ufficio del Giudice di Pace si sente dire  che la seduta non può aver luogo perché il Comune di Grosseto non è stato informato del ricorso dalla cancelleria! Non una parola di scuse per il pesante disagio arrecato ai malcapitati, nulla! Figurarsi al prestigio della giustizia. Tutto rinviato a giugno 2024!!! Qualche modesta obiezione ha come risposta il Giudice di Pace che alza sempre più la voce fino a quasi urlare che lui non ha nessuna colpa del fatto!

Nessun commento, anche se ce ne sarebbero: solo la solita domanda: dove sono i ben pasciuti e ben mantenuti organi di controllo? Tali macroscopiche disfunzioni a danno del cittadino? Un tale giudice barzelletta? Il fascicolo che si apre il giorno della seduta?

Un secondo automobilista è incappato nell’autovelox del comune ciociaro di Veroli collocato su una superstrada principale ma da sempre secondaria  con limite di 90 Kmh. Assieme a quello quasi dirimpettaio sull’altra carreggiata, detti autovelox  sono i soli due rimasti in funzione di circa trenta fatti installare in provincia anni addietro da un prefetto ricordato in realtà per le sue poesie. Dopo di lui altri prefetti li hanno aboliti quasi tutti, eccetto, stranamente, questi due di Veroli e di Monte S.Giovanni C. che pure, secondo le disposizioni del Codice della Strada, sono o dovrebbero essere in dubbio quanto a liceità poiché non rispondono alle norme ben illustrate concernenti le  variazioni altimetriche e la incidentalità notoriamente non documentata in quei luoghi!

Il Comune di Veroli, grazie al suo autovelox, incassa ogni anno circa un milione di Euro e l’altro un pò di meno dicono, comunque gratuita cuccagna. L’automobilista si reca alla Polizia Urbana per ritirare i documenti della multa: un vigile addetto alla portineria lascia entrare e indirizza all’ufficio apposito: si vedono in giro uno appresso all’altro undici PC e l’impiegato presente consegna i documenti e mostra le foto dell’autovelox: stranamente in nessuna foto è visibile la vettura in oggetto e il fotogramma che giustifica e documenta la multa è quello qui allegato: visibile solo un numero e intorno nero pesto: nemmeno la targa, solo il numero! Come possibile? Quale eccezionale miracoloso autovelox!!! L’automobilista manifesta i propri dubbi  al comandante della Polizia: tutto è in ordine,  fai ricorso!

Quindi ricorso, spese, perdite di tempo. E’ stato ribadito più volte sia dai Giudici sia dalla Cassazione che i fotogrammi e le altre immagini devono essere illustrative alla perfezione delle riprese dell’autovelox: qui non ci sono riprese della vettura e il fotogramma della multa è un  numero immerso nel nero e nemmeno la targa visibile, solo il numero!!! Tutto lecito? E la Prefettura? E i controlli? E i disagi dell’automobilista?  E l’offesa alla Giustizia e alle regole?

Michele Santulli

 

Redazione

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