La visione di Stoccolma 2040: Hagastaden

La visione di Stoccolma 2040: Hagastaden

di Annalisa Spinelli

Oggi vi parlo della visione di una città. Precisamente quella di Stoccolma, dove, come saprete, attualmente vivo. E nello specifico vi parlerò della nuova area di Hagastaden la cui riqualificazione rientra all’interno di una serie di progetti avviati ormai da anni dal comune di Stoccolma.

Avere una visione significa guardare oltre, immaginare e vedere come una città può essere tra 10/20/30 anni e più. Era il concetto alla base della costruzione delle città italiane nell’antichità, nel rinascimento e fino al dopo guerra…poi il nulla, o quasi, perchè quando c’è una visione, la città in questione si trasforma e rivive ( penso soprattutto a Milano che nel giro di pochi anni, forse 10 o meno si è trasformata in meglio, molto meglio).

Ma torniamo a Stoccolma e dicevo la visione. Hagastaden è una parte importante di quella che è la realizzazione della visione 2040 di Stoccolma, con idee chiavi per una regione innovativa e in crescita. Si avete capito bene: 2040 perchè la realizzazione di opere importanti non può avvenire in pochi anni. Questo comporta inevitabilmente e necessariamente che le forze politiche non demoliscono ” tout court” l’operato della forza politica che ci è stata prima. E ovviamente prima di tutto ci deve essere la visione.

La nuova area, Hagastaden, amplierà il centro della città, i suoi confini verranno ridisegnati e spostati oltre e con essa si collegherà Stoccolma alla vicina cittadina di Solna. La scelta del nome è significativa: Haga perchè è il nome storico della zona in questione e Staden ( che in svedese significa città) per sottolineare una collaborazione e una crescita simultanea tra la città di Stoccolma e appunto quella di Solna. Per la realizzazione di questo bellissimo e ambizioso progetto ci sono oltre le due municipalità anche il Nya Karolinska, il Karolinska Institutet, Akademiska Hus, Locum e una serie di investitori privati. La collaborazione con il Karolinska Institutet e Nya Karolinska è dato dal fatto che l’ambizione più grande è rendere questa area una delle più importanti al mondo per le Scienze della vita e la salute. Quindi per la realizzazione di questo importante obiettivo Università, ricerca e imprese lavoreranno in stretta collaborazione, il che mi sembra un’assoluta novitá e qualcosa a cui guardare con attenzione per poterla replicare.

La zona vedrà il nascere di una combinazione di alloggi, aree verdi e negozi, il tutto servito dai mezzi pubblici. Tutto attentamente e minuziosamente programmato in anticipo. “Una delle opere piû belle” all’interno dell’opera in sé, a mio parere, sarà la realizzazione di “NorraStationsparken”, un parco che circonderà la nuova “città”, e che sarà completato da filari di alberi che saranno la cornice ad una serie di terrazze aperte con l’opportunità di pranzare, giocare e fare altre attività. Il parco verrà inaugurato nel 2023 e rappresenta una delle più grandi iniziative di parchi di Stoccolma e collegherà Hagastaden con Hagaparken, una delle aree verdi più belle di Stoccolma.

Sono previste delle costruzioni particolari e distintive che prenderanno il nome di Helix e Innovation intorno al quartiere già esistente di Torsplan. Questi due edifici costituiranno una sorta di portale tra edifici vecchi e nuovi. E a Nortull l’edificio della dogana del XVIII sec. assumerà un nuovo significato come simbolica porta di accesso alla nuova area.

Edificio della dogana

La città di Stoccolma lavora da molti anni sulla base di una visione unificante per una Stoccolma del futuro. Infatti con una visione comune tutte le amministrazioni e le aziende della cittá camminano verso un’unica e determinata direzione data non solo dal rispetto delle leggi e delle direttive. A Stoccolma si assiste al guardare oltre, all’immaginare qualcosa di grande, all’utopia che non resta solo una fantasia ma si concretizza in fatti e atti che danno corpo e vita a un progetto comune: migliorare la propria città ed esserne orgogliosi. Questa è la visione di cui volevo parlarvi e che auguro ritorni ad essere un obiettivo delle nostre meravigliose città italiane trascurate e lasciate troppo spesso in mano ad amministratori poco esperti, incapaci o poco lungimiranti. Perchè non si può e non si deve più lavorare in emergenza guardando al singolo e contingente caso, ma bisogna perseguire obiettivi chiari e condivisi da tutti che portino verso questo tipo di visione.
Hagastaden non resterà semplicemente un bellissimo progetto ma prenderà vita cosí come altri progetti hanno già fatto e di cui vi parlerò prestissimo. Questa è la visione di Stoccolma 2040. Questa è la visione di cui volevo parlarvi.

Annalisa Spinelli corrispondente Progetto Radici- Stoccolma

Redazione@progetto-radici.it

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