In Brasile vietata l’importazione dello Sputnik per mancanza di dati

In Brasile vietata l’importazione dello Sputnik per mancanza di dati

Il gigante sudamericano sfiora i 30mila casi al giorno ma l’autorità nazionale blocca l’arrivo del vaccino russo perché non sono state fornite garanzie su efficacia e sicurezza.

Il Brasile sta vivendo il periodo più letale dei 13 mesi di pandemia. Dalla prima infezione, il 26 febbraio 2020, e la prima morte, il 12 marzo dello scorso anno, entrambe a San Paolo, il Paese ha ora 14.369.423 casi confermati e un totale di 391.936 morti.

Nonostante la grave situaizone,l’agenzia di regolamentazione sanitaria (Anvisa) si è opposta alla richiesta di diversi Stati nel Paese di importare il vaccino russo Sputnik V contro il Covid-19. L’Anvisa ritiene che manchino i dati che garantiscono la sicurezza e l’efficacia.

Nel corso di una tesa riunione, andata avanti per cinque ore, l’organo collegiale dell’ente regolatore ha deciso all’unanimità di respingere la richiesta. Il presidente dell’Anvisa, Antonio Barra Torres, ha precisato che il produttore russo non ha consegnato il “rapporto tecnico completo” dell’immunizzatore, che manca di omologazione in Giappone, Europa e Stati Uniti. La presentazione della registrazione del vaccino concessa dal ministero della Salute russo e da governi di Paesi come Messico e Argentina non forniva le informazioni “di base” richieste dalle autorità sanitarie brasiliane e, secondo Barra Torres, è stata anche impedita una visita tecnica alle strutture dell’Istituto Gamaleya.

Quasi 30mila casi in 24 ore

Intanto i nuovi casi registrati ammontano a 28.636 e i morti a 1.139 nelle ultime 24 ore.

Tra domenica e lunedì c’è stata una diminuzione del numero di decessi giornalieri (-12,72%) e del numero di contagi (-12,08%) rispetto alle 24 ore precedenti. Tuttavia, le cifre giornaliere riportate la domenica e il lunedì possono essere più alte perché i fine settimana, a causa della mancanza di personale in alcuni comuni lontani dai grandi centri urbani, non vengono calcolati e appaiono solo nel consolidato del martedì. 

Secondo il rapporto ufficiale, 12.879.051 pazienti sono guariti dal SARS-CoV-2 nella nazione di quasi 212 milioni di abitanti, che rappresenta l’89,6% del totale degli infettati. Altri 1.098.436 pazienti sono sotto controllo medico negli ospedali o nelle loro case dopo essere risultati positivi ai test clinici. 

Tasso di mortalità di 187 ogni 100.000 abitanti

Il Brasile, uno dei tre Paesi del mondo più colpiti dalla pandemia insieme a Stati Uniti e India, ha un tasso di mortalità di 187 morti per 100.000 abitanti e un’incidenza di 6.838 persone infettate nella stessa proporzione. Lo stato di San Paolo, il più popolato del paese con 46 milioni di abitanti, continua ad essere la regione con più casi confermati (2.838.233) e morti (92.798).

Nonostante gli alti numeri, Rio de Janeiro ha riaperto le sue spiagge e i suoi parchi lunedì e ha autorizzato la presenza di bagnanti nella sabbia e nelle acque delle spiagge, che era stata vietata dalla fine di marzo. E centinaia di persone sono tornate ad affollare – sabato e domenica scorsa – le spiagge di Ipanema e Copacabana, nonostante le restrizioni imposte dalle autorità per contenere il virus.

AGI

Redazione

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