Come il filosofo tarantino Archita ha salvato Platone dalla morte. Una storia sconosciuta

Come il filosofo tarantino Archita ha salvato Platone dalla morte. Una storia sconosciuta

Di Apostolos Apostolou

Platone compì in tutto tre viaggi in Italia. Il primo, quello in cui conobbe Archita, si svolse presumibilmente introno al 380 a.C., quando Platone era sui quarant’anni di età e progettava di dar vita all’Accademia. Il secondo viaggio avvenne nel 367. Platone fu invitato a Siracusa da Dione, cognato dal giovane tiranno della città Dionisio II. Dione aveva conosciuto Platone durante il suo precedente viaggio ed era suo fervido ammiratore. Il terzo viaggio in Italia fu compiuto, sempre a Siracusa, nel 361 per tentare di ricomporre la situazione di crisi. L’obiettivo di Platone era quello di rendere capace il giovane Dionisio di far fronte al compito di arrestare l’avanzata dei Cartaginesi in Sicilia, facendo di Siracusa il centro di una forte monarchia costituzione che raccogliesse tutte le città greche di Sicilia. Dionigi tuttavia non era cambiato e anche questo tentativo di dar vita a una sorta di costituzione fallì miseramente. Platone fu inoltre arrestato e corse il rischio della vita, riuscendo a tornare ad Atene solo grazie alla mediazione di Archita.

Platone in principio fu servo d’ Archita. Archita era un filosofo Pitagorico è stato anche matematico e politico. Appartenente alla “seconda generazione” della scuola pitagorica, ne incarnò i massimi principi secondo l’insegnamento dei suoi maestri Filolao. Nacque a Taranto, città della quale fu “stratego massimo” nella prima metà del IV secolo a.C. proprio nel periodo in cui la città raggiungeva l’apice del suo sviluppo economico, politico e culturale. Archita condusse una vita austera, improntata a uno stretto autocontrollo nel rispetto delle rigide regole della setta pitagorica, ma non priva di umana socievolezza. Platone da servo d’Archita esisteva grande amico d’ Archivo e lui ispirato alla tua teoria. Quando ha capito che la vita di Platone era in pericolo dal tiranno Dionisio Architta indirizzò a Dionisio una lettera e lo pregò vivamente. Fu egli a salvarlo in Atena.
Che cosa ha scritto il filosofo tarantino Archita: «Noi tutti amici di Platone ti abbiamo inviato Lamisco e Fotida con loro seguito per riprendere il filosofo secondo l’ accordo da te stipulato. Rettamente agirai, sol che ricordi quella premura con cui tu pregavi noi tutti perché Platone venisse da te. Tu cosa degna ritenesti fatelo amico ed offrirgli ogni garanzia ed in particolare la sua personale incolumità, sia che volesse restare sia che volesse partirsene. Ricordati anche di questo: in molto conto tu tenesti il suo arrivo presto di te e lo amavi da quel tempo come nessun altro di quelli che sono alla tua corte. Se è sorto qualche screzio, devi essere umano e restituirci incolume quell’ uomo. Solo cosi, opererai il giusto e avrai gratitudine da parte nostra.»
Con queste parole il filosofo tarantino Atchita ha salvato Platone. Una storia sconosciuta a molti.

Apostolos Apostolou
Scrittore e Prof. di Filosofia

Redazione Radici

 

Daniela Piesco

Daniela Piesco

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