Affama intellettuali, sfama manovali e il Mondo và

Affama intellettuali, sfama manovali e il Mondo và
Se continuassi a ripetere come un disco rotto che in Italia e nel mondo l’impoverimento culturale sta generando imbarbarimento sociale, incasserei un diluvio di standing ovation. Ma ora che scuola e professori sono diventati il bersaglio preferito dell’informazione ho cambiato idea e magari dovrò accontentarmi di fischi e pernacchie.
Ora temo che sia l’arricchimento finanziario e l’impoverimento morale non culturale a rovesciare il cervello degli “intellettuali” come una manica di camicia.
Nei millenni e nei secoli la cultura è andata crescendo di qualità ininterrottamente, e le potenzialità del cervello umano altrettanto.
Gli uomini erano, sono e resteranno sempre di due razze: gli istruiti ricchi che vogliono conservare lo status dei loro privilegi, (che di fatto sono appropriazioni legalizzate); e gli ignoranti poveri, che quello status assassino vorrebbero fermarlo per guadagnare almeno una buona morte dopo una cattiva vita, ma chi ha potere culturale, politico o economico, glielo impedisce a colpi di leggi, decreti e regolamenti.
E quando questi non bastano, invasioni, guerre e genocidi per tenersi stretta la propria refurtiva spacciata per inviolabile diritto.
Chi si è inventato diecine di colori di razze umane: Bianchi, Rossi, Verdi, Gialli o Arcobaleno, lo ha fatto per impedirvi di capire che in qualunque angolo del pianeta, di razze ci sono soltanto due: RICCHI RAPACI e POVERI AFFAMATI.
A prescindere dalla sua intelligenza e cultura, l’individuo che non ha soldi si lambicca il cervello notte e giorno per rimanere a galla cercando di smascherare le soluzioni finte e funzionali a l’arricchimento dei ricchi e allo sfruttamento assassino dei poveri.
Ma se quello stesso individuo, dalla sera alla mattina dovesse arricchire, in un nanosecondo incomincerebbe a considerare i drammatici problemi nazionali e planetari come perturbazioni metereologiche che non lo riguardano, da quando possiede l’ombrello del denaro per proteggersi dai nubifragi d’impoverimento.
Si riempie le tasche di soldi e carte di credito, e corre a spendere e divertirsi come se vivesse nella migliore democrazia del mondo. E magari è suddito della peggiore dittatura.
Prendete pure con beneficio di inventario questa mia affermazione perché in fatto di scienze sociali e umanistiche, più che addetto ai lavori, sono un passante per caso.
Ma temo che a formare cittadini sovrani degni di questo nome, sia più efficace la povertà finanziaria che la ricchezza culturale indotta dalla migliore istruzione e dalla migliore informazione di questo mondo.
Posto che la cultura ha migliorato l’uomo per millenni finché lo ha lasciato povero. Poi la stessa cultura che ha prodotto miliardi di geni non è riuscita a fermare l’imbarbarimento da quando gli intellettuali hanno incominciato ad arricchire al pari o più dei banchieri.
Ora è inevitabile che i popoli istruiti informati e ricchi, siano ricchi di rogne ingovernabili.
La ricchezza manda in villeggiatura i migliori neuroni del mondo; mentre la povertà, (zoppi o sciancati) li rimette in servizio e li spreme H24.
Questa è la ragione per cui in Italia la stessa super cultura che per millenni ha indotto civiltà e benessere, ora sta generando la peggiore catastrofe socio politico economica dell’umanità.
Qualunque individuo istruito ha ragione di dirsi intelligente, solo se fa dipendere la sua sopravvivenza da soluzioni funzionali a l’interesse collettivo, non da quelle che confliggono creando impoverimento per gli altri e arricchimento per sé.
È una ipotesi, non prendetela per verità evangelica, “Pensateci!”.
Ma prima di rimettervi in moto i neuroni, svuotatevi le tasche dai contanti, che al vostro buon senso fanno da immodificabile servofreno di cui non avete più il controllo.
Forse il cervello umano è fatto in modo da “impedire” a qualunque soggetto razionale di sacrificare da suicida la propria condizione economica sull’altare del bene comune:
al medico, di estinguere la razza dei malati rimettendoli in salute; all’avvocato quella dei litigiosi consumatori di sentenze;
all’ingegnere quella dei palazzinari abusivi;
al commercialista quella degli affaristi evasori;
al politico quella degli elettori da ubriacare di demagogia;
al burocrate quella degli utenti da fare cornuti e mazziati.
Insomma c’è il serio rischio che noi umani si perda il controllo del cervello quando si è raggiunto un livello di benessere economico che è giusto conservare, pur sapendo di arrischiare la vita di milioni e miliardi di sfruttati, affamati, malati, disperati.
Questa è la vera ragione per cui una volta uccideva solo la povertà, ora uccide ancora peggio la ricchezza. Il denaro annebbia il cervello a qualunque umano razionale, e a quelli armati di sapere, avere e potere, (salvo rare e illustrissime eccezioni) lo devasta ben oltre la pazzia.
La catastrofe sociale dei paesi ricchi e progrediti come l’Italia, non è imputabile al calo di qualità della cultura, ma al crollo verticale della moralità dei suoi sacerdoti.
Una volta era l’ignoranza e la povertà a sterminare poveri. Ora non li spreme e li uccide la cattiva istruzione, ma la fame insaziabile  di saggi, ricchi e potenti a cui il denaro ha dato alla testa.
Franco Luceri
Redazione Radici
Daniela Piesco

Daniela Piesco

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