Il Cammino di Santiago di Compostela 

Il Cammino di Santiago di Compostela 

Il Cammino di Santiago di Compostela è un sistema di itinerari che i pellegrini a partire dal Medioevo, attraversano provenendo da varie nazioni europee fino alla Cattedrale di Santiago di Compostela, all’interno della quale sono venerate le reliquie dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore. Fin dal Medioevo, questo cammino che veniva percorso per chiedere una grazia o il perdono, era un modello in Europa, condividendo i valori dal Vangelo, attraverso le peregrinazioni di tanti cristiani.

La bellezza del cammino è racchiusa anche nelle motivazioni individuali di chi lo intraprende; oltre a ragioni spirituali o culturali in genere esso può rappresentare nell’animo del pellegrino una sfida personale, un modo alternativo di fare turismo, l’ anelito verso la bellezza, l’ amore per i paesaggi e la natura che si ammirano durante il percorso. Approfondire la conoscenza di se stessi resta una motivazione essenziale per riflettere su ciò di cui l’uomo ha veramente bisogno, ed è proprio questo che ha mutato l’esistenza di milioni di persone al ritorno dal Cammino di Santiago. La possibilità di attraversare nel silenzio campi e foreste in una dimensione arcana e solitaria permette alla mente di disconnettersi dal mondo e tornare in uno stato di pace.

Il Cammino Francese parte dalla Francia, dai Pirenei e si snoda fino a Santiago in un percorso di 800 km che si può compiere in circa 40 giorni a piedi o in bicicletta. La maggior parte dei pellegrini arrivava dall’Italia percorrendo la via Francigena (e quindi i passi del Moncenisio o del Monginevro) oppure dalla Francia, percorrendo le strade francesi per Santiago di Compostela: da Arles (via Tolosana che passa i Pirenei sul Passo del Somport, Huesca), da Le Puy (via Podense), da Vézelay (via Lemovicense) o da Parigi e Tours (via Turonensis) che passano i Pirenei a Roncisvalle. A seconda di quale passo attraversano, le vie prendono il nome di Camino Aragonés, da Somport, oppure Camino Navarro, da Roncisvalle. Quest’ultima è quella più frequentata, con la maggior parte dei pellegrini che considerano come punto di inizio del cammino francese la città di Saint-Jean-Pied-de-Port; da qui a Santiago, passando per Leon, sono circa 800 km. I due percorsi confluiscono a Puente la Reina, che rappresenta il punto di raccolta dei pellegrini. Storicamente i pellegrini rientrando da Santiago de Compostela portavano con sé la conchiglia raccolta sulle sponde della Galizia per dimostrare di esser giunti alla meta. La conchiglia simbolo di spiritualità, le cui striature che si chiudono in un unico punto, rappresenta i diversi cammini che insieme convogliano tutti a Santiago de Compostela.

 L’origine del mito giacobino risiede nelle Asturie e fu Alfonso II un re asturiano, il primo pellegrino a Santiago che trascrisse la Storia auspicando la fondazione di quel Campus Stellae che con il tempo sarebbe stata la magnifica Compostela. A questo primo itinerario, detto Primitivo, che inizia alle porte della Cattedrale di Oviedo, se n’è quindi aggiunto un altro, quello del Nord (o della Costa) che scorre lungo tutto il litorale della regione. E ad essi si deve aggiungere la ramificazione che li unisce e anche il cosiddetto Cammino del San Salvador, utilizzato dai pellegrini che, dopo aver scelto il Cammino Francese, optavano per una deviazione verso la capitale asturiana all’altezza di León.

Il Camino de Santiago, naturalmente, è costellato da queste imponenti strutture difensive.

La via giacobea nacque e fiorì in epoca medievale, nel mezzo di infinite dispute militari tra il regno cristiano e quello musulmano e sotto la presenza dei Cavalieri Templari, che proteggevano i pellegrini della Via Francigena (e le cui tracce arrivano fino ai giorni nostri).

Anche se alcune di queste fortezze sono andate perdute con il passare dei secoli, il nord della penisola conserva ancora molte di queste costruzioni che possiamo visitare mentre attraversiamo alcune delle vie giacobine, come la Via Francese o la Vïa de la Plata.Castello Templare di Ponferrada (León).

Il Castillo templario de Ponferrada è una delle più importanti fortezze della Spagna, con una complessa rete di mura difensive su un’antica fortificazione di origine romana per difendere il Cammino di Santiago nel Bierzo.

Il Castello di Pambre (Palas de Rei, Lugo), splendida fortificazione quadrata, è uno dei più imponenti esempi superstiti di architettura medievale galiziana di stile militare.

Il Castello di Monterrey (Ourense) posto su una collina che domina la valle del fiume Tamega da dove si può ammirare tutta Verin, è una delle più importanti dimore signorili della Galizia. Si distingue per avere due torri. Costruito da Alfonso Henríquez nel XII secolo, sorge in un punto strategico, in quanto dista 30 km dal Portogallo e 70 di quella che oggi è Ourense.

La Cittadella di Jaca (Huesca) Patrimonio dell’Umanità, è una fortificazione unica a pianta ottagonale, costruita dal re Filippo II alla fine del 1592, insieme ad altre costruzioni difensive, come il Forte di Santa Elena o la Cittadella di Pamplona. E’ una delle principali mete nella regione di Jacetania e nella provincia di Huesca.

Il Castello di Sarracín, fortezza medievale di origine templare, fu il cardine della difesa di uno dei pochi passaggi naturali tra León e la Galizia. Posto sulla riva sinistra del fiume Lobos, Il Castello di Sarracín, a Vega de Valcarce (León), è sempre stato testimone del passaggio dei pellegrini sul Cammino Francese; fu costruito originariamente su un antico castro celtico nel IX secolo, anche se i Templari vi arrivarono solo nel XIII secolo.

A Torres del Rio terra dei Templari è possibile vedere lungo la strada alcuni petroglifi su cui è effigiata la croce templare, affiancata alla “conchiglia” del pellegrino. Arrivando davanti all’insegna con tanto di tridente, conchiglia e croce templare, e all’interno sopra lo stipite di una porta erano incise il simbolo del “Tau”, quello della “Pata dell’Oca” e la croce templare. Riferimenti all’Ordine templare  sono a S. Anton dove l’ antico convento, oggi quasi rudere, reca ancora la croce templare e il tau dei cavalieri del tempio, scolpite nei muri e nei rosoni dell’antico edificio. Lo stesso a Terradillos de los Templaros, un tempo roccaforte dei monaci guerrieri ora poco più di un paesino.

Il Camino Portugués, ha inizio dalla Chiesa di San Giacomo a Lisbona (610 km in totale) oppure dalla Cattedrale di Porto (227 km in totale) e attraversa il confine con la Galizia fino a Tui.

Il Camino del Norte, ha inizio nella città basca di Irun al confine con la Francia. Il percorso segue la costa della baia di Biscaglia attraversando Paesi Baschi (San Sebastián e Bilbao), la Cantabria (Santander), le Asturie (Gijón e Avilés) e la Galizia. È piuttosto impegnativo a causa dei forti dislivelli lungo le pendici della cordigliera Cantabrica.

La Via de la Plata, ha inizio a Siviglia, in Andalusia e sale verso Santiago attraversando l’Estremadura e la Castiglia.

È molto comune tra i pellegrini che terminano il loro viaggio a Santiago, vogliano seguire un po’ di più e percorrere l’ultimo tratto del Cammino di Finisterre che era considerata l’ultima zona abitabile del mondo, prima che avvenissero le varie scoperte, in quanto si credeva anche che fosse il punto più occidentale d’Europa. Il cammino giunge a fino a Muxía o a Capo Finisterre, dove le popolazioni romane e celtiche erano solite contemplare lo stupefacente tramonto nell’ Oceano.

Il Cammino di Santiago è un viaggio interiore che immerge il pellegrino immerso nell’arte, nella cultura e nella spiritualità, per un totale di oltre 523 chilometri di itinerari giacobini, trasportandolo in un caleidoscopio di miti e di riti, dal mare di Finisterre Atlantico alle cime delle Asturie.

L’Ordine dei Cavalieri Templari federiciani esorta i pellegrini al Cammino di Santiago come viaggio spirituale e storico. Non appena sarà possibile viaggiare, saranno messi a disposizione ostelli dei pellegrini, varie tipologie di itinerari e una guida esperta in storia, architettura, natura, simbologia templare e teologia, teosofia. Per informazioni rivolgersi alla pagina FACEBOOK “Sovrano ordine monastico dei Templari Federiciani”.

Dott.ssa Melinda Miceli giornalista, saggista, critico d’arte

Redazione

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