In coppia “cultura e denaro” sono letali come l’atomica

In coppia “cultura e denaro” sono letali come l’atomica
n coppia “cultura e denaro” sono letali come l’atomica
In Italia si parla di cultura fino alla nausea, come fosse la prima finalità democratica da perseguire senza badare a spese.
Ma la cultura è solo un mezzo double face che può essere impiegato per un uso democratico inclusivo utile alla collettività; o antidemocratico, utile solo a le élites rapaci.
Il progresso culturale illimitato (al pari di quello finanziario accentratore di ricchezza in mano a pochissimi paperoni mondiali) non genera sufficiente sviluppo occupazionale e quindi esclude una grande quantità di soggetti qualificati a cui non resta che vagare per il mondo rincorrendo il miraggio del lavoro dignitoso e produttivo, o come in Italia rassegnarsi allo sfruttamento o peggio alla schiavizzazione.
A cui segue inesorabile la crescita dell’analfabetismo di ritorno dei laureati disoccupati o sottoccupati per decenni,  prova evidente che la cultura che non garantisce giustizia e sicurezza è un mezzo esclusivo non inclusivo, e quindi letale nelle democrazie e vitale nelle dittature.
In coppia, “sapere e denaro” sono l’ultimo modello di arma in mano ai potenti veri.
Lo sviluppo accelerato e ingovernabile della cultura (come della Finanza) sta accrescendo il numero dei cervelli condannati allo sfruttamento o all’emigrazione.
Oggi si parla di intelligenza artificiale ed è sterminata la platea di intellettuali che non sanno cosa sia; quali benefici reali potrà portare alla collettività o quali costi e danni irreparabili e assassini potrà aggiungere a quelli già esistenti.
Quindi, dove servirebbe inclusione e partecipazione democratica, i popoli che puntano all’accrescimento illimitato e incontrollato della cultura, predispongono i sistemi sociali più alla povertà, allo sfruttamento, alla barbarie che alla civiltà.
Vedi Italia, primatista mondiale di cultura ed esportatrice di cervelli manco fossero cavolfiori; ma con un debito pubblico astronomico e un popolo impoverito, disoccupato, sottoccupato, rassegnato e a rischio estinzione per insanabile denatalità.
Nei paesi occidentali, la crescita accelerata della cultura in coppia col potere tirannico della finanza, hanno prodotto devastazioni senza precedenti storici.
E il problema si trascina in governato da decenni. Tant’è che nel 1970 Ivan Illich, intellettuale austriaco libero e coraggioso, suggerì di “Descolarizzare la società” per salvare l’Europa.
Cioè un colpo di freno allo sviluppo culturale accelerato e incontrollato, che da svariati decenni garantisce solo recessione occupazionale e salariale, suicidio dei piccoli imprenditori, ed emigrazione di cervelli; utile a banchieri e multinazionali per conservarsi il primato della cultura e della finanza sulla politica, nonché la conversione dei popoli europei, da sovrani ricchi a sudditi con le pezze in ….
Franco Luceri
Ivan Illich
(Descolarizzare la società)”La scuola obbligatoria, la scolarità prolungata, la corsa ai diplomi, l’università di massa: differenti aspetti di quel medesimo falso progresso che consiste nella preparazione di studenti orientati al consumo di programmi scolastici e di merci culturali studiate per imporre il conformismo sociale, l’obbedienza alle istituzioni. Anche la strutturazione del profilo degli insegnanti, per promuovere una didattica basata sul modello della trasmissione delle conoscenze, ha lasciato l’uomo della società dell’informazione e dei consumi privo di mezzi e ancora più esposto al rischio di una mistificazione strumentale delle sue qualità migliori.”

Antonio Peragine

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