Perché l’attacco al ponte Kerch evidenzia manovre contro Putin?

Perché l’attacco al ponte Kerch evidenzia manovre contro Putin?
Di euronews 
Il ponte Kerch   –   Diritti d’autore  AP/Russian Investigative Committee

I russi hanno riaèerto il traffico sul ponte Kerch, mentre l’inchiesta per accertare fatti e responsabilità è al suo inizio. Tra rimpalli di responsabilità.

Putin ha istituito una commissione d’inchiesta governativa per far luce sull’accaduto, presieduta dal vicepremier Marat Khusnullin. A caldo l’Ucraina ha brindato provocatoriamente, pubblicando sul profilo Twitter del segretario del Consiglio di sicurezza Oleksiy Danilov le immagini dell’esplosione accanto a quelle di Marilyn Monroe che intona a Jfk ‘Buon compleanno, mr. Presidente’, all’indomani dei 70 anni dello zar; mentre il braccio destro di Volodymyr

Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha avvertito che “è solo l’inizio” e “tutto ciò che è illegale deve essere distrutto”. E anche la Difesa di Kiev ha evocato la vendetta: “L’incrociatore Moskva e il ponte di Kerch – due noti simboli del potere russo nella Crimea ucraina – sono stati abbattuti. Russi, quale sarà il prossimo nella lista?”.

Per Mosca, ce n’è abbastanza per un’ammissione di colpa. “La reazione del regime di Kiev alla distruzione di un’infrastruttura civile evidenzia la sua natura terroristica”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Ma dopo alcune ore è stato lo stesso Podolyak a evocare la pista interna, visto che il tir arrivava dal territorio russo, definendo questo “clamoroso incidente” come “una manifestazione del conflitto” tra le forze di sicurezza russe, in particolare “tra l’Fsb (i servizi di sicurezza, ndr) da un lato e il ministero della Difesa e lo Stato maggiore dall’altro”.

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Ponte Kerch, oltre i simboli

Il simbolo della presenza di Mosca in Ucraina in fiamme dopo la potente esplosione di un camion bomba.

Alle 6.15 di stamattina, il ponte sullo stretto di Kerch, che collega la Russia alla Crimea annessa nel 2014, è stato avvolto da una nube di fuoco. Il rogo si è esteso a sette serbatoi di petrolio trasportati da un treno nelle vicinanze e ha provocato il crollo di almeno due corsie. Un attacco che ha provocato almeno tre vittime e messo a nudo tutta la fragilità dell’apparato di sicurezza di Vladimir Putin, che in serata si è affrettato a firmare un decreto per rafforzare la sorveglianza sul ponte e il gasdotto che collega la penisola alla regione russa di Krasnodar, da cui sarebbe partito il veicolo carico di esplosivo. Allo stesso tempo, Mosca ha subito tentato di restituire un’impressione di normalità, riaprendo dopo poche ore il ponte più lungo d’Europa ai mezzi leggeri – anche se solo lungo una corsia – e al transito ferroviario, con un rafforzamento dei controlli ai check point, da cui il tir imbottito di esplosivo sarebbe passato senza problemi. E anche i lavori di riparazione sono già stati annunciati.

**Ricostruzione e dinamica dei fatti **

Le ricostruzioni sulla dinamica restano intanto confuse. Secondo il canale Telegram russo Mash, ritenuto vicino agli 007, il camion bomba è riuscito a passare indenne i controlli al check point in arrivo dalla regione di Krasnodar. Il mezzo, non ispezionato ai raggi X, avrebbe trasportato pellet. Un giallo avvolge poi l’autista del tir. Il proprietario sarebbe un residente di Krasnodar, identificato da alcune fonti come Boris Yusubov, 33 anni, e da altre come Samir Yusubov, di 25: in entrambi i casi, non è certo che fosse anche la persona alla guida del mezzo, visto che il primo lo avrebbe venduto, senza che però venisse reimmatricolato, e il secondo risulta irreperibile, ma lo avrebbe prestato allo zio Mahir. Un intrico che dovrà essere sciolto dagli investigatori di Putin.

In queste ore caotiche, i media ucraini hanno anche diffuso la notizia di arresti di personale militare a Mosca, compiuti sotto la guida delle unità d’élite della divisione operativa Dzerzhinsky. Notizie non confermate dalle autorità russe, nel giorno in cui il generale Serghei Surovikin è stato nominato al

comando delle operazioni in Ucraina.

Verso il colpo di Stato in Russia?

Vladimir Putin ha perso il controllo dei servizi segreti ed “è molto probabile che le esplosioni sul ponte di Crimea siano state organizzate da rappresentanti delle forze di sicurezza russe, che si oppongono a vicenda”. Lo sostiene Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dell’Ufficio del Presidente, che in tv, come riporta Unian, afferma che a suo avviso “la situazione nella Federazione Russa potrebbe molto

probabilmente trasformarsi in un colpo di stato” e infatti “il personale militare è già detenuto a Mosca”.

Per Podolyak l’esplosione sul ponte di Crimea è l’ultimo tassello di un processo che “indica che nella società russa si stanno sviluppando i presupposti per un colpo di stato ma è troppo presto per parlare del suo approccio”.

Il consigliere di Zelensky osserva che il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, e il capo del gruppo Wagner Yevgeny Prigozhin hanno formato un asse contro il ministro della Difesa Serghei Shoigu e lo stato maggiore della Federazione Russa.

Redazione

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