Pioggia

Pioggia

di Rossella Cerniglia

Lenta, esile, silente, dall’oscurarsi una cortina d’acqua prende a cadere. I pensieri bui sono la stessa pioggia a cadere e i petali residui delle rose a sbattere sulle ringhiere.


Sbuffi di vento e acqua piovono obliqui dove un malessere la prende se l’anima s’affaccia al fuori, nel modo che, scostate le pesanti tende, vede l’acqua cadere, assorta e lieve, di lontano, e l’umido cielo invocare un senso, una ragione.
Così l’acqua dei pensieri picchia sulle tegole con fievole rumore, discende sulle balconate e nelle gronde e scivolando quieta nei grandi fiumi sotterranei, va a morire.


Non sa che pensieri siano, che angoscia le piova dentro. Sente che è solo pioggia a cadere, pioggia a scivolare muta sulle cose che sono il mondo in lei.


Ecco la casa che è di fronte nel cielo livido: e la pioggia che cade sul suo tetto è pioggia che cade su di lei e in lei. Le scorre dentro, bagna le pareti della sua casa interiore, penetra dentro alle ottenebrate stanze.


Su di essa il cielo è interamente il suo umore, il suo greve umore.


Le nuvole si gonfiano, versano ancora sprazzi dell’umida tristezza e ogni cosa abita in lei col colore della pioggia che cade: la pesantezza del grigio è il perché senza risposta che si perde al di là di quello stesso grigio, di tutto il grigio che appare.


E tutto si bagna in lei in quel pianto che cade: ignominia e fallimento le inzuppano le ossa. Perché nessuno s’avvede della pioggia infinita che piove dentro lei, del buio in cui piange la sua vita? Perché ogni forma, oggi, è l’oscura pioggia che cade?

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