La governabilita’

 La governabilita’
Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Mario Draghi con il nuovo Governo, oggi 13 febbraio 2021. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

L’attuale governabilità sembrerebbe ancora ammissibile. Il Centro/Sinistra che amministra il Paese, avrà, però, anche bisogno di “puntelli” a livello potere legislativo. Cioè in Parlamento. A questo punto, tornano le nostre perplessità sulla solidità di un Esecutivo che potrebbe essere sfiduciato nelle aule del Potere Legislativo ridimensionato. Mentre l’intesa dell’Esecutivo procede nella “polemica”, l’Italia sembra aver superato, a nostro avviso, l’ultima “linea” di ritorno. La presenza dei Partiti del “non” dialogo ci rende ancora molto cauti nell’esprimere concrete considerazioni. Anche per evitare interpretazioni di comodo.

A punto in cui siamo, la governabilità è un ripiego per allungare la sopravvivenza di un sistema che pochi avrebbero l’audacia d’eliminare dal fronte politico nazionale. Dietro quest’apparente “regolarità” c’è, però, un Popolo che pretende quel cambiamento ora possibile. La situazione non è, però, da confondere con le strategie dei partiti che avranno un loro valore là dove ci saranno anche delle consultazioni regionali.

Se questo Esecutivo sgarrasse da quanto evidenziato nel suo accomodato programma, perderebbe anche la “fiducia”; producendo addirittura un’incrinatura negli stessi partiti di maggioranza relativa.

La crisi politica, allora, spazzerebbe via, gioco forza, anche chi avrebbe ancora qualche buona carta in mano da giocare. Previsione, comunque, da considerare dopo il risultato delle consultazioni referendarie. Sulle spalle dell’Italia Stellata restano, però, i dibattuti termini di una linea di “confine” che separa la Maggioranza dall’Opposizione. Col 2022, i “nodi” della governabilità verranno, comunque, al pettine e saranno motivo di nostre valutazioni. Intanto, il Paese si prepara a valutare i cinque referendum.

Giorgio Brignola

Redazione

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