“A chance in life” raccoglie fondi per i rifugiati ucraini in italia

“A chance in life” raccoglie fondi per i rifugiati ucraini in italia
A Chance in Life, associazione benefica d’origine italiana con base a New York, sta raccogliendo donazioni per i rifugiati provenienti dall’Ucraina. La somma raccolta, che ha superato i 100.000 dollari in pochi giorni, permetterà alle sedi italiane dell’organizzazione di accogliere le famiglie scappate dalla guerra, formate in particolare da donne e bambini. Gli uomini fino ai 60 anni, infatti, verranno costretti a combattere in Ucraina”.
Come racconta Emma Pistarino in un articolo pubblicato oggi da La Voce di New York, “l’iniziativa è stata ideata dal direttore della Repubblica dei Ragazzi di Civitavecchia padre Raffaele Diaz, che è stato subito supportato nei suoi intenti dal presidente dell’organizzazione Gabriele Delmonaco.

La struttura messa a disposizione è inclusa nel campus di dieci ettari della Repubblica, parte del quale è rimasto inutilizzato per alcuni anni. Al momento, infatti, l’associazione raccoglie 50 ragazzi e ragazze ai quali vengono offerte varie attività formative, non abbastanza da riempire tutti gli edifici a disposizione.

A Chance in Life, recentemente, ha fornito fondi per la ristrutturazione di uno di questi, che sarebbe dovuto diventare un ostello della gioventù per la stagione estiva.
Proprio padre Diaz ha pensato di offrire le camere ad alcune delle molte famiglie ucraine che ci si aspetta arrivino in Italia nei mesi a venire.

“Si stima che 900.000 rifugiati [ucraini] raggiungeranno l’Italia, dove c’è già la più grande comunità ucraina d’Europa”, ha dichiarato Delmonaco in una richiesta di donazioni postata sui social. “Necessiteranno cure immediate e supporto continuativo nel tempo. Noi siamo pronti ad aiutarli”.
L’obiettivo è di raccogliere 16.500 dollari per ogni rifugiato, che è la cifra stimata per offrire loro un anno di assistenza. Questa non include solo vitto e alloggio, ma anche e soprattutto una serie di progetti volti all’integrazione, grazie al sostegno di psicologi, assistenti sociali ed educatori.
“La problematica più grande sarà l’inserimento nella società, o il ritorno a casa se desiderato e se la situazione lo consentirà”, ha commentato padre Diaz parlando degli aspetti più delicati del processo d’accoglienza. “Il tempo sarà una sfida. Le famiglie hanno bisogno di privacy, e la vita in comunità per un lungo periodo può essere dura”.

Il direttore ha poi parlato dei cambiamenti che stanno mettendo in atto per rendere l’ostello, organizzato per brevi permanenze soltanto, adatto ad ospitare famiglie con bambini per un anno circa. Questo periodo di stallo, forzato dal processo d’arrivo che dev’essere istituzionalizzato e gestito da ministero degli esteri e prefetture, serve anche a trovare traduttori ed altri professionisti che si possano occupare delle trenta persone circa che arriveranno a Civitavecchia.
È la prima volta che la Repubblica dei Ragazzi si mette in campo in maniera diretta nell’accoglienza dei rifugiati, grazie soprattutto alla coincidenza di aver appena ristrutturato un edificio ideale allo scopo.

“In passato abbiamo accolto minori non accompagnati che erano profughi, spesso arrivati in clandestinità”, ha ricordato padre Diaz. “Alcuni venivano da paesi come l’Afghanistan, altri da paesi africani in guerra. Siamo una struttura per ragazzi: abbiamo giochi, campi sportivi, spazi adatti a queste famiglie”.

Al momento, “A Chance in Life” sta cercando altri spazi nel resto d’Italia dove ospitare i rifugiati in fuga dalla guerra. La richiesta, infatti, è significativa.
“La copertina del New York Times del 7 marzo mostra una madre e i suoi due bambini, uccisi da un attacco russo mentre cercavano di scappare dalla guerra. Quest’immagine rimarrà con noi per sempre”, ha dichiarato Delmonaco.

“Altre madri, bambini e uomini sono stati più fortunati e sono riusciti ad abbandonare il paese. Con il vostro supporto, A Chance in Life è pronta a provvedere aiuti durante il processo di ricollocamento. Insieme tutto è possibile”

Redazione Radici

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