Come l’Europa vorrebbe che fosse il reddito di cittadinanza

Come l’Europa vorrebbe che fosse il reddito di cittadinanza
© Dursun Aydemir / Anadolu Agency via AFP - Nicolas Schmit

Per il commissario per l’occupazione e i diritti sociali, Nicolas Schmit, è importante “che il reddito minimo sia legato fortemente alle politiche di accompagnamento e di inclusione nel mercato del lavoro”

 I Paesi membri dell’Ue sono chiamati a migliorare e a modernizzare i loro regimi di reddito minimo affinché riescano nell’obiettivo di far uscire le persone dalla povertà e di promuovere, allo stesso tempo, l’integrazione nel mercato del lavoro di quanti possono lavorare. È il contenuto della proposta di raccomandazione al Consiglio su un reddito minimo adeguato presentata oggi dalla Commissione europea.

La Commissione sottolinea che “i regimi di reddito minimo non sono uno strumento passivo, ma fungono da trampolino di lancio per migliorare l’inclusione e le prospettive occupazionali“, trovando equilibrio tra alleviare la povertà, incentivare il lavoro e mantenere costi di bilancio sostenibili.

“Un reddito minimo adeguato è molto importante nell’attuale contesto di aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, poiché le misure di reddito possono essere mirate a beneficio specifico dei gruppi vulnerabili”, scrive la Commissione nella sua raccomandazione.

La proposta mira anche a contribuire il raggiungimento sia gli obiettivi sociali dell’Ue per il 2030, ovvero ridurre il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione di almeno 15 milioni di persone, come stabilito nel Piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali, sia quello di dare lavoro ad almeno il 78% della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni.

La Commissione spiega che, sebbene il reddito minimo esista in tutti gli Stati membri, le sue modalità di attuazione variano in modo significativo. Il testo raccomanda quindi agli Stati membri di migliorare l’adeguatezza del sostegno al reddito. Innanzitutto, stabilendo il livello di sostegno al reddito attraverso una metodologia trasparente e solida. E poi raggiungendo “il livello adeguato di sostegno al reddito al più tardi entro la fine del 2030, salvaguardando la sostenibilità delle finanze pubbliche” e “riesaminando annualmente e adeguando, se necessario, il livello di sostegno al reddito”, ha spiegato la Commissione.

L’esecutivo europeo raccomanda ai Paesi anche di migliorare la copertura e l’adozione del reddito minimo attraverso una metodologia trasparente e solida e con procedure di richiesta “accessibili, semplificate e accompagnate da informazioni di facile utilizzo”. Inoltre, “la decisione sulla domanda di reddito minimo dovrebbe essere emessa entro 30 giorni dalla sua presentazione, con la possibilità di riesaminare la decisione”, ha specificato l’esecutivo europeo.

“I programmi di reddito minimo dovrebbero rispondere alle crisi socioeconomiche, ad esempio introducendo una maggiore flessibilità in materia di ammissibilità”, si legge nei documenti. La raccomandazione invita i Paesi a migliorare l’accesso a mercati del lavoro inclusivi, in quanto “le misure di attivazione dovrebbero fornire incentivi sufficienti per ri-entrare nel mercato del lavoro, con particolare attenzione ai giovani adulti”, ad esempio attraverso istruzione e formazione inclusive, nonché un sostegno al post-collocamento e al tutoraggio.

In più, “dovrebbe essere possibile combinare il sostegno al reddito con il reddito da lavoro per periodi più brevi, ad esempio durante il periodo di prova o di tirocinio”. La Commissione raccomanda ai Paesi di migliorare l’accesso ai servizi abilitanti ed essenziali, come l’assistenza sanitaria, la formazione e l’istruzione. I servizi di inclusione sociale, come la consulenza e la formazione, dovrebbero essere disponibili per chi ne ha bisogno. Inoltre, i beneficiari dovrebbero avere accesso ai servizi essenziali, come l’energia.

Nel testo si invita i Paesi a promuovere un sostegno personalizzato, dopo una valutazione individuale e multidimensionale dei bisogni per identificare sia le barriere che i beneficiari incontrano per l’inclusione sociale e l’occupazione sia il sostegno necessario per affrontarle. “Su questa base, entro tre mesi dall’accesso al reddito minimo, i beneficiari dovrebbero ricevere un piano di inclusione che definisca obiettivi comuni, un calendario e un pacchetto di sostegno su misura per raggiungerli”, ha chiarito la Commissione.

L’ultima raccomandazione è quella di aumentare l’efficacia della governance delle reti di sicurezza sociale a livello europeo, nazionale, regionale e locale, nonché dei meccanismi di monitoraggio e rendicontazione. “I finanziamenti dell’Ue sono disponibili per sostenere gli Stati membri nel miglioramento dei loro regimi di reddito minimo e delle infrastrutture sociali attraverso riforme e investimenti”. Una volta che il Consiglio avrà adottato la raccomandazione su un reddito minimo adeguato, gli Stati membri dovranno riferire alla Commissione ogni tre anni sui loro progressi nell’attuazione.

Il reddito di cittadinanza secondo Bruxelles

“Se si abolisse di punto in bianco” il reddito di cittadinanza “facendo sì che quelli che non hanno accesso al lavoro si trovino in una situazione di privazione assoluta e povertà, nella speranza che queste persone si precipitino sul primo lavoro che trovano, credo non funzionerebbe. Quello che è importante è che il reddito minimo sia legato fortemente alle politiche di accompagnamento e di inclusione nel mercato del lavoro“. Lo ha dichiarato il commissario per l’occupazione e i diritti sociali, Nicolas Schmit, risponendo a una domanda sull’ipotesi di cancellare il reddito di cittadinanza in Italia.

“La questione è sostituirlo con cosa”, ha aggiunto. “Se non si hanno politiche attive nel mercato del lavoro, effettivamente si corre il rischio che le persone non accettino un lavoro. Sta ai Paesi membri attuare misure e servizi per l’impiego per far sì che il posto di lavoro sia la vera prospettiva e il reddito minimo un sostegno“, ha specificato ancora.

“In questo contesto – conclude – se si percepisce il reddito minimo e si trova un posto di lavoro solo per qualche ora, spesso si perde il reddito minimo. Allora proponiamo di associare il reddito del lavoro offerto al reddito minimo almeno per un periodo”

AGI

 

Redazione Radici

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