L’importanza del voto del 25 settembre

L’importanza del voto del 25 settembre
Fonte immagine: Wikimedia Commons/Governo italiano

di Donatello D’Andrea

Mancano pochi giorni al voto. L’Italia si prepara ad affrontare un periodo molto difficile della sua storia, tra la crisi energetica, un declino sociale e politico che sembra irreversibile e una guerra che dura ormai da sei mesi, e chiunque sarà al governo nei prossimi mesi, non potrà ignorare questi dossier.

Al contrario di quanto si creda comunemente, anche gli altri Paesi osservano lo svolgersi del voto. Le elezioni parlamentari italiane, insomma, rientrano in quelli che potrebbero essere considerati “eventi influenti”.

Non tanto per la caratura dei politici espressi – in realtà la politica, gli uomini politici, c’entra molto poco. Sono ben altri i fattori che costringono gli altri a seguire quanto succede a Roma.

Le ragioni che spingono Francia, Germania, USA e anche la Cina a seguire il voto italiano attengono soprattutto a due fattori: la geografia e la collocazione internazionale del Belpaese.

Sul primo punto si è già scritto in passato, disquisendo sulla particolare posizione geografica della penisola, immersa quasi completamente nel Mediterraneo, un bacino marittimo che incrocia ben tre continenti: l’Europa, l’Africa e l’Asia. L’Italia si trova in mezzo a questo crocevia strategico con la possibilità di condizionarne i movimenti e le rotte, se solo lo volesse.

Questa posizione privilegiata fa gola a molti Paesi, tra cui la Cina, la quale negli ultimi anni si è interessata alle infrastrutture strategiche (come i porti) di alcuni Paesi europei, come la Grecia, e vorrebbe fare la stessa cosa con quelle italiane – tipo Trieste.

Sul secondo punto c’entra anche la guerra in corso. Sul ring elettorale si affronteranno partiti che credono nell’atlantismo – o hanno iniziato a ri-crederci, come Fratelli d’Italia – e i sostenitori della Russia di Putin. Il fronte occidentale non è mai stato così debole e il risultato di queste elezioni potrebbe indebolirlo ulteriormente. Con l’arrivo dell’inverno, e con la penuria di gas, la fedeltà atlantica potrebbe venir meno e potrebbe spingere un eventuale governo di centrodestra a mettere in dubbio le sanzioni. A questo proposito risponde il dossier d’intelligence – in questi casi si dice ad “orologeria” – de-secretato nei giorni scorsi dall’amministrazione Biden circa il finanziamento russo di taluni partiti occidentali. Gli Stati Uniti guardano all’Europa, e all’Italia, e promettono di tenere unito il fronte occidentale anche ricorrendo a questo tipo di mezzi di persuasione.

Pechino resta alla finestra, nella speranza di poter trovare il 26 settembre un governo a lei più favorevole, come quello che nel 2019 favorì la sottoscrizione di un memorandum d’intesa sulla Nuova Via della Seta. Da tempo la Cina brama di penetrare nel mercato unico europeo per sfogare il suo surplus produttivo. Inoltre, ci sono motivazioni squisitamente politiche e strategiche: l’Italia è il ventre molle dell’Alleanza Atlantica e il punto di partenza per sfilacciare il legame euro-americano.

Ecco perché, il 25 settembre potrebbe essere una data importante per l’Italia

Redazione Radici

Donatello D'Andrea

Donatello D'Andrea

Classe 1997, lucano doc (non di Lucca), ha conseguito la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e frequenta la magistrale in Sistemi di Governo alla Sapienza di Roma. Appassionato di storia, politica e attualità, scrive articoli e cura rubriche per alcune testate italiane e internazionali.

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