La crociata verso la Germania slavica e le crociate del nord

La crociata verso la Germania slavica e le crociate del nord

Monaci Guerrieri sul Baltico

La Crociata dei Venedi

Di Chiara Fiaschetti

I Venedi erano le popolazioni di slavi occidentali stanziate nelle attuali Germania e Polonia. Gli storici ritengono che i tedeschi utilizzavano il termine venedi per indicare coloro provenienti dalla Vistola durante il fenomeno delle cosiddette “invasioni barbariche”; successivamente, con il termine venedi ci si riferiva, più in generale, ai popoli slavi dei confini orientali.

Vicino la dorsale sinistra [dei Carpazi] che inclina verso nord e a cominciare dalle sorgenti della Vistola, dimora la popolosa schiatta dei Venethi, occupando un’ampia distesa di terra. Sebbene i loro nomi siano ora dispersi tra varie genti e vari luoghi, non di meno essi sono chiamati Sclaveni e Anti’ (Jordanis V, 34).”.

Questa è la testimonianza che lo storico Jordanes ci ha lasciato nel VI secolo. Come si può dedurre da questa testimonianza, quello dei Venedi non era un popolo omogeneo, si trattava infatti di varie tribù e gruppi etnici.

La crociata diretta contro i Venedi comprende una serie di spedizioni militari a partire dal 1147, anno in cui si consuma anche quella conosciuta come seconda crociata.
Nel XII secolo, nonostante la cristianizzazione dei Balcani e dell’Europa Settentrionale, e avvenuta nel IX-X secolo, molte popolazioni slave professavano ancora il Cristianesimo.
Nel 1130, Niklot, Re degli Obodriti – tribù appartenente alla stirpe dei Venedi – , tentava con tutte le sue forze di resistere alle incursioni da parte dei principi tedeschi e dai cristiani, che rischiavano di mettere a rischio l’indipendenza della Confederazione.
I Venedi sotto la guida di Niklot, saranno in fine minacciati da Absalon, arcivescovo e politico danese e dal suo Re Valdemaro di Danimarca.
Nel 1160, Absalon diede vita alla sua prima spedizione, che portò alla morte del Re Niklot. Tuttavia, solo nel 1168 i Venedi accettarono di convertirsi al cristianesimo dopo aver perso l’ultima roccaforte situata a Capo Arkona.

Le Crociate del Nord

Dopo la definitiva sottomissione dei Venedi del 1168, l’espansione germanica procedette nei Balcani, minacciando ancora una volta le popolazioni slave ancora pagane.
I protagonisti di queste spedizioni furono inizialmente i Cavalieri Portaspada, ordine monastico militare costituito nel 1202 dall’arcivescovo cattolico Alberto di Riga allo scopo di convertire le genti pagane situate intorno al golfo di Riga. I Portaspada furono annientati in seguito alla Battaglia di Siauliai del 1236 condotta dai lituani. Dopo la sconfitta, l’anno successivo, i Cavalieri Portaspada confluirono nell’ Ordine Teutonico.

Significativo fu il ruolo di Andrea II d’Ungheria che, deciso a contrastare i Cumani, che dopo l’invasione mongola del 1237 avevano cercato riparo nei territori ungheresi. Andrea II, agì servendosi dei Teutonici, che riuscirono ad assicurarsi alcuni territori del Regno che furono poi confermati dal papa Gregorio IX.
Nel frattempo, continuarono le campagne militari. Le spedizioni, proseguirono subito dopo la conversione forzata dei Venedi del 1168, prima contro i livoni e gli estoni, successivamente contro i lituani e in fine, arrivarono a minacciare la Russia.
Dopo lo scisma nel 1054, tutti coloro che non rientravano nella “tradizione latina”, erano considerati pericolosi eretici.


Le azioni militari non riguardavano solo un semplice atto di fede,ma erano la manifestazione del desiderio di espansione da parte della Chiesa di Roma a discapito della tradizione ortodossa.Nel 1221 era in corso la guerra tra la Finlandia e la Velikij Novgorod, “patria” delle attività commerciali.
Il pontefice, Onorio III, preoccupato per un’eventuale conversione al cristianesimo ortodosso, ordinò al vescovo di Finlandia di stabilire un embargo commerciale. Successivamente, sempre Onorio III ordinò ai Cavalieri Portaspada di inviare delle truppe proprio a difesa della Finlandia.
Tuttavia, solo nel 1240, i tentativi crociati di annichilire la Chiesa Ortodossa si manifestarono con più risolutezza con la Campagna Livoniana o “Crociata di Novgorod”.

La spedizione venne condotta dai Cavalieri Teutonici dell’Ordine di Livonia nelle terre di Pskov e Novogorod con l’obiettivo di convertire le popolazioni al cattolicesimo latino.
In quegli anni, le terre russe versavano in difficili condizioni a causa dell’invasione mongola e, dunque, per i crociati si prospettava una facile vittoria. Nonostante la difficile situazione che preoccupava gli abitanti, il principe di Novgorod, Alexander Nevskij (letteralmente, della Neva), riuscì a sconfiggere i crociati invasori nella Battaglia della Neva, da cui il nome, nel 1240. Nel 1242, Alexander proseguì e riuscì a riprendersi Pskov.


Il 5 Aprile dello stesso anno, Nevskij condusse la Battaglia del Ghiaccio sul Lago dei Ciudi. Secondo le Cronache, la battaglia durò molte ore e caratterizzata dallo scontro corpo a corpo tra Alexander e i crociati. Solo dopo le molte ore di battaglia, Alexander avrebbe ordinato agli arcieri mongoli – suoi alleati – di prendere parte alla battaglia. Alla vista della cavalleria russa, molti crociati iniziarono a fuggire e molti caddero sul terreno scivoloso una volta colpiti dalle frecce dei Tatari. Sempre secondo le Cronache, quando i crociati tentarono di allontanarsi cercando di posizionarsi sul lato più lontano del lago, il sottile strato di ghiaccio collassò sotto il peso delle pesanti armature e molti vennero risucchiati dalle fredde acque del Nord.Le azioni di Alexander Nevskij riuscirono a rallentare le Crociate del Nord e a mettere fuori pericolo la Repubblica di Novgorod.

Chiara Fiaschetti

Redazione Radici

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