IL Monastero delle Benedettine San Giovanni Evangelista di Lecce

IL Monastero  delle Benedettine San Giovanni Evangelista di Lecce

di Adele Quaranta *

 “La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che, come la Vergine Maria, accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo; offrono a Dio la propria carne e, nella loro povertà e umiltà, diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa, il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi” (Papa Benedetto XVI).

La visita al “Monastero delle Benedettine San Giovanni Evangelista”, di origine medievale, permette di effettuare un percorso spirituale, in senso lato, alla scoperta dell’armonia, bellezza e lavoro di conservazione del patrimonio storico, archivistico-bibliografico ed artistico custodito. Il complesso, più precisamente, risale all’epoca della dominazione normanna (tra XI e XII secolo), quando il conte Accardo II lo edificò, come attestato dal documento più antico, datato 1133. Malgrado le numerose soppressioni e la perdita di molteplici beni, fino ad oggi, il cenobio, alla diretta dipendenza del Pontefice, continua a svolgere, senza alcuna interruzione, la propria attività istituzionale, anche se una parte degli immobili fu acquistata dallo Stato e adibita a scuola (attualmente, “2° Circolo E. De Amicis”). Naturalmente, non senza notevoli sacrifici imposti alle monache, le quali si sono adeguate al mutamento dei tempi e all’accoglimento delle richieste, sempre più particolareggiate (e non solo spirituali), provenienti dal mondo esterno alla clausura, come si può constatare visitando il Museo, che scandisce, ancora oggi, il fluire dei giorni e l’evolversi della società. Parte integrante del monastero sono la Pinacoteca dal valore inestimabile per le tele che vanno dal 1400 al 1800 e la chiesa di S. Giovanni Evangelista, attualmente in restauro.

A. Benedettine 1

La comunità monastica segue fedelmente la Regola dell’Ordine di San Benedetto, che prevede un tempo per la preghiera (comune e personale) ed uno per il lavoro e lo studio (Ora et labora), per contrastare, in solitudine ascetica, le privazioni e mortificazioni estreme. L’ora custodisce, infatti, il tesoro della liturgia e del canto gregoriano, lasciando anche spazio al salmodiare in lingua italiana (la lectio alimenta la giornata monastica e viene condivisa, il sabato, con altre sorelle e fratelli desiderosi di conoscere Cristo, scrutando la Scrittura). Il labora fa ricorso, invece, a nuove tecnologie, pur custodendo, ad esempio, antiche modalità di lavorazione della pasta di mandorla (prodotto tipico dell’area mediterranea), preparata secondo la ricetta tradizionale del ‘700, mediante processi di trasformazione ricchi di significati simbolici.

B. Benedettine Copia
C. prova 1
D. Benedettine

Oltre alla sfera religiosa, il lavoro delle monache benedettine “San Giovanni Evangelista”, iniziato, nel corso di un lungo passato, con la realizzazione di merletti, ricami, fiori di perline, oggetti in terracotta e, soprattutto, con la tradizionale produzione dei dolci di pasta di mandorla (tramandata dal Settecento, così come documentata nell’archivio monastico), negli anni, si è diversificato aprendosi al mondo, con la preparazione di ostie, svolgimento di attività tipografico-editoriali e, soprattutto, con la valorizzazione dei beni archivistico-bibliografici e storico-artistici – custoditi dalle suore a partire dai primissimi anni del secolo scorso –, che illustrano e completano un quadro sempre più esauriente, in merito alle vicende del complesso monastico, della vita consacrata nelle sue sfaccettature, delle abitudini e tradizioni delle religiose in senso lato.

E. Benedettine 1

La vita in comune, quella cenobitica, tipica del convento benedettino di “San Giovanni Evangelista”, diviene officina e laboratorio di comunione, che mira, in delicata semplicità e grazia, a glorificare il nome del Signore in ogni tempo, nonché a sillabare l’esigente parlare evangelico, che ha gli accenti della misericordia, dell’umile compatire, dell’amicizia e dell’amore che vanno sempre oltre ogni speranza. Altresì, le monache si confrontano anche con il mondo al di là delle grate e con tutti gli strati sociali, basandosi su scambi reciproci: da una parte, il forte sentire delle benedettine che “dilatano” la loro spiritualità nel tessuto della società salentina e, dall’altra, l’enorme e crescente fabbisogno dell’essere umano alla ricerca costante di certezze, che approdino a nuovi spazi e ad esperienze spirituali.

Noi, donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo a una storia d’amore. Ognuno di noi è un anello in questa catena d’amore. E se non capiamo questo, non capiamo nulla di cosa sia la Chiesa. È una storia d’amore” (Papa Francesco).

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*  Adele Quaranta è anche l’autrice del corredo fotografico, realizzato con il cellulare. Già Ricercatrice di Geografia economico-politica presso l’Università del Salento e Presidente dell’Associazione Culturale  G.ECO.S. («Geografia Ecosostenibilità Sviluppo»), è impegnata sia nella progettazione e realizzazione di un’ampia gamma di attività scientifico-culturali (incentrate su tematiche geo-economico-sociali), sia nella promozione e salvaguardia, in ambito nazionale e globale, delle specificità e complessità storico-geografiche e architettonico-paesaggistiche, nella convinzione che la “geografia” non è solo scienza dei luoghi, ma degli uomini e che nessun intervento di carattere operativo può essere intrapreso senza una preventiva lettura e analisi dell’organizzazione del territorio e delle vicende dell’habitat (si veda: www.gecos40.it). L’Autrice opera, inoltre, nell’ambito del volontariato coinvolgendo le scolaresche di ogni ordine e grado nella tutela delle “eredità” della società contadina (ormai quasi completamente scomparsa), puntando su numerose attività laboratoriali in grado di rafforzare le identità e tradizioni. Collabora, infine, con riviste e associazioni rivolte alla conoscenza, salvaguardia e valorizzazione del Salento, nonché con emittenti televisive locali (in particolare, Telerama e Terre del Salento, attive nelle province di LecceBrindisi e Taranto).

Adele Quaranta

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